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January 18, 2010

Fame: una storia moderna

JAMES VERNON, Hunger: A Modern History, Cambridge Mass. and London, 2007, p. 369.

Chiunque creda che la compassione, l'indignazione, la volontà di intervenire dinanzi allo spettacolo di esseri umani che muoiono di fame sia qualcosa di 'naturale', sempre presente in ogni epoca e in ogni luogo, farà bene a leggere questo libro.

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February 24, 2009

La notte che Pinelli

A.SOFRI, La notte che Pinelli, Palermo, Sellerio, 2009.

Questo libro di Adriano Sofri, sotto forma di racconto a una giovane ragazza che (come nella famosa canzone di Calvino e Liberovici, Ragazza dalle guance di pesca) gli chiede di spiegargli i fatti della strage di piazza Fontana, Pinelli e Calabresi, è una sorta di inchiesta, di indagine: una sepcie di romanzo giallo su una vicenda davero acacduta ma il cui reale svolgimento è tuttora oscuro. L’oggetto del libro è l’arresto e la morte di Pinelli, con l’esame accurato di tutte le molte carte processuali. Sofri non raggiunge nessuna conclusione, tratta con molto rispetto e perfino simpatia personaggi come Gerardo D’Ambrosio, il magistrato che lo fece condannare (e che pure giunse a una conclusione, sul caso Pinelli, che è difficile condividere e che Sofri non condivide) o come Oscar Luigi Scalfaro e Ninni Cassarà, e quanto a Calabresi in particolare esibisce un ostentato sforzo di obiettività. La parte decisamente più interessante e riuscita del libro, e anche quella umanamente più toccante, è certamente  la ricostruzione del mondo, delle idee e delle abitudini di un anarchico della vecchia scuola come Pinelli: la descrizione delle idee e dei sentimenti generosi, del profondo desiderio di libertà e giustizia, della incorruttibile onestà di questo personaggio d’altri tempi e oggi quasi inconcepibile, risulta senz’altro la parte più bella del libro.

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February 8, 2009

Ascesa del fascismo

D. SASSOON, Mussolini and the rise of Fascism, London, 2007

Questo breve libro (143 pagine di testo) è meno una storia di un evento (la marcia su Roma e l'assunzione del potere di Mussolini) che una riflessione sulle cause che hanno condotto ad esso. Non contiene, come era prevedibile del resto, grosse novità; quel che è abbastanza interessante sono le conclusioni che questo insigne storico, che tanti anni di studio ha dedicato alla storia dell'Italia moderna e contemporanea, raggiunge.

Il punto di partenza della riflessione - un punto ben noto, che risultava evidente già agli stessi scrittori fascisti - è che la benché minima manifestazione del potere dello Stato sarebbe bastata a spazzar via il movimento fascista, e a ridicolizzare la marcia su Roma, senza la minima difficoltà.

La domanda quindi è: perché il Re non firmò il decreto, preparato da Facta, che dichiarava lo stato d'emergenza (e che avrebbe quindi consentito di usare le truppe per disperdere i fascisti)?

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January 19, 2009

Controstoria della Rivoluzione Francese

A. MANZONI, Storia incompiuta della rivoluzione francese, Milano, 1985

 

Rimasto incompiuto e apparso postumo, probabilmente da intitolarsi Osservazioni comparative su la Rivoluzione francese del 1789 e la Rivoluzione Italiana del 1859, questo non breve scritto è una sorta di analisi metastorica o di filosofia politica consistente in un confronto fra le due rivoluzioni del titolo. Il confronto, tuttavia, non essendo stata portata a compimento l’opera, non fu fatto, salvo che per poche pagine iniziali, sicché del testo rimane solo una parte, neppure essa ultimata, relativa alla rivoluzione francese.

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May 26, 2008

Ancora una filosofia della storia!

J.G.HERDER, Ancora una filosofia della storia per l’educazione dell’umanità (1773), tr. it. F. Venturi, Torino, Einaudi, 1981.

La prima importante formulazione della filosofia della storia di Herder, e anche una formidabile critica – benché di lettura non agevole, date le numerose autocensure e lo stile criptico –dell’Illuminismo.

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February 11, 2008

Il Cavour di Rosario Romeo - I parte

R. ROMEO, Vita di Cavour, Bari, (1984), 2004.                                            

Si tratta della versione “ridotta” (540 pagine!) della monumentale e celeberrima “biografia politica” di Cavour del grande storico siciliano. E’ un libro immensamente ricco di suggestioni non solo per capire un passato ormai discretamente lontano, ma anche il nostro presente.

E’ diviso nelle tre fasi che scandiscono la vita e l’attività del conte (come lo chiama familiarmente Romeo): prima la formazione, a lunga distanza dalla politica attiva, derivante dal disprezzo e dall’odio che C. nutriva per il vecchio regime piemontese; la seconda fase, segnata dall’attività come grande agricoltore-industriale prima e poi dall’ingresso nella politica piemontese; la terza, segnata dall’affaccio sulla politica internazionale e coronata dagli spettacolari successi del biennio 1859-1861.

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January 21, 2008

Formidabili quegli anni

M.CAPANNA, Formidabili quegli anni (1988); Milano, 2007.                          

E’ un libro, con tutti i suoi limiti, molto più piacevole di quello della Passerini; ma, influenzato dalle opinioni e dalle riflessioni successive dell’autore, forse è meno utile delle parti “documentaristiche” di Autoritratto di gruppo a capire davvero il ‘68

Data la personalità strabordante dell’autore, si tratta tutto sommato di un libro sorprendentemente obiettivo. Vediamo.

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January 14, 2008

Autoritratto del Sessantotto

L. PASSERINI, Autoritratto di gruppo, Firenze, 1988.

Iniziamo con questo libro una serie di letture sul Sessantotto.

Si tratta peraltro di un libro assai debole. Anzi il libro della Passerini è talmente debole da diventare un bell’esempio di quei libri (di cui parlò tanto tempo fa Eco) che ti insegnano l’umiltà scientifica. Dopo le prime due pagine, si prova la fortissima tentazione di buttarlo via; invece, probabilmente contro la volontà dell’autore, ci si trovano cose interessanti.

L’inizio è agghiacciante: l’A. si lagna di avere la febbre il giorno del suo compleanno (“Giaccio sconfitta, sotto il peso delle mie contraddizioni. Non ho voluto figli e non ne ho. L’uomo che stava con me da dieci anni si è definitivamente fermato nella città da cui era pendolare, prendendo sul serio le mie passate richieste di abitare separati, proprio adesso che avrei bisogno che ci fosse”, p. 9: è un passo decisamente da ricordare, l’A. è una da non prendere sul serio. Oppure: “Ascolto la sua esperienza del carcere: nonostante le differenze, la sento affine ai periodi di reclusione nella mia solitudine”, p. 11)”.

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October 25, 2007

Looking Backward: il "caso" Ariel Toaff

Allora, la storia è andata così.

Un rispettato (finora) storico ebreo italiano, Ariel Toaff, professore all’Università di Gerusalemme, manda in libreria per i tipi del Mulino un libro (non vi sorprendete: la fine della vicenda spiegherà perché il libro è diventato introvabile e dunque costosissimo), che deve uscire nelle librerie tra l’8 e il 10 febbraio 2006.

Il 6 esce sul Corriere una recensione di Sergio Luzzatto, uno storico torinese.

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September 4, 2007

La ragazza del secolo scorso

R. ROSSANDA, La ragazza del secolo scorso, Torino, 2005.

Come “autobiografia” è abbastanza ingannevole: della vita privata,  salvo la prima parte del libro che tratta di infanzia e adolescenza, non si parla quasi, e anche il resto, che vuol  essere (come recita la quarta di copertina) “il racconto di una vita: la politica come educazione sentimentale”), si arresta al 1969, ovvero all’espulsione del gruppo del Manifesto dal PCI.

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May 21, 2007

La grande trasformazione

K. POLANYI, La grande trasformazione (The Great Transformation, 1944), tr. it., Torino, 2000.

 

E’ uno dei non molti testi novecenteschi che hanno cambiato radicalmente il modo di vedere la storia e i rapporti tra la cultura, la politica e la vita materiale della società.

La prima parte del libro, che espone i caratteri del sistema internazionale crollato con la “Grande Trasformazione” da cui il titolo, fa da preludio e si riallaccia alla terza, che espone le prospettive “attuali” (parliamo del 1944).

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March 5, 2007

Uruk, la prima città

M. LIVERANI, Uruk la prima città, Roma-Bari, Laterza, 2006 (I ed. 1998)                          

Questo libretto del professor Liverani, solidissimo e aggiornatissimo benché d’impianto chiaramente divulgativo, getta una luce illuminante su un fenomeno ormai molto studiato, quale la nascita dell’urbanesimo, prendendo in esame appunto la prima “città” (il che non implica, come vedremo, che in precedenza non siano esistiti altri agglomerati umani): Uruk, sull’Eufrate, nella bassa Mesopotamia, intorno al 3.500 a.C.

L’autore prende innanzitutto in esame, in una bellissima “storia della questione”, gli studi che si sono occupati della nascita della città.

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