Piccolissima introduzione alle Nozze di Figaro
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d’orchestra), di Alfred Šnittke*
un’ipnotica ripetizione di una stessa nota (lo strumento è uno xilofono) a valori successivamente ridotti con effetto di cimbalon[2], seguita da glissandi e trilli dei timpani: si tratta della Musica per strumenti a corde, percussione e celesta (1936) di Béla Bartók (1881 -1945).
celesta, in cui il quartetto d’archi è raddoppiato. Viene esplorata la sonorità degli strumenti ad arco in tutta la sua gamma espressiva, utilizzando una gran varietà di colpi d’arco (pizzicato, martellato, a punta d’arco, sulla tastiera, sul ponticello, col legno) ed effetti come il glissando. L’opera ha una struttura formale piuttosto elaborata, quasi l’autore abbia voluto attuare un controllo rafforzato su quello che è l’aspetto più razionale della creazione sonora, la forma: lo sviluppo del tema è inserito in una struttura simmetrica complessa [3]Un aspetto immediatamente percettibile è l’immobilità quasi estatica dei movimenti lenti e la frenesia ritmica di quelli veloci. L’equilibrio è dato dalla presenza costante della percussione, che interviene in tempo o in controtempo e si inserisce come elemento che consente l’amalgama sonoro. E’ nel secondo movimento quel La ribattuto, ribattuto in modo irregolare, un ritmo quasi insicuro, a cui le percussioni ridanno (cercano di ridare) equilibrio. Il finale, con una grande varietà di ritmi e melodie, è energico e vitale. Musica “all’avanguardia”, si potrebbe dire.[1] La musica di Bartok è presente nelle sequenze in cui il bambino si aggira per l’albergo con il triciclo. Kubrick ebbe sempre la mano felice nella scelta della musica per i suoi film, quasi sempre musica di repertorio (tra le tante, mi piace ricordare la splendida colonna sonora di Barry Lyndon, dove si ripetono in vari momenti del film, tra gli altri, il motivo della Sarabanda tratta dalla Suite n. 4 in Re minore di Haendel, , riorchestrata da Leonard Rosenmann, e il trio di Schubert). In Shining sono utilizzate, con notevole originalità, composizioni di autori contemporanei: oltre alla musica di Bartòk, troviamo brani di Gyorgy Ligeti (1923 – 2006) e Krzysztof Penderecki (1933)
tato dal crescendo orchestrale”: così Maurice Ravel (1875 – 1937) definisce il suo Boléro. E ci sarebbe poco da aggiungere. Listen to it here.Poesia e musica – Prélude à l’après-midi d’un faune [ascolta]
Ces nymphes, je les veux perpétuer.
Si clair,
Leur incarnat léger, qu'il voltige dans l'air
Assoupi de sommeils touffus.
Aimai-je un rêve?
Mon doute, amas de nuit ancienne, s'achève
En maint rameau subtil, qui, demeuré les vrais
Bois même, prouve, hélas! que bien seul je m'offrais
Pour triomphe la faute idéale de roses.
(…)