Ritornare ai Greci
F. D'AGOSTINI, Verità avvelenata. Buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico, Torino, Bollati Boringhieri, 2010.
Cosa succede quando il dibattito pubblico è avvelenato ("avvelenamento dei pozzi") e i discorsi o gli argomenti buoni non vengono più distinti dai cattivi, cosicchè si finisce per pensare che un argomento vale l'altro e dare il proprio assenso a questo o quello in maniera immotivata o casuale? E se una situazione del genere, lungi dall'essere una novità contemporanea (o magari italiana), fosse in realtà antichissima, un rischio immanente in ogni democrazia, e già affrontata in passato? E' questa appunto la teoria esposta in questo bel libro. La degenerazione del discorso pubblico era un rischio che già la democrazia ateniese aveva preso in considerazione e che la tradizione filosofica greca, a partire da Socrate, aveva già pensato di affrontare. In che modo? Con la paideia, l'educazione, cioè mettendo i cittadini in condizione di saper distinguere i buoni dai cattivi argomenti, gli argomenti veri da quelli fittizi, le dispute autentiche da quelle apparenti, eccetera. "Insegnate ai cittadini ad argomentare bene, a seguire la dialettica dei concetti, e prevarranno i migliori". D'altronde, ci dice giustamente l'autrice, non c'è alcuna alternativa per far sì che la democrazia funzioni davvero. In fondo, in democrazia, l'ultima parola su chi ha ragione e chi no ce l'abbiamo appunto noi, i cittadini.
