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      <title>Karl Kraus: Recensioni</title>
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      <description>Faccio di una mosca un elefante. Non è arte questa?</description>
      <language>en</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
      <lastBuildDate>Mon, 07 Jun 2010 10:36:24 +0100</lastBuildDate>
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         <title>Laboratorio giuridico</title>
         <description><![CDATA[<p>Mi sono accorto che moltissimi non sanno - o meglio, non hanno la minima idea - di come funziona il diritto: quali preoccupazioni guidano l'operatore del diritto (la parola &quot;giurista&quot;, ormai, mi fa purtroppo schifo), cio&egrave; l'avvocato, il giudice, il notaio, il commentatore di leggi e sentenze; quali sono le tecniche che usa, i suoi metodi di lavoro, insomma che strumenti usa e come li adopera. Non mi nascondo che analoga operazione andrebbe fatta per un sacco di altre materie (architetture, economia, musica, politica, scienze ecc.), ma siccome questo &egrave; quello che so fare, e comunque da qualche parte bisogner&agrave; pure cominciare, &egrave; da qui che vorrei cominciare. Pronto ovviamente, se la cosa piacer&agrave; e qualcun altro ci si vorr&agrave; impegnare, ad estendere il programma.</p><p>L'idea sarebbe quella di far vedere, con esempi pratici, i problemi affrontati normalmente da chi lavora nel campo del diritto, cercando di risolverli insieme. Spesso, come vedremo, si tratta di problemi aperti, suscettibili di diverse soluzioni (il diritto non &egrave; una scienza!), ma l'obiettivo qui non &egrave; quello di imparare delle nozioni (che peraltro non fanno mai male), ma capire meglio il genere di lavoro che comporta il diritto.</p><p>Cominciamo da questo caso (non vi dico da dove l'ho tratto, cos&igrave; la suspense &egrave; accresciuta).</p><p style="color: #3300ff"><em>Lo scrittore Paolo Gorreri ha raggiunto una grande notoriet&agrave; sotto lo pseudonimo di Steve Melville, quale autore di libri gialli. Giunto in tarda et&agrave;, smette di scrivere e concede a un giovane scrittore il permesso di usare il suo pseudonimo, contro il pagamento di un corripettivo pari al 10% dei guadagni che questi realizzer&agrave; continuando la fortunata serie di libri gialli. Il giovane adotta lo pseudonimo, ma successivamente rifiuta di pagare il corrispettivo. Pu&ograve; il Gorreri pretendere il pagamento? Pu&ograve; impedirgli di usare lo pseudonimo?</em></p><p>Vi dico da subito che le norme da cui partire sono gli artt. 6, 7 e 9 del Codice civile, che potete trovate linkato nel blogroll di sinistra. &nbsp;</p>]]></description>
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         <category>Diritto &amp; Economia</category>
         <pubDate>Mon, 07 Jun 2010 10:36:24 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Ritornare ai Greci</title>
         <description><![CDATA[<p>F. D'AGOSTINI, <em><u>Verit&agrave; avvelenata. Buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico</u></em>, Torino, Bollati Boringhieri, 2010.</p><p>Cosa succede quando il dibattito pubblico &egrave; avvelenato (&quot;avvelenamento dei pozzi&quot;) e i discorsi o gli argomenti buoni non vengono pi&ugrave; distinti dai cattivi, cosicch&egrave; si finisce per pensare che un argomento vale l'altro e dare il proprio assenso a questo o quello in maniera immotivata o casuale? E se una situazione del genere, lungi dall'essere una novit&agrave; contemporanea (o magari italiana), fosse in realt&agrave; antichissima, un rischio immanente in ogni democrazia, e gi&agrave; affrontata in passato? E' questa appunto la teoria esposta in questo bel libro. La degenerazione del discorso pubblico era un rischio che gi&agrave; la democrazia ateniese aveva preso in considerazione e che la tradizione filosofica greca, a partire da Socrate, aveva gi&agrave; pensato di affrontare. In che modo? Con la paideia, l'educazione, cio&egrave; mettendo i cittadini in condizione di saper distinguere i buoni dai cattivi argomenti, gli argomenti veri da quelli fittizi, le dispute autentiche da quelle apparenti, eccetera. &quot;<em>Insegnate ai cittadini ad argomentare bene, a seguire la dialettica dei concetti, e prevarranno i migliori</em>&quot;. D'altronde, ci dice giustamente l'autrice, non c'&egrave; alcuna alternativa per far s&igrave; che la democrazia funzioni davvero. In fondo, in democrazia, l'ultima parola su chi ha ragione e chi no ce l'abbiamo appunto noi, i cittadini.</p>]]></description>
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         <category>Ironia &amp; Leggerezza</category>
         <pubDate>Mon, 03 May 2010 00:04:27 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 19/4/10</title>
         <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt">Meno male che c'&egrave; <a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31733">qualcuno</a> che non indietreggia di fronte alle conseguenze pi&ugrave; logiche delle proprie grottesche premesse e che affronta impavido il ridicolo con ferma, impassibile, granitica coerenza:</p><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="color: #ff0000">&Egrave; patrimonio di un numero crescente di persone la consapevolezza che il tracciato che si delinea per la comunit&agrave; umana sia destinato a infrangersi contro ostacoli invalicabili e che l&rsquo;impatto sar&agrave; devastante.<br />Pi&ugrave; precisamente si percepisce che il carattere intrinseco del modello imperante di sviluppo &egrave; il gigantismo e che non &egrave; emendabile. L&rsquo;abnorme organismo si &egrave; propagato a guisa di un immane ectoplasma e ha riplasmato in un sistema globale a carattere tumorale tutto ci&ograve; che ha ingurgitato.</span></p><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"><a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31733" /></p>]]></description>
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         <category>Concorsi</category>
         <pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:40:29 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Wonderland</title>
         <description><![CDATA[<p>Cosa &egrave; il &quot;Gal&agrave; della Politica&quot;?</p><p> (e perch&eacute; &quot;gala&quot; si scrive con l'accento?)</p><p><br /> </p>]]></description>
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         <category>Arte</category>
         <pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:25:44 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>The Interpreter</title>
         <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt">Si tratta di un thriller insolito, in cui l&rsquo;intrigo &egrave; al servizio dei due personaggi principali e dei loro problemi, anzich&eacute; il contrario &ndash; anche perch&eacute; il loro problema personale &egrave; strettamente intrecciato al cuore dell&rsquo;intrigo. Che &egrave; presto descritto: il dittatore dell&rsquo;immaginario stato africano del Matobo, Edmond Zuwanie (un personaggio di fantasia chiaramente modellato sul presidente dello Zimbabwe Mugabe), dopo aver eliminato, nella scena iniziale, uno dei suoi principali oppositori (Xhola, ucciso assieme al suo amico e alleato bianco Simon Broome), progetta di recarsi a New York, all&rsquo;ONU, per un geniale azzardo. Mentre i suoi nemici (Francia in primis) cercano di portarlo dinanzi alla Corte dell&rsquo;Aja, lui intende montare un finto attentato ai propri danni, da sventare all&rsquo;ultimo momento, all&rsquo;interno del Palazzo di Vetro: in questo modo, la linea di difesa di Zuwanie (=i suoi oppositori sono in realt&agrave; dei terroristi) ne sar&agrave; convincentemente provata e la sua credibilit&agrave; rafforzata. In pi&ugrave;, a New York i suoi killer potranno, nel frattempo, far fuori anche l&rsquo;altro principale capo dell&rsquo;opposizione (Kuman Kuman), che vive appunto in esilio a New York.</p><p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt"><img src="http://urbiloquio.com/kkblog/images/Interpreter1.jpg" align="middle" border="0" /></p>]]></description>
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         <category>Cinema</category>
         <pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:47:26 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Spionaggio industriale</title>
         <description><![CDATA[I giapponesi soffiano agli italiani il frutto di decenni di ricerche.<br />]]></description>
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         <category>Sviluppo</category>
         <pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:06:35 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Finalmente</title>
         <description><![CDATA[<p style="color: #6600ff">Rispondendo alla domanda sul perch&eacute; il confronto sia diventato uno scontro, Bersani spiega: ''Perch&eacute;, unico Paese al mondo, da noi non c'&egrave; mai un confronto tra i contendenti davanti ai cittadini. Si passa da un comizio all'altro, dove ognuno dice la sua e quindi abbiamo una campagna elettorale priva di concretezza, fatta di proclami, e questa non &egrave; una buona cosa. Ho proposto - conclude - un modo diverso di fare, con un confronto sui temi concreti che stanno totalmente sfuggendo dai riflettori, temi economici, sociali, dei redditi, delle tasse. Di questo bisogna parlare perch&eacute; se ci limitiamo agli slogan e ai comizi, facciamo un pessimo servizio al Paese''.</p><p style="color: #000000">L'Unico Politico Italiano Degno Di Questo Nome, ieri sul TG5 (preso da <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/25/news/bersani_tasse-2889127/">qui</a>)<br /></p>]]></description>
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         <category>Sviluppo</category>
         <pubDate>Thu, 25 Mar 2010 14:48:03 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Invictus - Masochismi</title>
         <description><![CDATA[Perch&eacute; diavolo un reportage intotolato &quot;Playing the Enemy&quot; diventa un romanzo dal titolo &quot;Ama il tuo nemico&quot;?<br />]]></description>
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         <category>Classici</category>
         <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 11:39:38 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 1/3/2010</title>
         <description><![CDATA[<p>Karl Marx, che una lunga tradizione dogmatica ed inerziale definisce come &quot;materialista&quot; (se soltanto &quot;storico&quot; o invece&nbsp;anche &nbsp;soprattutto &quot;dialettico&quot; lo discuteremo pi&ugrave; avanti), era invece un idealista, e mi arrischier&ograve; addirittura a dire un idealista al cento per cento.</p><p>(C. PREVE, <em><u>Storia del materialismo</u></em>, Pistoia, 2007, p. 109)</p>]]></description>
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         <category>Concorsi</category>
         <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 07:51:57 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society</title>
         <description><![CDATA[It was only by fixing my mind on the Commandant and jail that I could make myself lift the cover of the book and begin. It was called <i>Selections from Shakespeare</i>.]]></description>
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         <category>Europa</category>
         <pubDate>Sun, 21 Feb 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>In rete ci si informa, sul giornale si approfondisce</title>
         <description><![CDATA[Oltre 900 persone hanno partecipato la sera del 15 febbraio alla   festa  per il nuovo D, il magazine femminile di Repubblica   completamente  rinnovato dal direttore <strong>Cristina Guarinelli</strong> e dall&rsquo;art    director <strong>Joel Berg</strong>]]></description>
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         <category>Pop Art</category>
         <pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:36:55 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Verbis, quibus solis valent, bellum Berlusconicum gerebant</title>
         <description><![CDATA[<p>&ldquo;N&eacute; mai mancano quelli di lingua pronta ad eccitare la plebe, gente che come in ogni citt&agrave; libera, e specialmente allora in Atene, dove la scienza della parola ha pi&ugrave; influenza, procura il favore della moltitudine&hellip;&nbsp; Gli ateniesi conducevano la guerra contro Filippo con gli scritti e le parole, le sole cose di cui sono capaci&rdquo;.</p>  <p>Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXI, 44.</p>  ]]></description>
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         <category>Ironia &amp; Leggerezza</category>
         <pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:33:09 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 13/2/2010</title>
         <description><![CDATA[<p>Carlo Petrini &egrave;&nbsp;uno specialista, e <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-dico-no-dieci-volte/2120670/12">qui</a> ce ne sono molte altre veramente notevoli, ma questa le batte tutte:</p><p><strong><span style="color: #ff0000">Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche</span>.</strong></p>]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Sat, 13 Feb 2010 19:33:50 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 11/2/2010</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.wittgenstein.it/2010/02/11/detto-da-li/">Scrive</a> il tuttologo Luca Sofri:</p><p style="color: #ff0000">Alessio Vinci pensa che &ldquo;le tv non facciano vincere le elezioni&rdquo;. MI chiedo esattamente da quando abbia sposato questa tesi.</p><p style="color: #ff0000">p.s. <strong>non resisto alla tentazione di irridere la logica per cui questo sarebbe dimostrato dal fatto che Berlusconi abbia sia vinto che perso le elezioni possedendo lo stesso numero di televisioni</strong>. <strong>&Egrave; come dire che se oggi per strada non ti investono e domani s&igrave;, questo significa che le macchine non sono pericolose, altrimenti ti investirebbero sempre.</strong></p>]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:02:29 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Fame: una storia moderna</title>
         <description><![CDATA[<p>JAMES VERNON, <em><a href="http://www.amazon.co.uk/Hunger-Modern-History-J-Vernon/dp/0674026780/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1263639637&amp;sr=1-1">Hunger: A Modern History</a></em>, Cambridge Mass. and London, 2007, p. 369.</p><p>Chiunque creda che la compassione, l'indignazione, la volont&agrave; di intervenire dinanzi allo spettacolo di esseri umani che muoiono di fame sia qualcosa di 'naturale', sempre presente in ogni epoca e in ogni luogo, far&agrave; bene a leggere questo libro.</p>]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/recensioni/2010/01/fame_una_storia_moderna.php</link>
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         <category>Storia</category>
         <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:01:07 +0100</pubDate>
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