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      <title>Karl Kraus: Recensioni</title>
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      <description>Faccio di una mosca un elefante. Non è arte questa?</description>
      <language>en</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
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         <title>Invictus - Masochismi</title>
         <description><![CDATA[Perch&eacute; diavolo un reportage intotolato &quot;Playing the Enemy&quot; diventa un romanzo dal titolo &quot;Ama il tuo nemico&quot;?<br />]]></description>
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         <category>Classici</category>
         <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 11:39:38 +0100</pubDate>
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         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 1/3/2010</title>
         <description><![CDATA[<p>Karl Marx, che una lunga tradizione dogmatica ed inerziale definisce come &quot;materialista&quot; (se soltanto &quot;storico&quot; o invece&nbsp;anche &nbsp;soprattutto &quot;dialettico&quot; lo discuteremo pi&ugrave; avanti), era invece un idealista, e mi arrischier&ograve; addirittura a dire un idealista al cento per cento.</p><p>(C. PREVE, <em><u>Storia del materialismo</u></em>, Pistoia, 2007, p. 109)</p>]]></description>
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         <category>Concorsi</category>
         <pubDate>Mon, 01 Mar 2010 07:51:57 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society</title>
         <description><![CDATA[It was only by fixing my mind on the Commandant and jail that I could make myself lift the cover of the book and begin. It was called <i>Selections from Shakespeare</i>.]]></description>
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         <category>Europa</category>
         <pubDate>Sun, 21 Feb 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>In rete ci si informa, sul giornale si approfondisce</title>
         <description><![CDATA[Oltre 900 persone hanno partecipato la sera del 15 febbraio alla   festa  per il nuovo D, il magazine femminile di Repubblica   completamente  rinnovato dal direttore <strong>Cristina Guarinelli</strong> e dall&rsquo;art    director <strong>Joel Berg</strong>]]></description>
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         <category>Pop Art</category>
         <pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:36:55 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Verbis, quibus solis valent, bellum Berlusconicum gerebant</title>
         <description><![CDATA[<p>&ldquo;N&eacute; mai mancano quelli di lingua pronta ad eccitare la plebe, gente che come in ogni citt&agrave; libera, e specialmente allora in Atene, dove la scienza della parola ha pi&ugrave; influenza, procura il favore della moltitudine&hellip;&nbsp; Gli ateniesi conducevano la guerra contro Filippo con gli scritti e le parole, le sole cose di cui sono capaci&rdquo;.</p>  <p>Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXI, 44.</p>  ]]></description>
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         <category>Ironia &amp; Leggerezza</category>
         <pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:33:09 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 13/2/2010</title>
         <description><![CDATA[<p>Carlo Petrini &egrave;&nbsp;uno specialista, e <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-dico-no-dieci-volte/2120670/12">qui</a> ce ne sono molte altre veramente notevoli, ma questa le batte tutte:</p><p><strong><span style="color: #ff0000">Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche</span>.</strong></p>]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Sat, 13 Feb 2010 19:33:50 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Stupidest Thing I Have Read Today - 11/2/2010</title>
         <description><![CDATA[<p><a href="http://www.wittgenstein.it/2010/02/11/detto-da-li/">Scrive</a> il tuttologo Luca Sofri:</p><p style="color: #ff0000">Alessio Vinci pensa che &ldquo;le tv non facciano vincere le elezioni&rdquo;. MI chiedo esattamente da quando abbia sposato questa tesi.</p><p style="color: #ff0000">p.s. <strong>non resisto alla tentazione di irridere la logica per cui questo sarebbe dimostrato dal fatto che Berlusconi abbia sia vinto che perso le elezioni possedendo lo stesso numero di televisioni</strong>. <strong>&Egrave; come dire che se oggi per strada non ti investono e domani s&igrave;, questo significa che le macchine non sono pericolose, altrimenti ti investirebbero sempre.</strong></p>]]></description>
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         <category>Discussioni Fichissime</category>
         <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:02:29 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Fame: una storia moderna</title>
         <description><![CDATA[<p>JAMES VERNON, <em><a href="http://www.amazon.co.uk/Hunger-Modern-History-J-Vernon/dp/0674026780/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1263639637&amp;sr=1-1">Hunger: A Modern History</a></em>, Cambridge Mass. and London, 2007, p. 369.</p><p>Chiunque creda che la compassione, l'indignazione, la volont&agrave; di intervenire dinanzi allo spettacolo di esseri umani che muoiono di fame sia qualcosa di 'naturale', sempre presente in ogni epoca e in ogni luogo, far&agrave; bene a leggere questo libro.</p>]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/recensioni/2010/01/fame_una_storia_moderna.php</link>
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         <category>Storia</category>
         <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:01:07 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Pellicani e la genesi del capitalismo</title>
         <description><![CDATA[<strong>Luciano Pellicani, <u><em>Saggio sulla genesi del capitalismo, <br />alle origini della modernit&agrave;</em></u>, Milano, SugarCo edizioni, 1988.<br />(II edizione, Marco, 2006)<br />di Adriano Torricelli<br /></strong>Ho scoperto e acquistato questo testo (tra l&rsquo;altro proprio nella sua prima edizione, cui ha fatto seguito nel 2006 l&rsquo;edizione Marco) in modo del tutto casuale su una bancarella di Milano. Il volume ha subito attratto la mia curiosit&agrave; poich&eacute;, gi&agrave; dal titolo, mi era chiaro che concerneva tematiche che, nel mio piccolo, avevo a lungo studiato e dibattuto. Il tema trattato &egrave; quello della genesi del capitalismo, ovvero &ndash; per estensione &ndash; delle peculiarit&agrave; della storia europea che tale forma di organizzazione economico-sociale ha prima inventato e poi diffuso nel resto del mondo. ]]></description>
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         <category>Storia economica</category>
         <pubDate>Wed, 23 Dec 2009 12:12:03 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Felicità privata e felicità pubblica</title>
         <description><![CDATA[<p>A.O.HIRSCHMAN, <em><u>Felicit&agrave; privata e felicit&agrave; pubblica</u></em> [1982], Bologna, Il Mulino, 2003</p><span>Un bellissimo libro, che dice molte cose profonde e sorprendenti, e &ndash; per quanto riguarda l&rsquo;Italia &ndash; anche molto attuali. Non a caso il libro parte dalla constatazione che, negli anni sessanta, la gente aveva mostrato un improvviso e folgorante interesse per i temi pubblici; si veniva da un periodo caratterizzato da una lunga e costante crescita economica e in cui la gente aveva mostrato in prevalenza interesse per il conseguimento del proprio benessere privato. Poi, con la fine degli anni sessanta (ovviamente H non parla dell&rsquo;Italia, visto che per lui i settanta sono un decennio &lsquo;privatistico&rsquo;), questo interesse per il &lsquo;pubblico&rsquo; &egrave; svanito per cedere il posto a un nuovo, lungo periodo di concentrazione nel &lsquo;privato&rsquo;. Il saggio di H. vuole appunto studiare le ragioni di queste alternanze, e studiarle a partire dai loro motivi interni (senza ovviamente negare che alcuni eventi esterni, come le guerre &ndash; nel caso degli anni sessanta, ad es., quella del Vietnam &ndash; possono fungere da catalizzatore o da innesco). Insomma, una specie di teoria dei cicli &ndash; non economici, per&ograve;.<br /></span>]]></description>
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         <category>Saggistica</category>
         <pubDate>Mon, 14 Dec 2009 00:02:04 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>L&apos;idea de Einstein e de mi zio che fa er professore de fisica allo Scientifico</title>
         <description><![CDATA[<p>Al Foglio sono convinti di essere stati loro a &quot;lanciare&quot; la candidatura di Tony Blair a presidente dell'UE. E vabbe'.</p><p>Ma la vera domanda &egrave;: ma come faranno a scrivere seriamente <a href="http://www.ilfoglio.it/camillo/4686">cose</a> come &quot;<em style="color: #ff0000">la campagna dell'Economist e del Foglio</em>&quot;??? </p>]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/recensioni/2009/10/modestia.php</link>
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         <category>Fuffologia</category>
         <pubDate>Wed, 21 Oct 2009 18:40:19 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>The Original Affluent Society</title>
         <description><![CDATA[<p>Del celebre articolo di Sahlins (apparso per la prima volta, in francese e in forma abbreviata, nel 1968) vi ho <a href="http://karlkraus.urbiloquio.com/archives/2009/09/si_stava_meglio_quando_si_stav.php">gi&agrave;</a> citato le prime due pagine. Scopo dell&rsquo;A. &egrave; dimostrare che non &egrave; vero che i cacciatori-raccoglitori del Paleolitico vivessero in perpetua penuria e in condizioni gravemente disagiate rispetto alle civilt&agrave; agricole che seguirono.</p><p>La premessa del discorso di S. &egrave; gi&agrave; esposta nella prima pagina: occorre distinguere tra abbondanza/povert&agrave; da una parte, e alto/basso tenore di vita dall&rsquo;altra. Sulla seconda endiadi non c&rsquo;&egrave; molto da dire: i cacciatori-raccoglitori avevano un livello di vita basso, molto basso anche secondo S. Ma la prima distinzione non coincide affatto con la seconda: ha invece a che fare col rapporto fra gli scopi, o bisogni, degli individui e i loro mezzi. Quindi, chi ha pochi bisogni e mezzi limitati, ma sufficienti a soddisfare i primi, &egrave; ricco almeno quanto chi ha molti mezzi, ma bisogni grandi e numerosi.</p><span>Il pregiudizio contro i paleolitici, dice S., forse risale gi&agrave; al Neolitico. Ma di certo, da Adam Smith in poi, &egrave; un tratto distintivo del pensiero borghese.&nbsp;<span>&nbsp;&nbsp;</span></span>]]></description>
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         <category>Antropologia</category>
         <pubDate>Mon, 14 Sep 2009 14:36:46 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Il nuovo PGT di Milano</title>
         <description><![CDATA[<span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">A fine luglio il Comune di Milano pubblica sul proprio <a href="http://www.comune.milano.it/">sito</a> il nuovo PGT per la citt&agrave;, Piano di Governo del Territorio, redatto dallo studio di architettura <a href="http://www.metrogramma.com/">Metrogramma</a>. <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Non &egrave; ben chiaro se sia il testo definitivo, che verr&agrave; presentato in Consiglio Comunale, oppure una pubblicazione in anteprima, in attesa di commenti. <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Di certo &egrave; un malloppo di 380 pagine, che vanno a sostituire l&rsquo;altro malloppo del 2006 (gli atti PG 111621 del 7/2/2006 &ndash; Documento di Piano, Piano dei Servizi, Piano delle Regole) divenuto lettera morta. <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">La grafica &egrave; ineccepibile, curatissima: ma andiamo alla ricerca della ciccia. <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Giusto per non mettermi subito a leggere riga per riga tutte le 380 pagine, cerco dapprima la normativa di riferimento. <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Scorro l&rsquo;indice e&hellip;le pagine di normativa sono 14 (!), le ultime 14 pagine!! <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">Mi domando cosa si dica nelle precedenti 366. <p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 9pt; font-family: Verdana; mso-bidi-font-size: 12.0pt">E allora tocca leggere. <p>&nbsp;</p></span>]]></description>
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         <category>Architettura</category>
         <pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:26:25 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Economia di Sussistenza</title>
         <description><![CDATA[Ecco una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Subsistence_economy" target="_blank">definizione</a>: &quot;A subsistence economy is an economy in which a group attempts to produce no more output per period than they must consume in that period in order to survive&quot;.]]></description>
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         <category>Conserve della Nonna</category>
         <pubDate>Fri, 04 Sep 2009 12:15:17 +0100</pubDate>
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         <title>Starlettes de Kermesse</title>
         <description><![CDATA[&quot;Le tecniche promozionali non distruggono lo spazio della discussione e della critica, esse mettono in circolazione le autorit&agrave; intellettuali,]]></description>
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         <category>Autorità Intellettuali</category>
         <pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:21:36 +0100</pubDate>
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