Main

June 7, 2010

Laboratorio giuridico

Mi sono accorto che moltissimi non sanno - o meglio, non hanno la minima idea - di come funziona il diritto: quali preoccupazioni guidano l'operatore del diritto (la parola "giurista", ormai, mi fa purtroppo schifo), cioè l'avvocato, il giudice, il notaio, il commentatore di leggi e sentenze; quali sono le tecniche che usa, i suoi metodi di lavoro, insomma che strumenti usa e come li adopera. Non mi nascondo che analoga operazione andrebbe fatta per un sacco di altre materie (architetture, economia, musica, politica, scienze ecc.), ma siccome questo è quello che so fare, e comunque da qualche parte bisognerà pure cominciare, è da qui che vorrei cominciare. Pronto ovviamente, se la cosa piacerà e qualcun altro ci si vorrà impegnare, ad estendere il programma.

L'idea sarebbe quella di far vedere, con esempi pratici, i problemi affrontati normalmente da chi lavora nel campo del diritto, cercando di risolverli insieme. Spesso, come vedremo, si tratta di problemi aperti, suscettibili di diverse soluzioni (il diritto non è una scienza!), ma l'obiettivo qui non è quello di imparare delle nozioni (che peraltro non fanno mai male), ma capire meglio il genere di lavoro che comporta il diritto.

Cominciamo da questo caso (non vi dico da dove l'ho tratto, così la suspense è accresciuta).

Lo scrittore Paolo Gorreri ha raggiunto una grande notorietà sotto lo pseudonimo di Steve Melville, quale autore di libri gialli. Giunto in tarda età, smette di scrivere e concede a un giovane scrittore il permesso di usare il suo pseudonimo, contro il pagamento di un corripettivo pari al 10% dei guadagni che questi realizzerà continuando la fortunata serie di libri gialli. Il giovane adotta lo pseudonimo, ma successivamente rifiuta di pagare il corrispettivo. Può il Gorreri pretendere il pagamento? Può impedirgli di usare lo pseudonimo?

Vi dico da subito che le norme da cui partire sono gli artt. 6, 7 e 9 del Codice civile, che potete trovate linkato nel blogroll di sinistra.  

March 19, 2007

Un convegno sulla concorrenza

Avendo appena passato una settimana al convegno del salisburghese Center for International Legal Studies (CILS) a Kitzbuhel dedicato al diritto della concorrenza, mi pare giusto darne qui una breve sintesi (anche perché non pensiate, come i miei soci, che sono andato là solo per sciare). Una trentina di giuristi, in gran parte europei (italiani – quorum ego -, spagnoli, inglesi, ungheresi, slovacchi, cechi, svizzeri e tedeschi), quasi (ucraini, turchi),  americani (USA e Canada) e neozelandesi (quest’ultimo, piuttosto silenzioso) si sono riuniti per confrontare le rispettive esperienze sul campo. Come spesso accade, i paesi ultimi arrivati sulla scena del diritto antitrust si lamentano dell’incompetenza delle autorità preposte e dell’assenza di risorse, mentre quelli un po’ più avanti gli fanno un amichevole pat-pat sulla spalla dicendogli “Come vi capiamo, era così anche per noi agli inizi” oppure “Come vi capiamo, ma non vi preoccupate, nonostante le arie che ci diamo, siamo nella stessa situazione ancora oggi”. Per quanto va obiettivamente riconosciuto che la recente decisione dell’Autorità antitrust ucraina, che ha molto creativamente deciso che i prodotti di una impresa di detergenti, rispettivamente venduti nella fascia di prezzo  alta, in quella media e in quella bassa, facevano parte di TRE distinti mercati anziché di uno solo, ha destato l’ammirazione generale.

Continua a leggere "Un convegno sulla concorrenza" »

February 1, 2007

Le Interdizioni Israelitiche

Carlo Cattaneo, Interdizioni Israelitiche, Torino, Einaudi, 1987.                  

Questo libro, uscito nel 1837, si può considerare come l’atto di nascita di una disciplina che nel Novecento avrà grande fortuna: l’analisi economica del diritto. In genere si pensa che essa sia nata nel 1960/61, con l’uscita in contemporanea dei libri di Calabresi, Posner e Trimarchi sulla responsabilità civile: ma in realtà risale a oltre cent’anni prima.

Quella parte della pubblica economia la quale svolge gli effetti pratici della legge civile non fu presa ancora ad oggetto di deliberata investigazione. I giurisconsulti non amano dilungarsi dalle fonti positive; e gli economisti sono per lo più digiuni di dottrine legali e proclivi a confondere i confini dell’autorità con quelli dell’arbitrio. La scienza stessa dell’economia conta poco più di un secolo di vita. (...) Epperò è naturale che la scienza economica non sia ancora pervenuta a tutte le sue applicazioni. Romagnosi (...) ci indicò il metodo col quale unificare il diritto e l’economia sottoponendo al freno del diritto le pretensioni dell’interesse, e alla sanzione dell’interresse le asserzioni del diritto” (p. 4-6). Mai argomento di un programma di ricerca (cui Cattaneo avrebbe, in sostanza, dedicato quasi tutta la sua vita)  fu esposto con maggiore chiarezza.

Continua a leggere "Le Interdizioni Israelitiche" »