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Prezzi e politica

-E’ pronto a riprendere?- disse un assistente, suggerendo  che Emil avesse interrotto la riunione per ore invece che per minuti. Forse la sua lunga esperienza col ministro gli consentiva di scoprire la più piccola quantità di impazienza in Kosygin: Emil non riusciva a vederne alcuna, anche se  quel che riusciva a vedere era abbastanza brutto.
-Ci stava dicendo, Professore – disse Kosygin, - come abbiamo sbagliato tutto-.
-Certo che no -
-Bene- disse Kosygin, - perché a quel che vedo io, la decisione così come gliel’abbiamo esposta non contiene praticamente nulla che lei non abbia raccomandato. Questo sarebbe un momento singolare per cambiare la sua opinione, non crede?- Gli assistenti ghignarono. Lui si mise a contare sulla sua mano pallida. – Un tasso d’interesse per permettere al beneficio futuro delle decisioni d’investimento di essere correttamente scontate. Sì. Un modo nuovo di calcolare i profitti d’impresa che include un canone per l’uso di macchinari e risorse. Sì. Il compimento del piano da basarsi sui profitti e non sulla produzione fisica. Sì. Tutte idee promosse dal suo gruppo. Allora cos’è che non le piace? In quale stupidità pensa che siamo caduti?-
-Nessuna, Ministro. Certo che no- disse Emil. – Queste sono tutte eccellenti applicazioni dell’economia matematica-.
-Molte grazie- disse Kosygin. Gli assistenti risero.
-E’ solo che manca qualcosa: qualcosa di essenziale-.
-Sì? Prosegua-. 
-Be’-disse Emil, cercando di non salire in cattedra,- è una questione di… razionalità. Perché è vantaggioso spostare la pianificazione dalla quantità della produzione di un’impresa  al profitto ottenuto? Perché il profitto è una migliore misura di quanto è utile il prodotto dell’impresa, come pure di quanto efficiente è il lavoro dell’impresa. Come ha detto il nostro Leonid Vitalevic, ‘un piano ottimale è per definizione un piano profittevole’-.
-Sì, sì- disse Kosygin, -La discussione è vinta, proceda. Qual è la sua preoccupazione?-
-La mia preoccupazione, signor Ministro, è che questo è vero solo a certe condizioni. Il profitto dà una indicazione razionale di successo solo se è, esso stesso, generato dalla vendita dei beni a prezzi razionali. Noi diremo alle imprese di massimizzare i loro profitti. Allo stesso tempo gli diremo di fornire i beni che i clienti richiedono. Ma il fatto è che potranno fare entrambe queste cose nello stesso tempo solo se i beni che hanno la maggiore domanda siano prezzati così da dare il maggiore profitto: altrimenti, esse avranno la scelta fra dare ai clienti quello che essi vogliono senza ottenere il livello di profitti di piano, oppure raggiungere l’obiettivo di profitto di piano dando ai clienti i beni più profittevoli, sia che li vogliano o no. Il profitto è razionale solo se è razionale il prezzo. Le faccio un esempio- disse Emil, e sfogliò il suo taccuino, con le dita che lasciavano tracce di umidità agli angoli. – Prenda l’esperimento alle fabbriche Bolshevickha e Mayak l’anno scorso. C’è stata una relazione a gennaio sulla Ekonomicheskaya Gazeta-
-L’ho letta-.
-Ovviamente, Ministro. Allora si ricorderà forse la sezione sui profitti. Durante i sei mesi in cui le fabbriche produssero solo quello che i negozi ordinavano, le vendite aumentarono, ma i profitti in realtà sono diminuiti, confrontati ai sei mesi precedenti. Nella fabbrica Bolshevickha, da 1.66 milioni di rubli a 1.29; nella fabbrica Mayak, da 3.15 milioni a 2.3. E come nota la relazione, questo non è accaduto per via di alcun difetto nel lavoro delle due fabbriche. E’ stato interamente un fenomeno di fissazione irrazionale dei prezzi. E’ venuto fuori, per esempio, che abiti da uomo praticamente identici – la stessa taglia, fatti della stessa stoffa – avevano prezzi notevolmente diversi-.
-Davvero vuole parlare dei prezzi dei pantaloni?- chiese Kosygin. Gli assistenti ricominciarono a ridere, ma egli alzò una mano per fare silenzio, e riprese. – Io non ci vedo qui un problema serio, Professore. Queste sono le piccole difficoltà del cambiamento da un manuale a un altro; certo, e nulla più. Potranno magari produrre un po’ di montagne russe per un breve periodo, ma la revisione dei prezzi prevista per il ’67 li sistemerà. Può star sicuro che quando l’Ufficio Prezzi  rivedrà i prezzi all’ingrosso e al dettaglio terrà tutto questo in considerazione. E’ per questo che c’è il periodo di rodaggio. Adesso, andiamo avanti. Qual è la prossima voce della sua, ehm, critica?- 
-Mi spiace- disse Emil tenacemente, - ma devo insistere su questo punto. La fissazione irrazionale dei prezzi non è una difficoltà transitoria. E’ un problema fondamentale. Pensavo che questo fosse inteso. Non si risolverà da sé, e non può essere affrontato dall’Ufficio Prezzi. Ci sono centinaia di migliaia di merci nelle classificazioni specificate. Come può una commissione – mi perdoni, come può anche la commissione meglio informata arrivare a sapere quale prezzo per tutta quella miriade di cose rifletterà il vero stato della possibilità di produrre ciascuna di esse, e il reale bisogno di ciascuna di esse? E’ impossibile, è del tutto impossibile. E le conseguenze non sono banali! Se gli amministratori hanno solo i profitti a guidarli, ma i prezzi non gli danno informazioni attendibili circa le priorità globali del piano, le priorità globali del piano non saranno raggiunte. La produzione finirà per andare Dio sa dove-.
-Ci abbiamo pensato- disse uno degli assistenti. – Ecco perché stiamo modificando il sistema dalla-produzione-all’-ordine prima di estenderlo all’intera economia. Selezioni dettagliate continueranno a giungere dai clienti, ma il volume totale della produzione delle imprese verrà ora determinato dal Gosplan-.
-Cosa?- disse Emil.
-Il volume totale della produzione verrà fissato dal Gosplan, e i materiali grezzi verranno centralmente allocati, come prima-.  
-Ma… questo distrugge l’intero obiettivo della riforma- disse Emil, le cui mani si erano levate tutte da sole e erano ora aggrappate alla nuda sommità della sua testa, come se l’incredulità potesse scoperchiare il suo cranio, se egli non l’avesse trattenuto.
-Che diavolo vuol dire con questo?- disse Kosygin. Il suo viso era troppo impassibile per essere sbalordito, ma le sue sopracciglia si erano alzate; e intorno a lui, gli assistenti esibivano sbigottimento.
-Ministro- disse Emil. –Ministro! Se reimponete un controllo di quel genere, avrete un sistema le cui componenti lottano una con l’altra. Parte del sistema incoraggerà gli amministratori a ragionare in termini di profitto, e parte di esso li incoraggerà a pensare nella vecchia maniera, a impadronirsi dei materiali costino quel che costino. E essi sapranno di non poter fare entrambe le cose, così cercheranno di capire cosa è più importante. Si diranno, ‘Il profitto è carinissimo, ma se dobbiamo fermare la catena perché l’alluminio è finito, saremo in guai grossi’. Così concentreranno i loro sforzi sui problemi di fornitura, e gli elementi di riforma del sistema si sparpaglieranno e moriranno. Cadranno come una pelle di serpente, Ministro-.
-Professore, Professore- disse Kosygin. – Questo è un po’ isterico, non trova? Ci sono sempre molteplici fattori da considerare per un amministratore. E’ un mondo complicato. E lei stesso ammette che  qualche tipo di guida è necessario, se no non è detto che produrranno quel che richiede il piano-.
-Sì- disse Emil disperatamente, - ma volevo dire, dargli una guida significa dargli prezzi che abbiano senso. Abbiamo lavorato su questo, Ministro. La matematica è chiara. E’ perfettamente fattibile calcolare un prezzo per ogni prodotto che riflette il suo valore per il piano. Allora tutto quello che l’amministratore deve fare è fare il massimo profitto che può, a quei prezzi, e il suo prodotto è garantito che sarà in accordo col piano. E’ automatico! Pensavo- disse ancora, -che questo fosse assodato-.
Le sue mani erano scese dalla testa, e facevano grandi gesti ferventi mentre parlava: non molto urbano. Le mani di Kosygin erano anch’esse alzate, battendo le dita di una mano su quelle dell’altra. Ma non disse niente.
-E’ vero- disse Emil, -che i prezzi dovranno essere attivi. Bisognerà che vengano ricalcolati frequentemente-
-Come i prezzi in una economia di mercato- disse uno degli assistenti.
-No!-disse Emil. –Questa sarebbe un’alternativa a un’economia di mercato. I prezzi rappresenterebbero una genuina utilità sociale. E calcolarli sarebbe assolutamente alla portata della tecnologia esistente. Abbiamo il software pronto! O almeno, gran parte. Questo non è come lo schema di Glushkov- si fermò. Erano apparsi sorrisi sulle facce degli assistenti che rendevano orribilmente chiaro che, per loro, la fissazione ottimale dei prezzi era proprio come lo schema di Glushkov.
Tap, tap, tap, facevano le dita di Kosygin. Poi disse:
-E’ una bellissima idea. Molto astuta. Ma non pratica. Non una proposta seria-.
-Ma lei non l’ha neanche presa in considerazione- disse Emil, pensosamente. – Non è vero?-
-Veda di cambiar tono, Professore- disse Kosygin seccamente. –Io non le rispondo-. Gli assistenti sibilarono. La bocca di Kosygin, che si era assottigliata ad una linea, si curvò in alto nel suo sorriso. Le sue guance si gonfiarono. –Davvero, come possiamo prenderla in considerazione?- continuò, come se Emil dovesse essere capace di cogliere l’assurdità dell’idea. –Come potremmo mai prenderla sul serio quando lei ci dice che dovremmo lasciare che una macchina svolga un lavoro così delicato come decidere i prezzi?-
-Ma all’interno dei limiti che voi fissate nel piano!-
-Bah- disse Kosygin. –Come se la gente poi darebbe la colpa alla macchina invece che a noi, quando improvvisamente  si raddoppiasse il prezzo dell’olio combustibile a dicembre. Spiacente, no. Dobbiamo semplicemente proseguire il meglio possibile coi prezzi che abbiamo. Non spezzeremo un sistema che funziona per ottenere qualche piccolo teorico guadagno di efficienza. Ora, andiamo avanti. Non so perché lei se la prende così tanto per questo particolare dettaglio del sistema, e non me ne importa molto. So che non voglio sentire altro su questi dannati prezzi. Vada avanti-.
-Non è un dettaglio- disse Emil, con distrutta ostinazione. –I prezzi sbagliati rovineranno tutto-.
Kosygin sospirò.
-Oh, professore- disse. –Lei non ha idea di quel che i prezzi sbagliati possono fare-.
-Non ne ho idea?- esclamò Emil. –Io non ho idea?-
Gli assistenti trattennero il fiato.
-Penso che sia meglio che lei se ne vada- disse Kosygin, lento e fermo e calmo come un ghiacciaio.
(F.Spufford, Red Plenty, London, 2010, p. 288-293)  

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Commenti

Thank you. I wish the whole book were available in Italian...

Francis Spufford | June 27, 2011 9:48 PM

Io spero che qualcuno vada a vedere il sito di Red Plenty (sopra, nella firma di Spufford), che è BELLISSIMO (specie i link alle canzoni di Galich)

Luca | June 30, 2011 1:01 PM

confermo, il sito è bello quanto il libro
:-)

roberto | June 30, 2011 2:05 PM

Leggo cose da non crederci: link.

Qui ho tentato di introdurre qualche definizione.
ATTENZIONE: un bilancio NON si fa così perché come si fa è stabilito dalla Legge, la quale richiede che certe cose siano messe in certi conti per ragioni fiscali e altre. Non ho neanche considerato ammortamenti o tasse: just the bare minimum per permettervi di distinguere le cose. Hope it helps:

link

Francesca | June 30, 2011 4:04 PM

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