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Stupidest Thing I Have Read Today - 1/3/2010

Karl Marx, che una lunga tradizione dogmatica ed inerziale definisce come "materialista" (se soltanto "storico" o invece anche  soprattutto "dialettico" lo discuteremo più avanti), era invece un idealista, e mi arrischierò addirittura a dire un idealista al cento per cento.

(C. PREVE, Storia del materialismo, Pistoia, 2007, p. 109)

Commenti

...ho il sospetto che costui scambi i ""marxisti"" velleitari di oggi (una classe a cui certamente anche lui appartiene) con il marxismo serio, cioè quello di Marx.
Per la serie: siccome NOI non riusciamo a essere marxisti, facciamo in modo che MARX sia come noi!!!
Sbaglio???

Adriano | March 1, 2010 10:20 PM

No, non sbagli. E' comunque uno dei tanti sintomi dell'"antimaterialismo" imperante in Italia.

Luca | March 2, 2010 9:57 AM

....per antimaterialismo intenti una sottospecie di "volontarismo" velletaristico? Ovvero, non serve capire, basta menare???

Adriano | March 2, 2010 7:05 PM

Intendo il fatto che - benché il velleitarismo volontaristico, come dici tu, non manchi affatto - nella 'sinistra' italiana abbondano non solo le dichiarazioni di critica anzi di disgusto verso il benessere materiale (che di per sé sono innocue), ma abbonda anche la incomprensione e quasi l'oblio completo della sfera della produzione. Questo è il senso dei ripetuti appelli contro l'economicismo, il consumismo, l'imperialismo dell'economia, la resa della politica all'economia, ecc.: che avendo smesso non dico di capire, ma di preoccuparci di come una società produce, non riusciamo neppure più a capire come una società funziona. E mi sembra che i risultati si vedono fin troppo bene.

Luca | March 3, 2010 6:38 PM

Un'altra castroneria, se vogiamo chiamarla così, di quello scritto è la santificazione di Ahmadinejad.....peraltro non specificando bene in nome di cosa.... immagino per il proposito si cancellare Israele... bho!
Comunque nelle università - almeno come docente - Preve non ci è arrivato!

Adriano | March 3, 2010 6:59 PM

I just CAN'T believe this shit:

"IL FORUM "IO, PUNITO PER UN CAVILLO " / RACCONTATE LE VOSTRE STORIE"

Or this: link

Or this: link

varani e avvoltoi intorno a una carogna non sono antagonisti ma rivali, e dipendono entrambi nello stesso modo dalla stessa carogna ("teniamo i desideri da un’altra parte"!!!??).

E' della carogna che dovete disfarvi, e trovo singolarmente miopi questi commenti qua sopra, e gli altri su quel testo di Preve "destra/sinistra", che potrebbero darvi un'idea della carogna, o almeno farvi accorgere che è in quel testo di P. che si intuisce qualcosa dell'affermazione di quella 'nuova piccola borghesia' che Berardinelli si limita a descrivere ma non può 'spiegare'.

Francesca | March 9, 2010 8:35 AM
alessandro | March 23, 2010 1:10 AM

Ale,

scegli da quell'articolo UNA cosa che ti sembra farfelue e spiegane la farfelue-ness.

Francesca | March 23, 2010 9:54 AM

"Quella della decrescita è un’idea-forza perché consente di ottenere una redistribuzione della ricchezza sociale che le lotte salariali non sono più in grado di ottenere. Infatti lottare contro le grandi opere a favore di una capillare manutenzione del paese significa lottare anche per un aumento dei posti di lavoro necessari a tale manutenzione."

E' farlocco perchè l'aumento dei posti di lavoro farebbe aumentare i redditti di tali lavoratori e farebbe aumentare il PIL. A meno di non fare volontariato.

alessandro | March 23, 2010 12:46 PM

non sono per nulla soddisfatto della mia risposta, perchè non è affatto precisa, ma è difficile andare dietro al ragionamento su esposto. Provo a riformulare. Ammesso che sia vantaggioso (conveniente ad uno scopo?) lottare contro le grandi opere (che rappresentano anch'esse posti di lavoro, ma vabbè), la capillare manutenzione necessiterebbe comunque di manodopera e, di conseguenza, una possibilità di impiego. E l'impiego farebbe sì che il redditto derivante da questi posti di lavoro andrebbe a favore di una crescita del PIL, non di una decrescita. Meglio? :)

alessandro | March 23, 2010 9:59 PM

io non ho capito, forse perché non ho letto Preve: mi spiegate meglio?

chiara | March 23, 2010 10:49 PM

Anche se non ho letto l'articolo per intero, ma solo lo stralcio da te citato, penso che l'autore intenda dire in sostanza che le Grandi opere sono sempre nelle mani dei capitalisti e come tali "fonti di asservimento delle masse da parte delle alte sfere plutocratiche della società" (ecc.), le piccole invece (in questo caso quelle di manutenzione, che poi non necessariamente sono così piccole) sono più democratiche, in quanto più direttamente gestibili dai cittadini e quindi (ma la connessione logica è molto discutibile) fonti di ricchezza diffusa.
Ora tu ti chiederai: cosa significa questo discorso esattamente? Ovvero su quali argomentazioni si basa? Personalmente temo che non abbia un senso compiuto né tantomeno preciso.
Non so se il paragone è pertinente, ma una volta ho chiesto a un amico perché fosse contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili e lui mi ha risposto che dal nucleare ci guadagnerebbero in pochi mentre dalle energie rinnovabili ci guadagnerebbero in tanti!
L'idea (cioè la suggestione) è più o meno la stessa: il grande (le centrali nucleari) è in mano a ricchi speculatori, il piccolo (il fotovoltaico e le varie centrali ecosostenibili locali) è in mano alla gente comune. Per dirla con un'immagine semplice ma efficace: "meglio poco e genuino che tanto ma avariato..."

Adriano | March 24, 2010 12:09 AM

Ale, se ti va, sull'articolo che hai linkato ci facciamo un post-seminario come sulla decrescita felice?

Luca | March 24, 2010 12:56 AM

Chiara, a dire la verità mi sono perso anch'io.

Luca | March 24, 2010 12:59 AM

volentieri Luca, ma non so se sono in grado. Proviamoci, una buona occasione per imparare.
Forse è il caso che io spiega anche il perchè ho linkato l'articolo: ho cominciato a leggere "il capitale" e non riesco ad andare avanti, per quanto "dense" siano le cose scritte. Ad esempio: "La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, appare come una "immensa raccolta di merci" e la singola merca appare come una sua forma elementare. [...] La merce è prima di tutto un soggetto esterno, una cosa che per mezzo delle sue propietà soddisfa bisogni umani di qualunque specie. La natura di tali bisogni, p.es. che derivino dallo stomaco o dalla fantasia, non fa alcuna differenza."

!!!

alessandro | March 24, 2010 1:23 AM

Guys, cominciamo da qui: le materie prime, l'energia, il savoir-faire, il tempo, ect impiegati a PRODURRE un uovo duro sono le stesse sia che questo uovo lo mangi io stessa, sia che lo regali a un umano o a una scimmia, sia che lo butti via sia che lo scambi con fragole o un bel nastro blu sia che lo venda.

Per inciso sono PRODOTTI anche il servizio medico, un corso di filosofia e - naturalmente - la manutenzione di qualsiasi cosa (tecnicamente la manutenzione è un flusso che ripristina uno stock di capitale). Sono PRODOTTI sia che il produttore sia pubblico sia che il produttore sia privato, sia che sia retribuito sia che lo faccia volontariamente.

Non è che queste cose cessino di essere PRODOTTI per il solo fatto che trovi loro un nome interessante: "beni" o "merci" o "vibrazioni" o "capricorni", o perché li regalo o perché li rubo.

Si potrebbe obiettare che se SCAMBIO il mio uovo duro questo implica che ci sia un altro prodotto con il quale appunto lo scambio, e che quindi 'scambiare' implichi produrre PIU' di quanto MI serva: invece di UN uovo duro, UN uovo duro + UNA fragola prodotta dall'altro. Ma il fatto è il MIO bisogno non è IL bisogno. Mentre voi due manutenete gli argini del fiume non state producendo uova o fragole: è lecito chiedere che l'AUTO-produttore produca un'ECCEDENZA di uova o fragole per i manutentori, o i medici o i professori del servizio pubblico impegnati a PRODURRE qualcosa altro? O perché l'AUTO-produttore non AUTO-produce uova dure e fragole e nastri blu e corsi di filosofia e servizi medici e riparazione degli argini, senza rompere le palle ai 'servizi pubblici', come se quelli fossero prodotti di notte da gnomi della Foresta Nera?

Bref: il capitalismo NON COINCIDE MANCO PER IL C%%%O CON IL MERCATO DELLE MERCI.
E' un'ALTRA cosa del tutto.

Francesca | March 24, 2010 10:04 AM

questo lo metto qui, continuo il seminario di là...

link

alessandro | March 24, 2010 12:29 PM

e mi chiedo coma abbia fatto ad avere il biglietto del treno

alessandro | March 24, 2010 12:30 PM

Non capisco Ale: cosa c'è di stupido nella storia della signora tedesca?

Non ditemi che non avete mai curato i fiori di un giardino pubblico(*) solo pour le plaisir, che non avete 'pagato' la vostra pint al pub suonando qualcosa, che non avete mai dato lezioni di qualcosa in cambio di lezioni di qualcosaltro o di un pollo, visto un film in cambio di un libro dato al manager del teatro????

E soprattutto SENZA pretendere in cambio il lusso miserabile di sentirvi fondatori di un movimento di 'filosofia del dare e del ricevere', anti- o pro- something, soltanto pour LE PLAISIR?

(*)il solo inconveniente è che un gendarme preoccupato che siate dei vandali potrebbe interpellarvi bruscamente, o che i giardinieri del comune potrebbero preoccuparsi della 'concorrenza'. Pas grave: voi gli date il più bel fiore spiegandogli che si tratta di una pianta di pincus pallinus fioritus, chiedete al giardiniere se potete aiutarlo, e l'uno vi lascia stare e l'altro vi fa vedere un angolo dove c'è un esemplare di una pianta rara arrivata non si sa come, ect.

Francesca | March 24, 2010 1:16 PM

Be', però la pretesa della signora di aver inventato qualcosa di nuovo, anti-qualcosa, quella è stupida. E forse è anche abbastanza stupido il fatto (che è più del giornale che non della signora) di trascurare che se la signora scambia una qualche sua attività con qualcos'altro senza che tra i due passino soldi ciò non toglie che per poter avere qualcosa in cambio la signora ha comunque dovuto produrre e dare qualcosa a sua volta. Se c'è produzione e c'è scambio, se c'è obbligo di ricambiare quel che si riceve, allora questa è un'economia che svolge esattamente le stesse funzioni dell'economia 'normale' di mercato (io produco X perché voglio avere Y, e siccome c'è chi vuole X e chi produce Y allora tutto funziona, senza bisogno di un'autorità centrale che pianifichi tutto), solo che non c'è denaro di mezzo (e solo che è un'economia che funziona peggio).
Questo comunque ha più a che fare con la fissazione italiana contmeporanea sul 'dono' e la 'gratuità' che non con la decrescita, credo.

Luca | March 24, 2010 2:19 PM

non voglio certamente dire che la signora sia stupida, ma alcune cose le trovo decisamente bislacche... :)
Innanzitutto concordo con Luca, se è questo che vuole intendere, sul fatto che la signora e l'articolista (e chi ha organizzato il convegno) siano due soggetti differenti. E l'articolo in sè, ammettendo di essere io un poco prevenuto, mi sembra andare oltre la mera descrizione di un comportamento individuale.
E il comportamento individuale è, a sua volta, secondo me, una scelta ben precisa, e probabilmente soprattutto ideologica. Prescindendo da una possibile (ma poco probabile) allergia alla carta e ai metalli, perchè mai la signora dovrebbe aver deciso di privarsi di qualcosa? Anche io ho scelto di non mangiare i gamberetti, ma semplicemente perchè odio la loro consistenza molle in bocca. E per lo stesso motivo non mi vanno tanto a genio i funghi. Ma se me li frulli, e li mischi nel risotto, la musica, e la consistenza, cambiano eccome!
Quanto al tuo consiglio di regalare un fiore al giardiniere, cara Francesca, preferirei non seguirlo... qui, di solito, i giardinieri sono grossi e rudi!!! :)

alessandro | March 24, 2010 3:51 PM

ma naturalmente, Francesca, mi interessa sapere se IO ho detto cose farlocche (sotto una certa percentuale non posso scendere!)

alessandro-->Francesca | March 24, 2010 4:32 PM

Perché la signora tedesca non potrebbe essere soltanto generosa (o ottimista, o spaventata, o pessimista, o sentirsi in colpa, o aver fatto una promessa, o devota, o compassionevole, o n'importe quoi)?.

Come milioni di altre persone che fanno altrettanto, senza farne un sermone patetico, senza neanche farci caso, perché è primavera e per un motivo qualasiasi, e alle quali il PUDORE (che fra l'altro è una delle qualità dei giardinieri irsuti, indispensabile per apprezzare i fiori) impedisce di prendere un'aria santimoniosa, o sarcastica, o sprezzante, o penitente, o vanagloriosa, ect?

NON è che individuale, e non è affatto poco, questo limite.

Ma non è questo: link

Non c'è nessun 'capitalismo' o 'berlusconimso' o 'cattolicesimo' o 'multinazionale' che giustifichi non tanto il "ritirarsi in un agriturismo del Midi" (uno di quegli eroici 'esuli'? Come se il Midi fosse una discarica di rifiuti? Come se si avesse il diritto di inquinare l'aria profumata di lavande con le esalazioni dell'anima, quell'alito fetido?), non tanto quello - che non ha importanza - ma non c'è nessun capitalismo che giustifichi il fatto che per farlo io debba appunto mettermi in posa di anticapitalista o di antiberlusconista. Non c'è nessun capitalismo o berlusconismo o cattolicesimo che impedisca di vivere come ha scelto la signora tedesca, o di essere personalmente generosi e di dare per ricevere, ect: non c'è che il limite di quel che posso produrre, ma MOLTO PRIMA di quello, c'è il limite della mia personale bassezza, la mia in-generosità, le mie pretensioni o il mio servilismo. Per questi "capitalismo" è il nome della LORO codardia, della LORO pochezza (ragion per cui nessuno sa che è o come funziona).

Mi spiego? il marxismo, l'emancipazione, la laicità non hanno NIENTE a che vedere con la scelta della signora tedesca, ma lei non lo pretende.

Francesca | March 24, 2010 8:27 PM

oggi su La Stampa c'era una strepitosa intervista a Petrini, a firma di Gigi Padovani. Purtroppo non riesco a trovarla on-line.
In compenso c'è questo bell'editoriale di Mario Calabresi (non dovrebbe stare in questo post)...

link

Soprattutto questo passaggio:
"

alessandro | March 31, 2010 11:07 PM

"La mancata sconfitta di Berlusconi, date le evidenze degli ultimi dieci mesi, dovrebbe allora farci pensare che quei temi che domenica scorsa Barbara Spinelli ci indicava come cruciali - le regole, la legalità, l’indipendenza dell’informazione e i diritti - siano inutili e non efficaci? Non rispondano a esigenze fondamentali? Nient’affatto, dovrebbero far parte del dna dei giornali, delle forze politiche, dovrebbero essere lo sfondo condiviso di una democrazia e sarebbe troppo pericoloso ignorarli. Ma forse dovremmo convincerci, una volta per tutte, che non possono essere i temi esclusivi di un programma elettorale e che da soli non sono capaci di dare la vittoria. La differenza la fanno la capacità di intercettare i bisogni, i desideri e le paure degli elettori e, facendosene carico, dare risposte concrete in un quadro che abbia come riferimento proprio le regole, la legalità e la separazione dei poteri"

alessandro | March 31, 2010 11:08 PM

trovato!!!!

link

alessandro | March 31, 2010 11:19 PM

Quello che non capisco è perché si deve immaginare che se io dico "libertà di informazione" e perdo le elezioni, allora se ne possa concludere che agli elettori non interessa la "libertà di informazione".

Facciamo un'ipotesi veramente surreale: che agli elettori la l.di.inf interessi, ma che mi valutino non sul fatto che lo dico ma su ciò che ne faccio. Che per esempio sappiano benissimo che la l.di.inf è un diritto talmente fondamentale che la Costituzione lo garantisce anche ai cretini, e che quelli non votino contro la l.di.inf ma contro i cretini.

Per es: questo (link). Non vedo perché dovrei obiettare qualcosa a chi si diverte con culo-cacca, ma cosa ci fa la "perfe[zione] nei tempi, nei toni, nel modo di portare le battute, e anche nella capacità di smuovere gli organizzatori e la platea" nella difesa della l.di.inf? che Sofri definisce un "interessante tema introdotto da Matteo", come se si trattasse dell'"introduzione" della quantizzazione dell'energia nella meccanica?

Francesca | April 1, 2010 12:07 PM

Qui invece Sofri introduce la quantizzazione dell'energia nella meccanica: link
Notate che non dice "l'antiberlusconismo è una cazzata" ma soltanto che "non funziona".
Dati i commenti il poveretto è costretto a precisare l'ovvio nel commento 70: non si tratta affatto di non essere anti- o di essere arrendevoli. Sur quoi mi sono permessa di mettere il commento 91, che ha suscitato il 95, nel quale il commentatore se la prende con 'situazionista' ma fa tutto il resto: melodramma, esibizionismo e smorfiosità.

Quello davvero interessante è il 18:
"Luca, ti sbagli in pieno. La causa della sconfitta è l’impalpabilità della politica di Bersani & C, tant’è vero che l’unico volto deciso e riconoscibile, Vendola, ha sovvertito i pronostici per l’ennesima volta".

Ora, a parte il fatto che Luca non è uno che parla di 'cause', mi spiegate come si può illustrare l"impalpabilità" della politica contrapponendole il volto di Vendola, il quale del resto si è affrettato a dichiarare che è la sua politica ad esserne stata premiata?

E se gli elettori votassero alle amministrative non per il modo di portare le battute ma VERAMENTE per l'amministrazione?

Francesca | April 1, 2010 12:18 PM

accidenti Francesca, il tuo commento (il n.95) è illuminante. Solo che ora mi chiedo come si possa fare!

alessandro | April 1, 2010 2:59 PM

Una cosa che certamente si può fare, per cominciare, è lavorare nel partito (cfr. Costituzione della Repubblica Italiana, art 49: il partito non è un facebook group, non 'rappresenta', ect) di tua scelta affinché l'elaborazione di una politica non sia usurpata da un gruppo di casting directors PERDENTI alla ricerca del prossimo chouchou della fiction popolare: "giovane, simpatico, concreto, pragmatico, aggressivo quando serve, capace di dire quello che pensa, rilassato sotto i riflettori" (link").

Cfr anche qui: "link

Francesca | April 9, 2010 12:46 PM

Però in questi trent’anni ho visto da vicino un po’ di leader mondiali dotati di grande carisma, da Bill Clinton a Tony Blair, da Mikhail Gorbaciov a Yithzhak Rabin, e credo di saper riconoscere questa qualità quando la vedo. Ieri sera l’ho vista, durante la trasmissione “Porta a Porta”, in Renzi, giovane, simpatico, concreto, pragmatico, aggressivo quando serve, capace di dire quello che pensa, rilassato sotto i riflettori.
Quindi costui sa riconoscere il 'grande carisma' quando lo vede, ed è una cosa che a quanto pare si vede in televisione e sotto i riflettori, ma è anche una cosa che non ha niente a che fare con quello che il politico di fatto fa. Insomma il carisma come succedaneo della politica: cioè Berlusconi.
A me questa sembra una teoria che più di destra non si potrebbe: la politica come lotta di elite, Mosca/Pareto ecc.

Luca | April 9, 2010 1:29 PM

And just WHO cares?

Think about this: quello è il Sindaco di una importante città, una carica elettiva, che si ottiene vincendo una competizione politica, che ha vinto SENZA riflettori. Quello è un RAPPRESENTANTE DELLO STATO, for Goodness Gracious!!

Che cosa c*** conta rispetto a quello, che prestigio ha rispetto a quello, che peso ha rispetto a quello una bloody star di smorfiosetto della Repubblica, un conoscitore di vini, un chiacchierone del solo apparato che VERAMENTE è un apparato inamovibile e che PERDE da anni?

Perché dovrebbe spostare un solo suo capello per piacere a questi qui?

E' al partito che devi chiedere perché diavolo debbano alzarsi e abbassarsi, e ridere e piangere, e aderire o disaderire, e parlare o tacere, e pirouettare e ruggire e saltare nei loops of fire a comando, e dare dichiarazioni sulfuree o melliflue a questa banda di nuls?

I don't get it.

Francesca | April 9, 2010 1:45 PM

Ma io penso proprio che il partito, o almeno la maggioranza, non sia affatto intenzionato a ballare alla musica di Rep.

Luca | April 9, 2010 2:59 PM

il partito ora ha una persona in più.
Allez!

:)

alessandro | April 10, 2010 12:29 AM

@Francesca.
"Una cosa che certamente si può fare, per cominciare, è lavorare nel partito".
Verissimo.
Garantisco personalmente però una cosa: bazzicare in un partito comporta l'assunzione di un significativo numero di farmaci anti bile e dosi di pazienza da far impallidire Giobbe.
Sub specie eternitatis ciò ti fa comprendere cosa vuol dire davvero confronto democratico.
Gli è che, checché ne pensasse l'amato Baruk, quando devi, ad esempio, pagare le tasse o fronteggiare altre simili durezze della vita, le considerazione sub specie aeter. ti consolano ben poco. :-)
Vabbé, torno a scrivere l'articoletto che mi hanno commissionato per il giornalino locale del Partito. Domani, riunione (mai daur, dicevano gli alpini del Gemona, forza).

etienne64 | April 11, 2010 5:42 PM

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