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Invictus - Masochismi

Perché diavolo un reportage intotolato "Playing the Enemy" diventa un romanzo dal titolo "Ama il tuo nemico"?

 

Secondo me Etienne hits the nail right on its head quando suggerisce il "masochismo" (è solo il chiodo sbagliato se parla di noi in particolare, mais c'est pas grave).

Riprendiamo Thucydides: proprio all'inizio (libro 1, cap 40,3) "inventa" la storiografia (perché sono millenni che gli attribuiamo la scoperta senza troppo preoccuparci di capire in che consiste) quando dice:

"So impatient of labour are the most men in search of truth, and embrace soonest the things that are next to hand".
Ora, questa "negligenza" è letteralmente "mancanza di audacia" (ἀταλαίπωρος), l'audacia che è esattamente ciò che distingue gli atheniesi dagli spartani (che preferiscono le idee date (ἑτοῖμα)).

Che "audacia"? NON quella di concepire un desiderio folle di ciò che è al di la della nostra portata ma che è nello stesso modo ('soltanto' irraggiungile).
Ma la capacità di vedere il POSSIBILE in ciò che è.

Per gli atheniesi, questo è un SENTIMENTO e si chiama: Ἔρως (e già, proprio lui: Eros).
Così che l'"amore" che Periclès raccomanda ai suo concittadini è l'amore delle possibilità della polis, che essi devono apprendere a contemplare nella realtà. Ed è un Ἔρως di questo genere che lo storico deve dirigere sulla realtà che descrive.

Lo 'storico', il 'letterato', il 'musicista', peu importe. Tutti questi sono mossi nello stesso modo: non la sospensione dell'eros à la ricerca della verità 'oggettiva', ma la mobilitazione dell'eros à la ricerca dei possibili reali. E vi pare che la "polis" possa avere una dyamis che non sia questa? E dunque voi vedete che il "giudizio" politico e il giudizio sul bello NELLE cose vivono e muoiono della stessa aphanisia, della stessa miseria.

Si può essere PIU' masochisti che privarsi dell'  Ἔρως in cambio di essere condannati a rovistare perennemente nell'immondezaio alla ricerca di un osso da cui estrarre una boutade merdique?

Lisez-moi ceci: si può essere così masochisti da perdersi il terrore e l'entusiasmo di una cosa REALMENTE ACCADUTA (l'aereo che sorvola lo stadio) dichiarandola "un piatto dipanarsi di eventi in cui l'unico guizzo di inventiva è la scena dell'aereo"? Si può essere così masochisti da non essere MAI PIU' capaci di concepire o vivere un avvenimento sorprendente e toccante se non come "guizzo di inventiva" di artificio cinématografico o giornalistico, ect?

Salut

Commenti

Chiamare "romanzo" il libro di Carlin è davvero una cazzata, però bisogna ammettere che tradurre in italiano "Playing the Enemy" era difficilissimo (secondo me era proprio intraducibile).
Mi sembra invece imperdonabile invictus=invincibile, il tutto in una nazione che sta giustamente criticando la scelta del governo di ridurre le ore di latino nelle scuole.
Tuttavia un film del genere probabilmente non andava affatto doppiato: alcune parti sono assolutamente incomprensibili in italiano, in particolare la poesia di Hensley di cui non si capiscono i versi e di cui non è chiaro nemmeno il titolo (per cui "invictus" lo spettatore normale, cioè quello che non ha letto il libro, non capisce bene che c'entra).
La recensione che hai linkato è idiota e meschina, anche se secondo me in fatto di idiozia e meschinità nessuno batte questo post di Bordone: link
Ma la mia impressione è che il film colpisca tutti quelli che non sono stati guastati dalle pretese 'intellettuali', e che sono per fortuna la maggioranza. Ma i 'recensori' alla Bordone sono hopeless.

Luca | March 1, 2010 12:23 PM

Tra l'altro, a me la cosa che è piaciuta meno del film è la rappresentazione così violenta e irrealistica del rugby. Damon alla fine della finale sembrava uscito da Iwo Jima, mentre il vero Francois Pienaar non aveva un graffio (a parte la mano fasciata, ok :))
E poi il vero Lomu era MOLTO più alto di così.

Luca | March 1, 2010 12:30 PM

"alcune parti sono assolutamente incomprensibili in italiano, in particolare la poesia di Hensley"

beh ma se non lo doppiavano sarebbe stato ancora più incomprensibile!

comunquela traduzione invictus=invincibile fa oggettivamente schifo

ps
voi che avete letto il libro, che vuol dire "Playing the Enemy"? fare il nemico (come let's play pirates)?

roberto -> luca | March 1, 2010 2:16 PM

Eh, è un quibble su play=recitare una parte e play=giocare un gioco. Per questo è difficile da rendere, in italiano non c'è alcun verbo che funzioni allo stesso modo.

Luca | March 1, 2010 2:19 PM

Roberto,

In inglese nel prossimo turno del VI Nations la France 'plays' Italy (gioca 'contro' l'Italia).

Ma il sost. "play" è anche l'azione teatrale, e "the play's the thing Wherein I'll catch the conscience of the King" (dice Hamlet). (Questa è la cosa fondamentale in ciò che è successo allora: TEATRO nel senso antico, greco). E 'play' è ciò che fa l'attore di questa azione: I 'play' Sophonisba, per esempio, Roberto 'plays' Morgan the Pirate, ect.

Inoltre c'è "play" the enemy nel senso della traduzione francese del libro di Carlin: "Déjouer l'ennemi".

(la traduzione essendo obiettivamente difficile, i tedeschi lo hanno tradotto "Der Sieg des Nelson Mandela: wie aus Feinden Freunde wurden", e gli spagnoli "El Factor Humano". Quest'ultimo è forse migliore, visto che proprio all'inizio Carlin spiega (a Mandela: non è che scrivi quel che ti pare di Madiba senza *prima* averlo convinto - lui, Madiba - che sei serio e che fai sul serio) il suo intento: descrivere il fattore umano nel miracolo. Frase che anche lei..).

Ma non fa niente.

Je songe invece a questa pratica 'culturale' che consiste nel rompere una noce per mangiare il coso (lo 'shell') buttando via il frutto...

Francesca | March 1, 2010 3:17 PM

Mangiare il guscio e buttare il frutto mi sembra una ottima descrizione dell'approccio alla cultura, all'arte e anche alla politica dell'"intellettuale" italiano e del suo pubblico (quello che legge Rep e L'Espresso, come dice Berardinelli nel testo che posto domani). A Saviano è piaciuto perché era di Eastwood, a Bordone no perché è piaciuto a Saviano, ad altri perché la sceneggiatura è meno brillante di quella di West Wing, ecc. ecc.
Ma per fortuna non sono tutti così. Il cinema ieri era pieno e moltissimi uscendo avevano gli occhi rossi.

Luca | March 1, 2010 4:48 PM

grazie a tutti e due (ma un po' di più a francesca che è più completa :-) )

roberto | March 2, 2010 8:52 AM

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