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March 29, 2010

Spionaggio industriale

I giapponesi soffiano agli italiani il frutto di decenni di ricerche.

Costato agli italiani migliaia di esperimenti su cavie umane, notti insonni e angosciate, i giapponesi si appropriano del lavoro di decenni e fabbricano un giornalista che non sa pensare, per di più automatico.

Agli italiani non resta che brevettare la frase "piu' vicini alle esigenze economiche del mercato" che neanche i giapponesi sono ancora stati in grado di miniaturizzare ulteriormente.

March 25, 2010

Finalmente

Rispondendo alla domanda sul perché il confronto sia diventato uno scontro, Bersani spiega: ''Perché, unico Paese al mondo, da noi non c'è mai un confronto tra i contendenti davanti ai cittadini. Si passa da un comizio all'altro, dove ognuno dice la sua e quindi abbiamo una campagna elettorale priva di concretezza, fatta di proclami, e questa non è una buona cosa. Ho proposto - conclude - un modo diverso di fare, con un confronto sui temi concreti che stanno totalmente sfuggendo dai riflettori, temi economici, sociali, dei redditi, delle tasse. Di questo bisogna parlare perché se ci limitiamo agli slogan e ai comizi, facciamo un pessimo servizio al Paese''.

L'Unico Politico Italiano Degno Di Questo Nome, ieri sul TG5 (preso da qui)

March 1, 2010

Invictus - Masochismi

Perché diavolo un reportage intotolato "Playing the Enemy" diventa un romanzo dal titolo "Ama il tuo nemico"?

 

Secondo me Etienne hits the nail right on its head quando suggerisce il "masochismo" (è solo il chiodo sbagliato se parla di noi in particolare, mais c'est pas grave).

Riprendiamo Thucydides: proprio all'inizio (libro 1, cap 40,3) "inventa" la storiografia (perché sono millenni che gli attribuiamo la scoperta senza troppo preoccuparci di capire in che consiste) quando dice:

"So impatient of labour are the most men in search of truth, and embrace soonest the things that are next to hand".
Ora, questa "negligenza" è letteralmente "mancanza di audacia" (ἀταλαίπωρος), l'audacia che è esattamente ciò che distingue gli atheniesi dagli spartani (che preferiscono le idee date (ἑτοῖμα)).

Che "audacia"? NON quella di concepire un desiderio folle di ciò che è al di la della nostra portata ma che è nello stesso modo ('soltanto' irraggiungile).
Ma la capacità di vedere il POSSIBILE in ciò che è.

Per gli atheniesi, questo è un SENTIMENTO e si chiama: Ἔρως (e già, proprio lui: Eros).
Così che l'"amore" che Periclès raccomanda ai suo concittadini è l'amore delle possibilità della polis, che essi devono apprendere a contemplare nella realtà. Ed è un Ἔρως di questo genere che lo storico deve dirigere sulla realtà che descrive.

Lo 'storico', il 'letterato', il 'musicista', peu importe. Tutti questi sono mossi nello stesso modo: non la sospensione dell'eros à la ricerca della verità 'oggettiva', ma la mobilitazione dell'eros à la ricerca dei possibili reali. E vi pare che la "polis" possa avere una dyamis che non sia questa? E dunque voi vedete che il "giudizio" politico e il giudizio sul bello NELLE cose vivono e muoiono della stessa aphanisia, della stessa miseria.

Si può essere PIU' masochisti che privarsi dell'  Ἔρως in cambio di essere condannati a rovistare perennemente nell'immondezaio alla ricerca di un osso da cui estrarre una boutade merdique?

Lisez-moi ceci: si può essere così masochisti da perdersi il terrore e l'entusiasmo di una cosa REALMENTE ACCADUTA (l'aereo che sorvola lo stadio) dichiarandola "un piatto dipanarsi di eventi in cui l'unico guizzo di inventiva è la scena dell'aereo"? Si può essere così masochisti da non essere MAI PIU' capaci di concepire o vivere un avvenimento sorprendente e toccante se non come "guizzo di inventiva" di artificio cinématografico o giornalistico, ect?

Salut

Stupidest Thing I Have Read Today - 1/3/2010

Karl Marx, che una lunga tradizione dogmatica ed inerziale definisce come "materialista" (se soltanto "storico" o invece anche  soprattutto "dialettico" lo discuteremo più avanti), era invece un idealista, e mi arrischierò addirittura a dire un idealista al cento per cento.

(C. PREVE, Storia del materialismo, Pistoia, 2007, p. 109)