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Economia di Sussistenza

Ecco una definizione: "A subsistence economy is an economy in which a group attempts to produce no more output per period than they must consume in that period in order to survive".

Si direbbe che 'a group' scelga di non consumare più di quanto serva a sopravvivere, e che di conseguenza scelga di non produrre più di quello.

Ma le cose funzionano 'al contrario': in una economia di sussistenza la produzione è determinata da certi vincoli in modo tale che essa basta al solo consumo che permette di sopravvivere (di sussistere). 

Pensateci un po': nel senso della seconda definizione la sola "scelta" possibile è insomma quella di sopravvivere.

Sembrerebbe un minor shift di significato, ma è esattamente il genere di shift di significato che denuncia una ideologia al lavoro.  La prima definizione è una ideologia consumistica nel senso proprio: ignora totalmente, o assume come data, o come regolabile a piacere, la produzione.

E come da tutte le ideologie, derivano anche da questa un sacco di interessanti mascheramenti delle condizioni reali dell'esistenza:

1) "produco solo quanto basta alla sopravvivenza, e dunque ho un sacco di tempo libero da dedicare alla coltivazione di interessi spirituali".  Ma nel senso della seconda definizione, poiché produrre basta alla sola sopravvivenza, produrre assorbe tutto il tempo disponibile. 

2) "produrre solo quanto basta alla sopravvivenza permette di circoscrivere lo spazio dedicato alla produzione alle 'filiere corte', ai "kilometri zero", ect".  Ma naturalmente se la produzione è solo determinata dalla produttività 'naturale' (tasso di riproduzione di piante e animali, processi biologici, ect), diciamo un carciofo ogni 100 mq (questa è una misura di 'produttività'), allora lo spazio della produzione tende ad allargarsi fino a che, data quella misura, l'estensioni basti alla sopravvivenza. (Pensate agli animali, anche mammiferi umani, che migrano per centinaia o migliaia di Km, ect).

3) "produrre solo quanto basta alla sopravvivenza elimina la divisione del lavoro". Il che è falso perché intervenire sui vincoli della produzione, che sono 'naturali', implica che qualcuno si dedichi al rapporto con le forze naturali (sacerdoti, ect ect). Oppure, ad esempio che qualcuno si dedichi all'estensione dello spazio della produzione (rapinare i vicini, per esempio), o alla difesa del proprio.

4) "produrre solo quanto basta alla sopravvivenza abolisce il commercio". Il che è falso perché al contrario il commercio si sviluppa precisamente per 'produrre' quanto basta alla sopravivenza, per esempio in sostituzione di, o ad integrazione della 'rapina'. (Da cui la perla di saggezza: il commercio è una rapina legalizzata).

5) "produrre solo quanto basta alla sopravvivenza abolisce le gerarchie sociali", il che è falso a causa di 3) qui sopra, e perché per esempio serve qualcosa, e alla fine qualcuno, che stabilisce chi sopravvive e chi no dati in vincoli della produzione, o chi sposta questi vincoli rapinando chi, o commerciando cosa con chi, o che tutti o alcuni del gruppo si trasferiscano dove, eventualmente a scapito di chi, ect.

Fermiamoci qui perché si potrebbe continuare a lungo. E del resto basterebbe consultare la storia.

Il punto è che qualsiasi ideologia ignori la produzione è una ideologia consumistica.

 

 

 

 


 

 

 

Commenti

Grazie.
Come notava il prof. Krugman tempo fa, oggi un gran numero di persone ha un disperato bisogno di una "discussion on the basics", e io fra loro.

So che apparentemente non c'entra molto, ma leggere una cosa come questa
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scritta da un eminente fisico italiano mi ha molto colpito. Nella discussione da cui è tratto l'articolo si leggono molte stronzate (come quella del lettore "di sinistra" che rivendica il "rapporto sacro fra l'uomo e la natura"), ma per la miseria una cosa simile da uno come Cini (nonostante l'"Ape e l'architetto") non me l'aspettavo davvero.

Luca | September 4, 2009 5:04 PM

anche io mi metto a buon titolo tra coloro che necessitano di un corso base di economia. Sono arrivato a 36 anni per sapere (capire?) che "il reddito nazionale è uguale al PNL". Io mi chiedo: ma perchè un testo come quello che sto leggendo (un manuale di economia politica) non lo si adotta obbligatoriamente nelle scuole superiori italiane?

alessandro | September 4, 2009 5:29 PM

@ alessandro

che testo stai leggendo?

tfrab | September 4, 2009 11:24 PM

Oops
Ale, per errore ho cancellato il tuo ultimo commento. Puoi ripostarlo per favore?

Luca | September 6, 2009 11:12 PM

certamente Luca:

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ma tu non "s"cancellarlo di nuovo :)

alessandro-->tfrab | September 7, 2009 10:33 AM

Yup, contaci!

Luca | September 7, 2009 10:35 AM

perchè, ad esempio, io mi (vi) domando: ma se la Provincia di Asti promuove la filiera corta, e la Provincia di Torino pure, e la Provincia Cuneo anche, e quella di Alessandria non vuole rimanere indietro, per esempio, gli astigiani sono condannati a bersi tutto lo spumante, il moscato e la barbera tutto da soli?

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alessandro | September 7, 2009 4:37 PM

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