LucaV ci dice: «Quello che mi interessa capire è proprio come si è passati dalla coscienza 'di classe', le organizzazioni, le sezioni e le cellule al vago vibrante "qualcos'altro"»,
e poi ci spiega: «[mi piacerebbe] ma potrebbe anche essere una delle tante cose che mi piacerebbe fare che per mancanza di tempo e di metodo forse non farò mai... :-(».
Prima di tutto vorrei segnalare che ho proposto una tesi, non affermato un fatto. Intendo dire che, in quanto tesi, quella è da studiare, non da assumere come data, meno che mai da accettare come tale. Deve essere messa in discussione, e deve esserlo storicamente. Spero che questo sia chiaro almeno a chi interesserebbe farlo.
Ma mi domando: qual è la natura di questo «interessa capire» che sarebbe un «piacere» ma per il quale «non si ha tempo» e «non si ha un metodo»? Perché un interesse che si prova nei sensi non crea o non produce il suo metodo e il suo tempo?
Vediamo.
Ilvo Diamanti vi produce un ritratto dello stato d'animo di un gruppo sociale al quale da il nome: «Esuli»
Uno di questi scrive:
«DESIDERO perfezionare la descrizione tipologica che Ilvo Diamanti fornisce a proposito del quesito: dove sono finiti i voti del PD? .. Mi sento un corpo estraneo in un paese che non mi piace e che non avverto come mio alveo culturale ed etico»
Naturalmente qui la 'classe', per non parlare della 'coscienza' di classe, proprio non esiste. Non solo nelle parole del tizio, che parla infatti di 'tipologia' e di 'alveo culturale ed etico', anzi di 'mio alv.cult.etico, ma anche in Diamanti, che in effetti applica una tecnica; applica quella meccanica convenzionale di 'segmentazione tipologica' che produce 'baby boomers', 'generation X', ect, scovando un 'tipo' al quale attribuisce un nome coquet: gli «Esuli». Non credo che sia lo scopo, ma en passant potete notare che è esattamente quello che farebbe uno 'scienziato della comunicazione' che studia la readership di un quotidiano o rivista...
Dunque la questione posta da Pietro col suo consueto garbo di umiliato: «il concetto di classe è un ferrovecchio, ect», e che corrisponde alla tesi della 'irrilevanza della classe al fine della determinazione dell'
identità', questione tutta interna alla cultura
post-moderna, è di quelle da studiare. Come è
diventata un
ferrovecchio?
Scrive l'esule: « Il PD ha sacrificato l'identità socialista in questo paese e questo è intollerabile»
L'«identità», (e l'«anima», ect), questa porcheria che vi avvelena: il tipo parla di «mio» alveo etico&culturale proprio mentre 'precisa' una «tipologia», non immaginando affatto che la 'cultura', quando è viva, non definisce o eternizza una «identità» ma al contrario combatte ferocemente quel processo di sclerotizzazione.
Gli «Esuli», mica «sconfitti» o «falliti» o «sfigati»: Furio Camillo o Temistocle? I Fratelli Rosselli? Ovidio Naso? «Esuli»: non è gratificante?
Vediamo come continua questo esule: «pretendo di votare un soggetto politico che risponda al mio modello».
L'Esule ha un suo alveo culturale ed etico e un suo modello: come può non avere delle pretese?
Aspetta che un soggetto politico si manifesti per soddisfare delle pretese
A me pare la definizione di «berlusconismo»: un soggetto politico soddisfa delle pretese. (Variante: una linea editoriale e persino grafica gratificante risponde e ad un modello e ad un alveo culturale ed etico che identifica una tipologia di readership).
«Ma vuoi mettere il mio modello, il mio alveo culturale ed etico? E' questo che ci distingue! Il mio modello è nobile, il loro ignobile!»
Come diavolo si produce quel 'modello'? E' direttamente ispirato in sogno dai superi? E' prodotto da una ghiandola linfatica? E se c'è un processo che produce quel modello, perché esso non produce un soggetto politico? Perché non produce 'metodo e tempo'?
Cosa impedisce all'Onda «travolgente» di travolgere, appunto, di costringere i Baricco a venire ad ascoltare una lezione in piazza, invece di mandare 'fotografie e slogans' alla redazione del quotidiano? Cosa vi impedisce di chiedere al Presidente di un liceo o il Decano della facoltà l'uso dell'anfiteatro per tenere dei seminari? Cosa vi impedisce di farlo in un café o in un pub? Cosa vi impedisce di farlo in piazza? Cosa vi impedisce di chiedere al Sindacato di celebrare il 1 maggio con una serie di lezioni e seminari sulla crisi economica, sul
problema della trasformazione dei valori in prezzi in Marx, su n'importe quoi invece che celebrare la liturgia del 'concerto'? Cosa vi impedisce di chiedere al 'soggetto politico' di darvi l'uso della sua sezione? Cosa vi impedisce di reperire e ricostruire una biblioteca con i volumi degli Editori Riuniti sui problemi della pianificazione e del commercio internazionale socialista, cercando nei banchetti di libri usati? Cosa soprattutto vi impedisce di fare la spesa e di andare a parlare con gli immigrati, e di considerarli NON come comparse nel vostro psicodramma personale di 'esuli' con modello incorporato, ma come i futuri italiani, il futuro soggetto politico? Di farvi insegnare come funziona e come non funziona l'auto-produzione? Quelli fanno le ronde e voi non potete fare, non avete tempo per questo?
Non ditemi vi prego che bisogna aspettare che Baricco e Scalfari abbiano re-inventato la nozione ottocentesca di 'cultura' come pedagogia, e che si siano auto-proclamati Pedagoghi, per farlo!!!!
Vi immaginate che, abbattuto il modo di produzione capitalista, una 'tipologia' di bombi-kilombi, che in 50 costituirebbero 52 comitati per redigere una carta di 200 articoli ispirati ai più solenni dei Principi solo per decidere come usare l'acqua calda, dividendosi in 53 'anime' e convocando congressi e producendo mozioni e insultandosi fra quelli che vorrebbero aprire il robineto a destra e quelli a sinistra, eleggendo 12 commissari incaricati di verificare che l'apertura del robinetto sia conforme ai Valori della Pace Fra i Popoli, istituendo 4 tribunali per sorvegliare il lavoro dei commissari; immaginate che da questi, neanche uno dei quali si domanderebbe come riscaldarla, l'acqua, tanto per cominciare; immaginate che da questi verrebbe non dico la redazione di un piano socialista dell'economia, ma solo due pomodori auto-prodotti?
(Naturalmente, LucaV, nessuna valutazione personale o cose del genere: mi servo soltanto di quelle espressioni, perché basterebbero a scrivere un testo teatrale, intendo con ciò un'azione drammatica che basterebbe da sola a evocare questo: la cultura come fatto creativo di 'metodo e di tempo' sentito 'nella carne' come urgenza e come tensione nelle cose e nella vita materiale, agita da persone in carne e ossa immerse in quella tensione, e invece la cultura come surrogato, come decorazione, ecc., che permetta di accomodarsi a quelle tensioni. Un arredamento che si può fare in qualsiasi 'stile': il pathétique mélo, il cinico, il post- o il pre- o il néo- o l'off-questo&quello, la rabbia incendiaria e tutto il resto di quel bric-à-brac).
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Gli è che un po' mi dovresti spiegare perché critichi CONTEMPORANEAMENTE E DALLO STESSO PUNTO DI VISTA
- gli "esuli" perché aspettano che il modello politico gli caschi in bocca come un frutto maturo
- i bombikilombi perché fanno 52 comitati per decidere come usare l'acqua calda, cosa questa che potrà apparire ed appare ridicola, ma a cui devi riconoscere la volontà di "fare" e non "aspettare".
Insomma: se non fanno, è sbagliato, ma se fanno è pure sbagliato-
La mia osservazione sul concetto di classe non era legata a nessuna tesi e a nessun dibattito culturale, era un osservazione "nella vita materiale, agita da persone in carne e ossa" in fabbrica, tra amici e conoscenti che lavorano e vivono nelle più disparate condizioni, tra cui un significativo numero di immigrati ( che non vedo come comparse e neanche come futuri italiani, ma come semplici individui ), è lì che non vedo nessun concetto di classe sociale, e neanche nessuna condizione materiale che possa esserne sostanza.
Non penso che le classi sociali siano irrilevanti, semplicemente non ne sperimento concretamente l'esistenza, e mi chiedo che senso abbia un concetto se non corrisponde a niente nel mondo materiale, pura rispettabilissima metafisica.
ma lo volete capire che con questi leader non vinceremo mai!
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Esule: "Cesare! ahò, Giulio! vieni qua!"
Giulio: "Ave, nobilis Exul, adsum!"
Esule: "Ti stai rammollendo, Giulio!"
Giulio: "quidnam.. non intellego"
Esule: "il popolo è incazzato, sei moscio"
Giulio: "Gallias tamen conquistavi, Allobroges massacravi.."
Esule: "cazzate, tutte ste cazzate sulla magnanimitas Caesaris! Mica ti abbiamo assunto per fare della letteratura, per scrivere esercizi di latino per studenti del liceo!"
Giulio: "ah! nihil timeas. Belgas, Venetos squartaturus sum!"
Esule: "Mmmmm. Sai che si dice di te? Sai che dice Iohannes Morettus? "Di' qualcosa di Romano!", dice, ca&&o! Allora? di qualcosa di Romano!!"
Giulio: "Utinam in terga violatus fores!"
Esule: "ecco, meglio.. Portami il vino e poi vai, datti da fare"