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Hamiltoniana del discorso

Come si propagano in una rete cose come il "Premio Dardos"?

Ci importa qualcosa?


Commenti

Per quanto non ve ne freghi niente
Siete stati segnalati per il premio Dardos
La segnalazione è un dovere primariamente verso me stesso
La comunicazione a voi semplicemente l'applicazione di un regolamento.

Pensatoio | February 7, 2009 8:15 PM

So, here's a 'coveted' prize that spreads like a geometric progression with a ratio of 5 (5 to the n-th power, n = number of steps).
(link).

Allowing for circular nominations and for a percentage of - say - 20% of people who don't participate in the 'spreading' process, how long before the entire community is saturated with prizes and grateful noises?

hint: this is one of the underpinning system dynamics for the 'infection' of financial markets. Suppose you wanted to stop the process, how would you regulate it?

hint 2: suppose you had a piece of software crawling the internet for the prize's logo, could you map out the extension and the features (like-mindedness, class conscience, whatever) of the saturated community?

Francesca | February 8, 2009 11:40 AM

@Francesca: ci provo.
Per prevedere in quanto tempo il premio venga assegnato a tutti, non dovremmo indagare quanto tempo occorre, statisticamente, perchè un blogger, ricevuta la candidatura, nomini altri 5 colleghi? E questo intervallo di tempo, non potrebbe avere qualche reazione con quel 20 per cento che decide di non partecipare al processo?
Una volta scritta la legge (creato il modello, giusto?) come limitare l'infezione? Ipotesi 1: uccidere più bloggher possibili (in senso virtuale, sia chiaro!!!!). Ipotesi 2: introdurre un premio più fico, con 6 nominations per blogghersssss. Ipotesi 3: tralasciare il fattore tempo e vivere l'attimo. Ipotesi 4: non mi viene in mente altro...
Domanda 2: ma se si raggiunge la saturazione (escluso il 20%), perchè mai questo programma (il premio, per meglio dire) dovrebbe rappresentare un criterio per "distinguere" la popolazione?
Io c'ho provato, sii clemente che è domenica...

KK: OT: fatto! :-D

alessandro | February 8, 2009 2:29 PM

errata corrige: reLazione, e non reazione.

alessandro | February 8, 2009 2:35 PM

Caro Ale,

Non è detto che l'intero internet riceva il premio, anche se in una progressione geometrica di ratio 15(*) in 6 passi(**) i premi assegnati sarebbero già circa 12 milioni.

La cosa interessante è infatti che si creano dei circuiti (il 'regolamento' non lo proibisce): se tu assegni il premio ai 15 blog che preferisci, è probabile che alcuni o tutti quei 15 lo ri-assegnino a te, e che dunque dopo un numero sufficiente di passi il premio non si diffonda oltre un dominio di blogs che hanno qualcosa in comune, perché ad ogni nuovo passo vengono premiati blogs già premiati. Insomma il processo potrebbe convergere su un 'punto fisso' che ha una struttura. Uno di quei moltissimi casi di strutture 'sociali' complesse che ermegono (self-organising) da interazioni primitive e adiacenti (tutti si sentono lusingati di ricevere un premio - l'"interazione primitiva", tanto che ci si rigrazia per un premio 'prestigioso' che per il meccanismo della diffusione ricevono tutti prima o poi - e tutti comunicano solo con pochi amici con i quali hanno un rapporto intimo).

E le strutture risultanti sono sempre sorprendenti: se Luca/KK ti assegnasse il premio, per esempio, ti aspetteresti di essere in compagnia, in un 'rapporto intimo' con questo qua?:
link

(*)a quanto pare la ratio della versione italiana è 15!!!
(**) i 'passi' sono una specie di tempo astratto, è per questo che avevo scritto "in quanto tempo?" intendendo "in quante iterazioni"?

Scommetto che afferri il nesso di questa semplice cosa con l'ecologia, l'urbanismo, le power laws, ect...;)

Ciao

Francesca | February 8, 2009 6:03 PM

Un modo per "stoppare" il processo non potrebbe essere quello di imporre un vincolo "oggettivo", tipo che il premio si può dare solo a blog che esistono già da X anni o che hanno vinto già Y premi?
E viceversa, per estenderlo il più possibile, non si potrebbe stabilire che il premio può essere dato solo a chi non lo ha già ricevuto?

A proposito: io e Ale saremmo dell'idea di iniziare, martedì, un "seminario" online sulla Decrescita Felice di M. Pallante (il testo che vorremmo commentare è questo:
link)

Luca/KK-->Francesca | February 8, 2009 7:09 PM

Uh, quella dell'autoreferenzialità non mi era proprio venuta in mente...soprattutto pensando alle power laws: non ci avevo davvero minimamente pensato. Fico!

Per tempo, invece, non intendevo "in quante iterazioni", ma proprio l'intervallo di tempo perchè KK, una volta nominato da quello lì (:-DD), mi assegni il premio. Se KK ci mettesse dieci minuti o una settimana il risultato cambierebbe (almeno è quello che intendevo prima). Ma ora forse comprendo che il tempo che KK impiegherebbe è in qualche modo dipendente proprio dal grado di interconnessione della rete e, in generale, dalla vicinanza tra KK e il soggetto di cui al link. E di nuovo mi sembra di intuire che c'azzecchino qualcosa le power laws!!! Per cui no, non intendevo "in quante iterazioni" e mi sbagliavo!!! :-)

alessandro-->Francesca | February 8, 2009 7:15 PM

il modo migliore e' assegnare un numero di premi 1> |n|

mamo/fantozzi | February 9, 2009 7:01 AM

piu' seriamente.

non ho mai capito la fascinazione di molti (e di francesca) per le power laws.
che tutto possa approssimarsi con un polinomio e' altrettanto sorprendente come il fatto che con tre vettori linearmente indipendenti io possa descrivere tutto lo spazio 3D.

dove sta il grande aha? io non lo capisco.
che fenomeni apparentemente diversi appartengano alle stesse classi di universalita' nell'intorno di punti critici e' un risultato piu' elegantemente e raffinatamente posto dalla meccanica statistica, a questo punto.

(...e la cosa migliore da fare per evitare i circoli viziosi ed essere sicuri di assegnare il premio prima o poi al miglior blog e' quella di estrarre un premio a sorte di tanto in tanto)

mamo/fantozzi | February 9, 2009 9:38 AM

Appena ho tempo traferisco la roba "self-organising emerging structures in a network" in un altro post.

Perché mi interessa? Ok. Uno dei motivi è che quella è la dynamica di sistemi sociali il cui elemento strutturante è la (o una) neolingua, precisamente, e i fenomeni assimilabili (per es: uno stile di architettura, uno stile di comunicazione, un "lifestyle").
E questo non è irrilevante - methinks - se per caso ci accorgiamo che l'elemento strutturante non è, nonostante quel che ci sembra, il disegno politico, o la coscienza di classe, per dire, ma certe features proprie del "discorso".

Francesca | February 9, 2009 10:52 AM

non ho detto che non siano interessanti l'effetto e le conseguenze del fatto che i polinomi siano una base completa per lo spazio delle funzioni analitiche.

quello che non mi piace e' il parlare delle power laws come se ci fosse qualcosa di nascosto in esse, come se le "potenze" fossero la causa.
per questo preferisco la meccanica statistica nella quale i fenomeni che si vogliono studiare sono descritti da modelli che hanno un /significato/ e poi si osserva che nelle vicinanze di punti critici fenomeni apparentemente diversi si comportano nello stesso modo (cioe' sono approssimati dallo stesso polinomio).

insomma, quello che voglio dire e' che tu puoi descrivere interazioni sociali, terremoti e numero di contatti e-mail nel mondo per mezzo di polinomi ma Il Modello Matematico (cioe' quello che cattura delle forze, dei potenziali, delle energie...che presuppone una comprensione delle dinamiche che poi vengono espresse matematicamente) non e' un polinomio!

mamo/fantozzi | February 9, 2009 12:04 PM

cara poretta a te,
no il latino maccheronico no!
dimmelo in italiano per favore.


(il discorso non c'entra un piffero, perche' tu il discorso non lo conosci, non l'hai capito, non hai /l'hamiltoniana/ del discorso. hai un approssimante di pade' del discorso, che in un punto qualunque ti da il valore del discorso ma _non_e'_ il discorso. non ti dice niente del perche' del discorso!
un buon esempio potrebbe essere la teoria della gravitazione di newton che ipotizza una azione a distanza che va come r^-2 e ti da con ottima approssimazione la forza tra due masse. peccato pero' che sia una panzana micidiale e che tale azione a distanza la possa esercitare solo uri geller. ora se uso la formuletta per calcolare la velocita' di fuga dello shuttle siamo tutti contenti e beati, se invece voglio lanciarmi in interpretazioni cosmologiche allora sono nella merda usando la mia power law)

mamo/fantozzi | February 9, 2009 3:08 PM

io sto' a aspetta che me lo spieghi (non in latino) de che' sto' a parla'

e non ero per niente veemente.

mamo/fantozzi | February 9, 2009 5:52 PM

La regola è che redistribuisci il premio a 15 tizi.
Ma naturalmente dopo un po' il numero di nuovi tizi, che sono quelli che diffondono il premio, diminuiscono, finchè in media ce n'è meno di uno nuovo, e la cosa 'converge' e non si diffonde più all'esterno di un dominio in cui tutti i premiabili sono stati premiati (e molti più volte).

Domanda: come è fatto questo dominio?

E' una struttura 'a grande scala' emersa, o generata, dinamicamente da una interazione 'locale'.

Domanda 1: possiamo determinare qualche caratteristica significativa della struttura a grande scala (per esempio: affinità culturali, politiche, ect) solo conoscendo la natura dell'interazione locale?

Domanda 2: possiamo controllare qualche caratteristica a grande scala agendo sull'interazione locale?

Domanda 3: oppure sulla topologia della rete?

Fine.

Quanto all'analogia con 1/r^2 e all'hamiltoniana del discorso, NON c'entrano niente. Non ho detto nulla sulla natura della cosa diffusa sulla rete (del premio o del discorso), ma solo della dinamica della rete.

Enfin, non ha nessuna importanza dopo tutto. Prendilo pure 'sto premio se ci tieni, e fallo a polynomi o a riccioli o ccome te pare:)

Che fatica...

Francesca | February 9, 2009 6:41 PM

signor megadirettoregalattico,

la ringrazio infinitamente per la bonta' e la gentilezza. grazie davvero della spiegazione.
e' solo che io che sono un coglionazzo non avevo capito che ancora stavamo a parla' del premio, io credevo stessimo parlando di come mai le power laws la affascinano tanto.

e siccome lei aveva scritto:
"E questo non è irrilevante - methinks - se per caso ci accorgiamo che l'elemento strutturante non è, nonostante quel che ci sembra, il disegno politico, o la coscienza di classe, per dire, ma certe features proprie del "discorso"."

mi era sembrato che lei attribuisse alle power laws una capacita' analitica, altrimenti come farebbe a dire con non e' il disegno politico a far succedere quello che succede ma qualcos'altro? chi glielo dice che il disegno politico non "scala" proprio in quel modo?

la prego si beva un vovvino ricostituente alla mia salute e non si curi piu' delle mie osservazioni.

parliamo del premio in particolare, che mi interessa moltissimo!

mamo/fantozzi | February 9, 2009 7:27 PM

non sono affascinata dalle power laws più o meno che dalle abitudini della mia gatta o dalla struttura di un violino. E non credo di aver mai detto che le power laws sono la spiegazione di tutto, o che il discorso sia un polinomio, o niente del genere.

Supponi che una cosa qualsiasi si propaghi come segue (diciamo che un blog si colori di rosso):

P(n) = P(n-1)* r (nota: questa NON è una power law).

dove P(n) è il numero di nodi rossi al passo n.
Ma supponiamo che 'r' (la ratio) indichi il numero di nuovi nodi, e che sia qualcosa del genere:

r(n) = QualcheFunzione(P(n), noise, M)
1 > noise > 0 casuale come ti pare, che dice che alcuni simply don't bother di trasmettere il token rosso
M = la 'natura del messaggio'.

Supponiamo che da un certo n0 in avanti r sia zero, e che dunque Somma{infinito > n > 0}(P(n)) arrivi e si fermi a un certo valore finito.

Se studio tutti i blogs rossi, riesco a dedurne M? Oppure, se conosco M e lo immetto nel sistema, posso prevedere in anticipo Somma? E se invece che solo Somma (quanti sono) mi chiedessi se l'insieme P ha una struttura? Per esempio se mi domandassi: "quanto dista in media (in 'numero di passi') uno dei membri di P da tutti gli altri?", oppure se volessi misurare una delle altre n-mila metriche definite sui graphs, potrei mettere qualcuna di queste in relazione con M? O viceversa, posso fabbricare accuratamente un M in modo che l'insieme P abbia una certa struttura che per qualche oscuro motivo mi interessa?, tipo una 'rete di solidarietà', un 'sistema finanziario senza bolle', una 'rete efficiente di stazioni dei pompieri' o qualcosa di farlocco del genere?

In generale power laws, theoria dei graphs, ect, non sono che tools con i quali si cerca di capire il rapporto dinamico fra interazioni semplici a corto raggio e le strutture a grande scala che spesso ne risultano, o il problema inverso, se certe strutture a grandi scala possano essere il risultato dinamico di interazioni semplici a corto raggio. Se capissimo un po' meglio questa roba forse saremmo in grado di governarla

Sono ovviamente curiosità del ca%%o.

E fanno venire altre curiosità del ca%%o.
Per esempio qui accanto si dice che il fascismo (una struttura 'a larga scala') può essere il risultato di 'rinunce' locali o parziali che in quanto tali (locali o parziali) sono o appaiono 'accettabili'. Supponiamo. Se ne può dedurre che il fascismo si può scongiurare difendendo ciascuna singola provision locale o parziale?

Oppure, qui (link) un genio osserva che il "nichilismo, inteso come trasformazione dei fatti e delle idee in nulla" può produrre una cosa che non sembra proprio un 'nulla': un regime.
Dice anche che "La corruzione e la mistificazione della dura realtà dei fatti e della loro verità è nell' essenza di questo regime", e per vari motivi a me sembra che si: "la mistificazione della dura realtà dei fatti e la loro verità, diciamo un modo del 'discorso', nonché destrutturare, nonché aprire, nonché moltiplicare i piani del possibile e dell'immaginario, possa avere l'effetto contrario: possa strutturare anche in assenza di un disegno politico. Che non serva immaginare un piano diabolico meditato ed eseguito da qualcuno, ma che basti allentare il 'discorso', accettando che la 'dura' realtà dei fatti diventi molle palpitazione della coscienza sanguinante perché si strutturi un regime, una neolingua, ect?

Sono ovviamente tutte ca%%ate e pippe mentali e piantiamola qui.


Francesca | February 10, 2009 3:38 PM

F., non so se ho capito male, ma quando parli dei rapporti tra interaz. semplici e strutture a grande scala ci rientra anche la teoria del commercio ipposolidale eccetera? (Cioè, la questione se un numero imprecisato ma molto alto di singole condotte di consumo individuali possano determinare un cambiamento globale nella struttura del commercio,d ella produzione, di entrambe?)

Luca/KK | February 10, 2009 3:48 PM

Francesca, io non so se c'azzecchi qualcosa, ma secondo me sì. Mi è venuto in mente il gioco del telefono senza fili, dove un messaggio, nel propagarsi, cambia di significato, insomma il classico esempio di come i nodi di una rete possano modificarlo, fino a stravolgerne il senso iniziale. Qui,

link

per restare in tema di decrescenti felici, si menziona la guida galattica per autostoppisti. Vuoi vedere che diventa un testo icona per i decrescenti?

In breve mi chiedo: il premio Dardos, nel diffondersi negli n blogghers della blogsfera, rimane sempre il primo premio Dardos, oppure degera, si trasforma etc?

alessandro | February 10, 2009 9:09 PM

degeNEra, non degera
Accidenti a me! :o)

alessandro | February 10, 2009 9:11 PM

non mi sembrano per niente cazzate e pippe mentali.

mamo/fantozzi | February 10, 2009 11:41 PM

Ale: "che succede al messaggio" è un tema collegato ma diverso da quest'altro: data una interazione semplice a corto raggio fra pochi elementi contenuti entro questo corto ragggio, che succede all'insieme di tutti gli elementi?
Possiamo tener conto della natura del mesaggio (e considerarlo dunque costante) semplicemente dicendo che essa modifica uno o tutti i tre elementi: l'interazione, il raggio, o il numero di elementi interessati dall'interazione.

Nota che tutto questo è molto generale: non ho specificato l'interazione, tranne che è a corto raggio, né quanto è corto il raggio, tranne che è corto in relazione all'ampiezza dello spazio (astratto) che contiene tutti gli elementi, né la natura degli elementi, tranne che sono sensibili all'interazione e che alcuni di loro si trovano entro il corto raggio.

Lo spazio potrebbe essere una città, per esempio, gli elementi potrebbero essere automobili, e l'interazione "stare ad almeno 5 metri da quella che precede". Supponiamo che una di queste auto si fermi all'improvviso: che succede a tutto il sistema?. Oppure pesci nel mare con l'interazione "stare a non meno di 5cm ma non più di 10cm dai vicini": che succede se uno di questi gira a destra?.

Non c'è niente di nuovo, naturalmente: questa cosa si studia per capire che succede se si immette in una popolazione un virus che si propaga secondo una legge semplice: "riprodursi". Che aspetto ha il sistema della popolazione se studiamo la distribuzione di infettati e non infettati?.

Con ogni probabilità il Dardos è un giochino perfettamente innocuo. Ma potrebbe essere stato avviato da uno studente che ha messo nella bitmap del premio una 'firma' che permette di tracciarlo, e allo scopo appunto di vedere che succederebbe se invece che una 'firma' contenesse un virus informatico, oppure da un tale che intenzionalmente vuole diffondere un virus, o da una diabbolica casa di edizioni che vuole sapere quanto è vasto e come è composto il mercato di quelli sensibili all'interazione "riconoscere valori culturali etici e laici e zumpapà".

Naturalmente il sistema di propagazione è "rumoroso": alcuni guidatori sono più abili di altri, alcuni pesci meno pronti di altri, alcuni virus più resistenti di altri, e alcuni insetti, come quello che ha assegnato il premio a questo blog, sono titolari di quell'articolo eminentemente piccolo-borghese: un SéStesso con certi puntigli che impone loro il dovere di pensare agli altri: diciamo di essere "magnanimi", oppure "open-minded", e ai quali sembra che "dovere verso SéStesso" abbia senz'altro qualcosa a che fare con "gli altri".

Una cosa importante è però questa: un disegno politico affidato al puro meccanismo della comunicazione può produrre un sistema (per esempio di convinzioni, di comportamenti, di azioni amministrativi, ect) che non hanno nessuna relazione col disegno originario, e viceversa, um puro meccanismo di comunicazione può produrre un sistema fortemente strutturato, eventualmente balordissimo, anche senza che ci sia un disegno politico originario.

In una parola: la politica NON è un meccanismo di comunicazione, e NON è una interazione semplice, e NON è a corto raggio.

Quanto allla Guida Galattica e i décrescenti: poiché i terrestri non commerciano con Hraf-Hraf o Jatravartids, dal loro punto di vista noi siamo una comunità di auto-produttori, eppure distruggiamo foreste e tralàlà. Supponiamo dunque di ridurre la scala e che gli Italiani non commercino con nessun altro terrestre e Vogonian: all'interno dell'Italia avremmo ancora distribuzioni di opulenti distruttori e di santimoniosi ecofondamentalisti? Se riducessimo ancora la scala e supponessimo che i Siciliani non commercino col resto degli italiani, con nessun altro terrestre e non con i Silastic Armourfiends of Stiterax, continueremmo a osservare fenomeni simili? A quale scala questa roba assumerebbe finalmente una struttura stabile? La mia famiglia, il SéStesso?

Ciao

Francesca | February 12, 2009 12:17 PM

uhm... forse solo considerando tutto l'universo nell'ipotesi in cui questo non si espanda? Ma solo forse, eh... :o)

ciao e te, e grazie per la pazienza!
ale

alessandro | February 12, 2009 7:24 PM

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