Modello 'conflittualista' - Amazing
Forse vale la pena aggiungere qualche osservazione al post sul modello macro-economico 'conflittualistico'. La ragione è che il modo in cui si argomenta quel modello, e sopratutto il modo in cui si critica il modello 'di Blanchard', rivela qualcosa di fondamentale non sulla macroeconomia, su questo o quel modello, ma precisamente sull'argomentare, sull'argomentare di ziniztra, sulla distruzione dell'argomentare nella ziniztra, sulla distruzione in definitiva della sinistra, e dunque sulla plausibilità e anzi sulla probabilità di una 'uscita a destra' dalla crisi.
Avevo scritto nel post precedente: "Questo pasticicio di nomi ed etichette, completamente inutile perché bastava ... parlare di 'modello dominante', è un grave problema perché, forse per criticare nel modello dominante una affermazione che questo modello dominante NON fa, cioè forse nel preocuparsi troppo di dare un nome 'inviso' al modello dominante chiamandolo neoclassico e finendo per attribuirgli le affermazioni associate a quel nome, invece di quelle associate a quel che FA..."
Ebbene, mi si dice che altrove ci si è dedicati a discutere se il modello 'di Blanchard' è oppure no classico, neoclassico, barocco o rococò, senza fare il minimo tentativo di mostrare nel modello, che pure l'articolo di Brancaccio illustra con curve e grafici ed equazioni, il risultato che a)per ricondurre alla piena ocupazione basta ridurre il salario e poi il 'mercato' fa da sé e che dunque b)una manovra espansiva della domanda non è indispensabile. Affermazioni che questo modello in effetti NON fa, perché FA le affermazioni esattamente contrarie - e basta leggerlo per vederlo - difficoltà dalla quale si esce dicendo che Blanchard è "costretto" ad ammettere che a) e b) non funzionano. E ammettiamo pure che sia costretto; è precisamente il modello che lo 'costringe', come uno che sia 'costretto ad ammettere' che 2+2 FA 4..
Dunque l'unico cambiamento che mi viene in mente di fare a ciò che ho scritto in precedenza è togliere quel 'forse': diamo un nome al modello e il modello dice automaticamente quel che è associato al nome, il che ci solleva anche dalla rottura di scatole di studiare il modello stesso. Con il che basta dire che il modello è una 'mucca' e quello si mette a fare del 'latte', o che è una 'gallina' e dunque fa le 'uova'.
Ma non è tutto, perché introduciamo una "novità fondamentale" in "un diverso ambito teorico": mentre Blanchard è 'costretto ad ammettere' che 2+2 FA 4, noi 'conflittualisti' diciamo che 4/2 + 4/2 = 4, che sarebbe poco perché conferma il modello 'di Blanchard', ma nel processo distruggiamo la ragione per cui proprio il modello 'di Blanchard' descrive che a) e b) non funzionano: noi 'conflittualisti' diciamo che la General Theory di Keynes è una critica alla 'verticalità' della curva AD della domanda aggregata, e per far questo facciamo sparire la nozione di Domanda e di OFFERTA aggregata introdotte proprio da Keynes nella General Theory, e la descrizione di Keynes di come in una depressione l'OFFERTA aggregata NON si sposti per effetto della riduzione dei salari, e diciamo inoltre che la 'liquidity trap' è un'ulteriore conferma di questa verticalità, laddove quel che la General Theory afferma è che la liquidity trap è una condizione nella quale le misure monetarie non spostano la curva AD di domanda aggregata verso destra e che quindi è necessario un intervento fiscale per ottenere questo.
Con il che stiamo riproducendo il giochino che mi interessa sottolineare: ci basta conoscere il nome di Keynes, ma di studiare il modello di Keynes non ci viene neanche in mente: al punto che mi si chiede: "e quale sarebbe questa economia classica che Keynes ha smontato?". Ebbene, i postulati dell'economia classica che Keynes smonta sono nelle prime 5 pagine della General Theory, l'intero capitolo 19 della General Theory spiega perché l'assunto dell'economia classica secondo il quale è sufficiente ridurre i salari monetari per ricondurre alla piena occupazione non funziona, e l'appendice al capitolo 19 descrive precisamente la teoria classica dell'occupazione di Pigou che pretende che la riduzione dei salari monetari riconduca alla piena occupazione. Mai venuta neanche la curiosità di andare oltre il 'nome' e le letture antologiche di 4 o 6 mano, e di leggere i testi?
No, questa curiosità non viene MAI alla ziniztra, il che è precisamente uno dei tratti di cultura della ziniztra. Un "lifestyle".
Se l'avesse, questa curiosità, si accorgerebbe che il modello 'di Blanchard' non è 'di Blanchard', ma semplicemente la descrizione, in un libro di testo di Blanchard per studenti del primo anno (freshmen), del modello di Keynes (e il professore 'conflittualista' non fa il minimo tentativo, d'altronde, di descrivere il breve e il lungo periodo, le estensioni al caso di economie aperte, ect).
Avevo infatti scritto a un tale che le idiozie sul fatto che la sola curva AD metta in relazione il livello generale dei prezzi con la domanda e la produzione senza riferimento all'OFFERTA aggregata, le idiozie sulla verticalità di questa curva AD, l'irrilevanza comunque della verticalità di AD per il SUO stesso modello 'conflittualista', l'idiozia dello spostamento a sinistra (o in alto) ella curva AS per effetto dello 'scarico sui prezzi delle merci' degli aumenti salariali, l'idiozia dell'endogenità del parametro di conflittualità 'z', che tutte queste idiozie mi sembravano incompatibili col fatto che il saggio fosse scritto non tanto da un professore ma da uno studente che avesse passato il primo esame di macroeconomia, ma che del resto uno studente alle prime armi non avrebbe avuto il vezzo smorfioso di intitolarlo 'anti-Blanchard', la pomposità trombonesca di scrivere di "novità fondamentale nell'ambito teorico", o di fare una discussione imbecille, comunque inutile per il SUO stesso modello 'conflittualistico', su 'neoclassico' e 'neoclassico-liberista'.
Non ho cambiato idea sugli studenti: non credo che il modello 'conflittualistico' sia opera di uno studente. Ma i vezzi smorfiosi e le chiacchiere sul significato di 'neoclassico' SONO di un professore di chiacchiere vezzose, di un giornalista dde ziniztra, insomma, e NON sono incompatibili con le idiozie tecniche semplicemente perché un giornalista dde ziniztra è precisamente un tale che ha spostato 'er confritto' sui vezzi chiacchierosi e si infischia totalmente del contenuto dei modelli dei quali discute appunto la classificazione: neoclassico o alla vaccinara?
Funziona così: dichiaro il modello 'neoclassico', discuto il 'neoclassico' e mi infischio del modello. Per la stessa ragione, per esempio, ci si domanda prima se Krugman sia un ebreo di Long Island, o se si sia formato al MIT, e sulla base di questo si decide di NON leggere Krugman perché DEVE essere un esponente del 'neoclassico'.
Se lo si leggesse, si scoprirebbe che Krugman sta combattendo contro la DESTRA americana 'neoclassica' una battaglia fondata sul modello 'dominante' che è contrario all'ipotesi neoclassica, e che lo fa precisamente riferendosi continuamente al modello 'dominante' e non al suo nome.
Se lo si leggesse, si scoprirebbe che Krugman sta combattendo contro la DESTRA americana 'neoclassica' una battaglia fondata sul modello 'dominante' che è contrario all'ipotesi neoclassica, e che lo fa precisamente riferendosi continuamente al modello 'dominante' e non al suo nome.
Ecco appena qualche esempio: sul fatto che "basti ridurre i salari per ricondurre alla piena occupazione", sul "discutere i nomi invece che i modelli", e sulle variabili endogene. Su quest'ultimo caso mi permetto di darvi un chiarimento perché illustra non il caso particolare in questione ma il problema più generale della scomparsa presso la DESTRA americana della capacità di leggere i modelli: la DESTRA americana afferma che, siccome il modello dominante stabilisce una identità contabile fra risparmi e investimenti, bisogna risparmiare perché la domanda (di investimenti) torni a crescere e riconduca alla piena occupazione. Ora, il modello dominante afferma certamente che risparmi = investimenti (perché si tratta infatti di una identità contabile), ma che in una depressione (contrazione della domanda aggregata e in particolare di investimenti) l'output e quindi l'occupazione si riducono finché ne derivi una contrazione dei risparmi che riporti all'uguaglianza di risparmi e investimenti.
E questo senza contare che in The Conscience of a Liberal, Krugman, del quale non leggiamo i testi perché sappiamo già che, essendo nato a Long Island e avendo insegnato al MIT e a Princeton, DEVE essere un esponente del 'modello dominante' (lo è) e del 'pensiero unico' (che non esiste, e che comunque NON ha NIENTE a che fare col 'modello di Blanchard'), vi spiega, fin da pag 8 e dappertutto nel testo, che "the orthodoxy that technological change, which supposedly increases the demand of highly educated workers and reduces the demand for less-educated workers, was the principal cause of America's rising inequality, has been gradually wilting as researchers look more closely at the data... As a result... many have come to believe that an erosion of the social norms and institutions that used to promote equality, ultimately driven by the rightward shift of American politics, has played a crucial role in surging inequality". E in molti altri luoghi dello stesso volume, che non mi va di cercare, vi spiega sulla base del 'modello di Blanchard' come sia falso che un Welfare State efficiente debba per forza distruggere l'economia, ect ect ect.
(Hint: è FALSO che ci sia un 'pensiero unico' di ECONOMISTI che riconducono TUTTO al funzionamento di una economia 'neoclassica'. E' vero che ci sia un 'pensiero unico' nella DESTRA ideologica che comincia col combattere il 'modello di Blanchard' per ritrovare nell'economia affermazioni che supportano la loro ideologia; ma esiste tutta una economia che tenta di incorporare il funzionamento e la progettazione delle Istituzioni e delle social norms nel modello keynesiano, di cui non sapete nulla perché intanto nessuno da voi looks more closely at the data, visto che vi limitate a look more closely at the newspaper, e in secondo luogo perché la 'ricerca' si ferma quando basta per scrivere sul newspaper).
Ora, io affermo che proprio questo discutere antologie di classificazioni, questo NON leggere i modelli, questo limitarsi a scrivere 'per i giornali' è un sintomo non di (sola) incompetenza nella professione ma di rivolgimento culturale: quel tipo di rivolgimenti che induce a chiedersi, come fa Krugman proprio oggi qui, "how did we get to this point?"
Krugman ha la sua theoria in The Conscience of a Liberal (scritto l'anno scorso, prima delle elezioni presidenziali).
Io? Eh bien! se quel rivolgimento culturale produce - fra le altre cose - professori incompetenti di DESTRA in America, perché non dovrebbe produrre professori incompetenti di ZINIZTRA da voi? E' proprio questo che mi ha convinta che quel pasticcio di modello conflittualistico NON possa essere opera di uno studente ma perfettamente l'opera di un professore. Se così fosse, non basterebbe questo a suggerirci che cosa la sinistra dovrebbe dire agli studenti e ai lavoratori? Chiediamo agli studenti e ai lavoratori di "mandarci gli slogans e le foto", oppure ai giornalisti dde ziniztra e ai sindacati di venire alla lezione in piazza di macroeconomia?
I have my own theory, e ha a che fare con il fatto che la polemique du jour chez vous sia oggi il "caso" Battisti (perché sarebbe un "caso", eh?).
Commenti
Just for fun: se qualcuno fosse interessato SUL SERIO alla questione della "verticalità e horizontalità" delle curve AD/AS, suggerisco Basil Moore, "Horizontalists and Verticalists: the Macroeconomics of Credit Money", 1988, Cambridge University Press.
E' un argomento contro i monetaristi sul Credit Money, non sulla pasta al ragout (l'economia 'reale'). In Moore c'è una AD verticale, ma la conseguenza è "the growth of money wages is the principal source of inflation", che "the multiplier does not exist in a world of endogenous money", e "the total repudiation of fiscal policy, and advocay of a balanced budget rule for current government spending".
Non un gran successo contro il modello 'di Blanchard'.
Io ho trovato molto belli e chiarissimi i post di Brad DeLong (oltre a quelli di Krugman) sullo stesso argomento:
link
link
e
link
Ed io veramente non capisco (nel senso che veramente non lo capisco, e non so se la spiegazione di K. è convincente) come sia possibile che premi Nobel e professori in università prestigiose come i Cochrane e i Fama ecc. (non un Brancaccio qualsiasi, insomma) non capiscano cose che anche un profano come me riesce a capire senza difficoltà. Boh?
I casi sono 2 o tu hai capito cose che questi professori non sono in grado di capire o l'opposto.
Vedi tu qual'è il caso più probabile.
Non devi dirlo a me, Pietro. Dillo a Brad DeLong (è lui che ha mostrato come alcuni illustri professori di economia americani non capiscono cos'è un'identità contabile o cos'è la velocità di circolazione del denaro). Eppure si tratta di cose molto facili da capire: te lo garantisco, perché le capisco pure io.
Il seguente commento di Michele Boldrin su NFA potrebbe avere a che fare con la disputa?
"È una questione di vincoli di bilancio, che Krugman, De Long e compagnia fanno finta, letteralmente: FINTA, di non vedere."
No, i vincoli di bilancio non c'entrano un ###@@!!@@! col fatto che una identità contabile non è una relazione funzionale o causale (link), col fatto che "savings are an endogenous variable" (link), o con il fatto che "it's not fine to be a stimulus skeptic for reasons that are empirically irrelevant or theoretically incoherent" (link).
D'altra parte Krugman e DeLong vedono benissimo i vincoli di bilancio, e vedono dunque benissimo che sono empirically irrelevant e theoretically incoherent in un slump (che è poi la ragione per cui invece è idiota ignorarli quando hai un debito pubblico > GDP, una "ripresina", un "tesoretto" e una curva dell'offerta Aggregata anelastica).
"la politique est quelque chose de très noble qui ne tolère pas l'à-peu-près".
Lilian Thuram, calciante francese.
(link)