I Limiti dello Sviluppo
In questo post non ci occupiamo dei risultati di questa elaborazione (che trovate sintetizzati qui, in inglese, per la pubblicazione del '72, e qui in un breve aggiornamento del 1992), e che sono stati discussi da allora in ogni modo e in ogni dove, come tutti i risultati importanti: quelli che alimentano, appunto, la discussione.
Parliamo solo - o piuttosto accenniamo solo - al tema "modello".
Prendete questa affermazione: "Il capitalismo è fondato su un'equazione che è un esponenziale. Ogni incremento annuale è proporzionale a un certo coefficiente moltiplicato il capitale stesso".
Lasciando stare per un momento la questione se "il capitalismo è fondato" proprio su quella equazione, esaminiamo l'equazione. Essa è un 'modello' di come funziona l'evoluzione nel tempo del capitale.
(Cliccate questa e tutte le altre imagini per ingrandirla). Questa figura vi da due rappresentazioni della stessa cosa, della stessa equazione (e dunque dell stesso modello) di cui si parla in quella affermazione. Quella in alto è espressa in termini di "equazione differenziale", mentre la figura in basso ne è una raffigurazione grafica. Nella figura la freccia nera rappresenta un "flusso", la cui grandezza (rappresentata da quella specie di clessidra azzurra) è il "tasso di variazione" del capitale: nell'eq. differenziale la freccia nera con la clessidra è dK/dt. Questo tasso è determinato dal "coefficiente", rappresentato dal rettangolo grigio, che è la frazione del capitale (rappresentato dal rettangolo azzurro) 'reinvestito'. Dunque nella figura, la freccia azzurra che parte dal rettangolo azzurro e finisce nella clessidra corrisponde, nell'eq. differenziale, ai simboli " = c K. Insomma le figurine colorate sono un modo di dire esattamente quello che dice l'eq. differenziale. Le clessidre sono tassi di variazione di un flusso (frecce nere), i rettangoli scuri sono variabili del modello impostabili dall'analista (come il valore del coefficiente), e i rettangoli azzurri sono "livelli", o grandezze di cui si vuole simulare la variazione nel tempo.
Questi simboli sono quelli utilizzati nel libro, che dunque rappresenta graficamente (per il "grande pubblico") la stessa cosa che le eq. differenziali rappresentano per gli "specialisti".
Allora tanto per cominciare vediamo come il modello "World" utilizzato dagli studiosi descrive le equazioni del "capitale industriale".
La parte in basso è la rappresentazione delle eq. differenziali del capitale
industriale, e quella in alto quella della dinamica della popolazione nel suo legame reciproco con il capitale industriale. La prima cosa da osservare è che in questo modello World, quello che ha convinto a studiare seriamente i "limiti della crescita" decenni prima, e nel covo dei capitalisti, che chiunque dei 'decrescenti felici' (felici!), l'equazione del capitale NON è manco per niente dK/dt = c K. E' più "complicata". Vedete per esempio che "tasso di investimento" del cap. ind. (il flusso in entrata, che tende a far aumentare il livello del cap. ind) è determinato dal "prodotto industriale" (PIL). Vedete dunque che il "prodotto industriale" gioca il ruolo che il "coefficiente" ha nella prima figura; e se stabilite che il consumo di energia "va come il PIL", allora nella prima figura state dicendo che il consumo di energia va come il coefficiente, che è costante in quella "equazione del capitalismo"! Il modello "world" (nella seconda figura) vi mostra invece un ciclo che lega le risorse naturali al rendimento del capitale - e non al capitale - e da questo al PIL, e ancora indietro al livello delle ris. naturali. Ma c'è di più: vedete che c'è un flusso in uscita del capitale industriale, che gli economisti chiamano "deprezzamento" e che corrisponde all'usura, alla rottura, ect, e che, per come è rappresentato, determina una diminuzione esponenziale del livello del cap. industr. Provate a immaginare (a simulare nella vostra testa): perchè il consumo di risorse naturali aumenta 'esponenzialmente' se c'è un flusso in uscita che, se ci fosse solo lui, diminuirebbe esponenzialmente lo stock di capitale industriale?
In secondo luogo notate come due gruppi di equaz. differenziali, i due modelli della popolazione e del capitale, siano fra di loro 'legati' da frecce azzurre. Queste frecce sono cose del tipo " = funzione(v)", dove 'v' è la variabile rappresentata dal rettangolo scuro (nell'esempio della prima figura, la freccia azzurra è la funzione "tasso di variazione = c K dt", dove 'c' è la variabile nel rettangolo scuro). (C'è un simbolo in più nel modello della popolazione: quella specie di rettangolo 'a caselle'' rappresenta un "lag" o ritardo. Per esempio, i servizi pro-capite agiscono sulla fecondità solo dopo un certo tempo.)
Un'osservazione generale è che i sistemi di eq. differenziali che descrivono un modello sono collegati ad altri che ne descrivono un altro. In generale non è mai possibile usare UN modello (per s. quello del capitale) SENZA che funzioni l'altro. SOPRATUTTO non basta vedere la cosa "a occhio" per immaginare come va. Spesso, come in questo caso, non è neanche possibile 'risolvere' il sistema delle eq. differenziali: non resta che simularlo. Per esempio: aumento il tasso di investimenti e rifaccio l'intera simulazione per vedere come finisce.
Un'altra osservazione - questa volta specifica - è che il modello World ipotizza una influenza del modello del capitale su quello della popolazione, ma NON il contrario (vedere il verso delle frecce).
Bon. Qui avete (purtroppo capovolto! non so perchè è venuto sotto sopra: le monde à l'enverse, quoi!) il modello completo "world" dello studio. Tanto per darvi un'idea di come sia "intuitivo" prevedere "a occhio" la fine del mondo, di come le cose siano "ovvie", e del perchè SI PUO' sbagliare.
Anche perché nonostante il garbuglio, quello è un modello MOLTO semplice. Considerate ad esempio che NON c'è un sottomodello del clima, o della biologia, e di MOLTI altri. E in più le variabili sono tutte 'semplici', laddove nel mondo una cosa come la 'fecondità' è una variabile "stocastica". Considerate che il modello dell'agricoltura del Lesotho è circa cinque volte più "complicato" di questo!.
Considerate anche che quel modello PRESCINDE dal fatto che ci sia un "mercato" o Monignor Scalfari a stabilire come certe variabili debbano essere impostate. Nel 1972 le nazioni capitalistiche erano una minoranza nel mondo.
Considerate che non potete mettere la vostra panza da qualche parte e far girare il "mondo" per sapere se essa panza migliora o peggiora. Considerate che sia il mercato che Msgr. Scalfari agiscono su variabili MOLTO più granulari di quelle che si crede di poter controllare: per esempio sul tasso di interesse (per via indiretta) e NON (direttamente) sul "rendimento del capitale". Se volete vedere che succede se cambiate il tasso di interesse dovete interporre un altro sottomodello che leghi il rendimento del capitale al tasso di interesse.
Infine, considerate questo: quanta energia è stata necessaria nel 1972 per rendere noto quel modello e i suoi risultati?. L'uso di un computer grande come una stanza, per giorni interi. La carta per la stampa del libro, la sua distribuzione. Se qualcuno propone un diverso scenario, per esempio una diversa impostazione di una o più variabile, rifare tutto il calcolo con il computer formato stanza, ect.
Oggi potere scaricare qui un software con il modello World-3 (un aggiornamento al 2003) e farlo funzionare nel vostro computer a casa. Potete soprattutto fare l'Imperatore della Decrescita Felice, e DECIDERE che la fecondità sarà X, il tasso di investimento Y, e provare a vedere come spargete felicità e valori&sentimenti in omnia secula seculorum.
Appena ci riuscite fatecelo sapere.
Commenti
terribile: ho appena scritto che i commenti di Francesca sono ermetici e questa mi fa un post chiaro argomentato e leggibilissimo, ma perchè non scrivi sempre così?
"Considerate anche che quel modello PRESCINDE dal fatto che ci sia un "mercato" o Monignor Scalfari a stabilire come certe variabili debbano essere impostate. Nel 1972 le nazioni capitalistiche erano una minoranza nel mondo".
Il numero di nazioni capitalistiche non ha un rapporto necessario con il tipo di sistema di scambi tra le diverse nazioni.
Ci può essere un mercato capitalistico mondiale anche in un mondo dove le nazioni capitalistiche siano una minoranza.
Come pure ci può essere un nazione capitalistica che esercita un embargo da e verso una nazione socialista.
Pensatoio, il passo in questione dice che il modello di cui si parla prescinde dalla natura capitalistica o meno del sistema economico, cioè funziona nello stesso modo in tutti. E ne prescinde appunto perché all'epoca c'erano parecchie economie che non erano 'capitalistiche'. Lascia perdere il sistema capitalistico mondiale, il numero delle nazioni capitalistiche e gli embarghi, che non c'entrano niente.
Failing that: STUDY THE BLOODY MODEL.
Ma il modello mi pare sia un modello del mondo e non di una singola nazione.
"Esso presentava i risultati delle proiezioni a lungo termine attraverso la simulazione di diversi scenari di un modello 'del mondo' caratterizzato da una dotazione di risorse finite a fronte di una crescita esponenziale della produzione di "capitale" (industriale + agricolo), esaminandone gli effetti in termini di popolazione, inquinamento, disponibilità di cibo e di beni 'economici', e di esaurimento delle risorse non rinnovabili."
Ora, in questo modello la natura capitalistica o meno dei sistemi economici interni alle singole nazioni non è un argomento per dire che il modello stesso si possa applicare a qualsiasi sistema economico. Non dico che non ci possa essere un argomento per la tesi che tale modello si possa applicare a tutti i sistemi. Dico solo che l'essere le nazioni capitalistiche una minoranza nel 1972 non è un argomento in questo senso.
Non sono economista e sono troppo pigro per seguirla con attenzione, ma mi ha colpito questo: "vedete che c'è un flusso in uscita del capitale industriale, che gli economisti chiamano "deprezzamento" e che corrisponde all'usura, alla rottura, ect, e che, per come è rappresentato, determina una diminuzione esponenziale del livello del cap. industr. Provate a immaginare (a simulare nella vostra testa): perchè il consumo di risorse naturali aumenta 'esponenzialmente' se c'è un flusso in uscita che, se ci fosse solo lui, diminuirebbe esponenzialmente lo stock di capitale industriale?". Guardi, "Francesca", a me la risposta suona davvero elementare e si chiama: debiti. Come certamente sa, gli "imprenditori", non solo quelli italiani, e le famiglie, non solo quelle italiane, sono piene di debiti. Si usura la vecchia automobile? Chiedi un prestito. Non hai soldi per la caldaia? Chiedi un prestito ("Calorata", un prodotto semplicemente geniale nella sua perversità, di Citibank: un prestito al 4,5% per pagare il riscaldamento, cioè attingere a iosa alle risorse naturali). La casa cosa seicento volte il tuo stipendio? Accendi un mutuo. Sa come vanno le cose, per noi "grande pubblico", vero? Provi a creare alcune decine di sottomodelli, i libri scolastici, il latte in polvere, costi crescenti delle trivelle per andare a cercare petrolio nella Fossa delle Marianne o sotto i pinguini, e li chiami "Vita Reale": vedrà che ne trarrà grandi soddisfazioni. Mi stia bene, se può :-)
Già, Nonno. E quando sono finite le venti dita (includendo quelle dei piedi) per tappare le falle, "lanceremo dollari dagli elicotteri", come disse un genio.
' voja, come dicono molto a sud del Po... ;-)
Che software intelligente, sorella! Se in tre usiamo un solo computer ti sgama subito! Ah, il progresso: non solo permette di consumare risorse per scrivere urbi et orbi che è bene consumare risorse, ma se glielo fai notare ti bacchetta. Coraggio, barbe finte: scrivete. Consumare è bello, e dopotutto cos'è un computer se non un idiota ad alta velocità? Ci vuole criterio anche nel divorare un pianeta... :-)
Pensatoio,
quello che vuoi dire non lo so (chi ha mai sostenuto che "in questo modello la natura capitalistica o meno dei sistemi economici interni alle singole nazioni [non] è un argomento per dire che il modello stesso si possa applicare a qualsiasi sistema economico", e prima ancora, cosa vorrebbe dire un simile guazzabuglio???), ma ti ripeto: il modello si applica a tutti i sistemi economici, capitalisti o comunisti che siano. Il fatto che all'epoca le nazioni capitalistiche fossero una minoranza non è AFFATTO un "argomento in questo senso" (è solo una delle ragioni per cui il modello è stato fatto così piuttosto che in un altro modo).
Caro Nonno,
il modello descritto qui sopra dice quali, quante, come e quando sono le conseguenze (catastrofiche) della crescita esponenziale di cinque cose: la popolazione, la produzione di alimenti, lo sfruttamento delle risorse naturali, l'inquinamento e l'industrializzazione.
Gli imbecilli e i pallosi si fermano qui. Anzi no, si fermano anche prima. Al "quali".
Tutti gli altri studiano, o almeno si divertono a esaminare, il modello; perché, ad esempio, esso mostra a quali variabili è sensibile, e quanto lo è. Cioè quali variabili sotto il nostro controllo (per esempio della politica) possono essere manovrate, e di quanto, per ottenere risultati diversi.
La cosa buffa è che se per qualche ragione gli mostri il modello che corrobora l'idea che ci sono limiti alla crescita esponenziale, un imbecille che sostiene precisamente i "limiti alla crescita" si mette a dire che il modello è una cazzata. Senza nessuna speciale ragione: forse perchè il modello mette limiti alla crescita ma non menziona le colpe e i colpevoli e le penitenze e le contrizioni e le punizioni, o perchè ci si sente bacchettati (da chi? con 8 ore di anticipo?), o semplicemente perchè è un "modello" invece di essere una sceneggiata mélo.
Succede all the time: un cretino è uno che fa una domanda intelligente, per esempio se la redistribuzione è importante. Tu gli dici che effettivamente è importante, ma gli dici in più "è importante per questo e per quello e così e cosà", e allora il cretino, che non ha MAI pensato al questo o al quello o al così o al cosà, forse perchè ha già fatto il giro della Vita Reale, conclude: "era una domanda banale".
Ma in questo post ho fatto più che 'mostrare' il modello: vi ho messo un link dal quale potete prendere un software che non solo descrive ma permette di fare le vostre simulazioni con quel modello.
Potreste domandarvi: "ma è vero come dice la sorella con la barba (desolée, not in your wildest dreams ho una barba) che modella soltanto l'economia capitalista"? Basta leggere il modello. Per esempio: il tasso di deprezzamento è diverso nell'economia socialista? Il legame fra il prodotto industriale e la parte allocata ai servizi è diverso?, "come inserisco l'"embargo", o gli scambi fra paesi fratelli socialisti"?, ect. Oppure potreste dirvi: "quei legami sono gli stessi, ma poichè in una economia pianificata possiamo DECIDERE 'socialmente' il valore da dare alle variabili, invece di lasciare che lo faccia il mercato, allora vediamo di QUALI variabili decidiamo a QUANTO metterle. Quel software vi permette di fare proprio questo: siete i pianificatori universali e potete DECIDERE che, per esempio, aumentate il capitale investito in servizi, o metterci qualche altra dinamica della Vita Reale.
Dubito che qualche disgustoso farfelu piccoloborghese ripugnante, meschinissimo impostore cialtrone di smorfioso ci provi neanche; ma non si sa mai.
Infine, si da il caso, Nonno, che come tutti gli imbecilli tu abbia avuto un'idea "intelligente", ma che tu non sia in grado di riconoscerla come tale, perchè quel che ti serve è prima di tutto di esibire un bel disprezzo de rigueur verso le barbe che scrivono che "consumare è bello"; ciò che per l'appunto costituisce la firma dell'imbecille.
Naturalmente da NESSUNA PARTE c'è scritto in questo post o altrove in questo blog che "è bene consumare risorse" o che "consumare è bello".
In secondo luogo quel modello dice appunto che il consumo di risorse è legato (in un modo NON banale) al deprezzamento del capitale e alla necessità di ricostituirlo con gli investimenti, cioè esattamente all'opposto dell'accumulo di capitale e ai consumi (che sono la parte del prodotto(*) che NON si risparmia, e che dunque NON si investe).
(*)La tua osservazione era intelligente precisamente perchè NON citava la stronzata del PIL (che in questo modello di scala globale è il prodotto industriale complessivo). Si può sempre contare sulla circostanza che un imbecille non capisca un'osservazione intelligente, neanche quando la fa lui stesso.
se volete divertirvi...
link
Ciao, Ale!
In che senso divertirci?
Ciao Luca, e Francesca, e tutti! :)
Pochissimo tempo a disposizione (praticamente inesistente). Era solo per segnalare un "articolo" de bloggher su decrescita, produttività etc...
Leggere prima di linkare. E farlo bene.
Giuliana
e permettermi di intervenire sul tuo blog?
e proprio per fare un poco di ordine: i pannelli solari che linki non producono energia elettrica, ma servono solo per scaldare l'acqua. Il solare termico ed il fotovoltaico sono due cose diverse. Era solo per avvertirti che se li compri poi la macchinetta per fare il pane non c'è verso di farla funzionare.
Inutile, Ale, la GC non risponde.