Per la categoria Blog, vince il blog di Gabriella Carlucci per questo post. Si tratterebbe in realtà di un premio alla carriera, perché il post in questione è solo l'ultimo di una lunga serie. Di fronte alla grandezza di questo post, ogni altro impallidisce; dunque, niente Menzioni di Merito (che peraltro, per non far nomi, sarebbero andate a Barbara e a Kelebek).
Per la categoria Giornali, vince l'articolo de L'Espresso sulle "categorie protette" già ampiamente commentato qui. Menzione di Merito per questo articolo di Rep sul canone RAI, segnalato da GG, e a questo sempre di Rep sui morti sul lavoro, segnalato da Colico.
Per la categoria Ibridi, vince a mani basse il "gioco" 'ambientalista' sul risparmio energetico di Rep. Peraltro va avanti per settimane, quindi si tratta, direi, di un premio permanente.
Ricordo che le regole del Concorso sono le seguenti: ogni settimana potrete segnalare l'articolo di giornale (= quotidiano o periodico) italiano (=scritto in italiano, o meglio: non scritto in una qualunque altra lingua conosciuta), ovvero il post e/o il commento su un blog italiano (idem), o infine la dichiarazione di un politico italiano, più cretino che avete letto. Le segnalazioni dovranno però obbligatoriamente contenere una riga di spiegazione del perché l'articolo (o il post, o il commento, o la dichiarazione) è cretino. Infatti lo scopo del concorso NON è quello di farsi una bella risata! Le candidature per ciascuna categoria, con le relative spiegazioni, devono pervenire sul blog (precisamente, nella rubrica "Concorsi"); i voti, viceversa, se mai qualcuno volesse farli pervenire in incognito, possono anche essere inviati a lskarlkraus@gmail.com. Ma ricordate: quando segnalate un candidato, NON potete votarlo.
Commenti
Qualcosa mi dice che, qaundo avremo istituito anche il premio a squadre, Rep lo vincerà a mani basse.
Vabbè, Zucconi è il Jean Todt della stronzata, che ti aspetatvi?
A proposito di PIL, argomrnti carsico di questo blog, il Corriere della Sera qui:
link
scrive allegramente:
"Questo è almeno quanto emerge dalle valutazioni che guardano al futuro secondo le quali il Pil sarà in ribasso nel 2008 di quasi un punto percentuale."
Se non sbaglio se preso alla lettera sarebbe un caso di recessione abbastanza seria.....
Anonymous, in realtà , come notato da phastidio.net secondo il corsera, ed altri, il PIL si sarebbe dimezzato.
link
A questo punto, per quanto riguarda il premio della settimana direi che non c'è partita, a meno che la Carlucci non scriva qualcosa :-D
l'anoninmo ero io, quando ho letto l'articolo era già stato corretto il titolo, ma la frase che ho copiato era rimasta.
Adesso hanno corretto anche quella.
Tfrab, ma sarà mica il caso di avvertire phastidio.net che il PIL non è affatto uno stock, ma è un flusso?
Sennò candidiamo pure lui, categoria blog...
Mio saccente amico, la grandezza stock riguarda la ricchezza di uno Stato in un certo istante, quale è convenzionalmente l'anno. La grandezza flusso misura, invece, il tasso al quale una grandezza stock varia per unità di tempo. Di conseguenza, il pil prodotto in un anno è uno stock, la sua variazione è un flusso.
Ah, cioè l'anno è "un certo istante" (sia pure solo "convenzionalmente"), e il reddito (cioè il PIL) prodotto in un anno è uno stock, non un flusso come tutti credevano sino ad oggi?
Ma quante cose s'imparano...
Candido questo articolo di Repubblica: link
Sembra un volantino brigatista.
"il pil prodotto in un anno è uno stock, la sua variazione è un flusso".
E' come dire che se quest'anno nel po è passata la stessa identica quantità di acqua che è passata l'anno scorso allora quest'anno nel po non c'è stato flusso d'acqua.
Oppure, ancora più divertente, che se quest'anno è passata meno acqua dell'anno scorso allora il flusso è stato negativo ossia che che quest'anno l'acqua è andata dalla foce al fonte.
Scusate , dato che il pil è pari alla somma dei valori aggiunti ai prezzi di mercato delle varie branche di attività economica, aumentata dell'Iva e delle imposte indirette sulle importazioni, al netto dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente
misurati, (così è definito dall'ISTAT) e nella definizione non rientra assolutamente l'unità di tempo, non capisco come possa essere definito un flusso, (dato che non esiste nessuna definizione di flusso che non contenga al suo interno l'unità di tempo).
pietro, come sarebbe a dire che nella definizione non è compresa un'unità di tempo.
Che senso ha parlare di "somma dei valori aggiunti" senza indicare in quale periodo quei valori sono stati prodotti?
Peraltro, guarda qui: link
Il PIL è il prodotto (o il reddito) di un paese nel corso di un anno, Pietro. Vedi la voce Wikipedia, se non credi a me.
D'altronde un reddito "puntuale" o istantaneo non può esistere, proprio per definizione.
Toh, colico, siamo praticamente due gemelli... :))
per fare un paragone con il Po:
Mettiamo per ipotesi che il Po abbia una portata di acqua costante.
Il flusso di acqua del fiume in metri cubi orari rimane lo stasso anche se si cambia il periodo di riferimento, durante un mese o durante un ora il flusso è lo stesso.
La quantità di acqua passata è diversa se la si misura utilizzando un periodo di riferimento di un ora o di un mese.
Quindi se il PIL è un flusso il PIL giornaliero e il PIL annuo dovrebbero avere lo stesso valore.
Sbaglio?
E se sbaglio dove?
Certo che sbagli. Se il flusso è costante vuol dire che l'acqua di un mese è multipla di quella di un'ora (se X è l'acqua che scorre in un'ora e Y sono le ore in un mese, l'acqua che scorre in un mese è pari a X*Y).
Il PIL giornaliero e quello annuo hanno in effetti lo steso valore qualora tu introduca la stessa semplificazione che hai introdotto per il po: portata di acqua costante = reddito prodotto costante.
Così il flusso d'acqua sarà pari a x*365 metri cubi/anno (che equivale a x metricubi/giorno) ed il PIl sarà x*365 euro/anno (che equivale a x euro/giorno).
Puoi prendere come altro esempio il tuo reddito. Supponiamo che tu abbia ogni mese una entrata costante di X e una uscita costante di Y. Ne deriva che ogni mese il tuo reddito è di X-Y. Ma non ne deriva certo che il tuo reddito annuo è pari al tuo reddito mensile, no?
Ragazzi, se voi non aveste fatto scattare il riflesso pavloviano del bignami raginieristico (quello che definisce la ricchezza come stock ed il reddito come flusso da essa prodotto) vi sareste resi conto che, quando si parla di variazione del pil si parla di un flusso. Ergo, che il pil prodotto in un anno è uno stock. Sul paragone di colico con il Po stenderei un velo pietoso, visto che il suo esempio riproduce esattamente l'esempio della variazione di pil come flusso. Credo sarebbe il caso di studiare, anziché passare tempo cazzeggiando sui blog.
Colico dice:Il PIL giornaliero e quello annuo hanno in effetti lo stesso valore.
KK dice l'esatto opposto: mettetevi daccordo....
è una semplice questione di definizione: la quantità è un velore, il flusso è un valore/tempo.
Quando il pil sarà espresso in Euro/annui si potrà definire flusso, essendo espresso in euro è una quantità .
In effetti questo vale solo nelle scienze cosidette esatte, può darsi che in altri campi la cosa sia più soggettiva.
Ascolta woland, abbassa la scure e parla.
Io ho in mente queste definizioni:
le variabili di stock sono grandezze economiche che non si riferiscono ad un intervallo temporale (esempio: il capitale di una società ).
I flussi invece sono grandezze che misurabili in un certo lasso di tempo (esempio: il fatturato di una società ).
Ora, considerato che il PIL è reddito/tempo, mi spieghi come può essere uno stock?
Sicuro di aver bisogno tu di una studiatina?
Ma no, Pietro, ma che valore/tempo... Il PIL è un valore prodotto in una data unità di tempo, punto. Hai fatto talmente casino con l'acqua del Po che hai confuso anche Colico.
"Quando il pil sarà espresso in Euro/annui si potrà definire flusso, essendo espresso in euro è una quantità "
E' GIA' COSI'!!!!
Il PIL è proprio espresso proprio in euro/annui!
Ma poi, pietro, pensaci un attimo. Rileggi la definizione che postato tu (la somma di questo e di quello) e prova ad immaginare di doverlo calcolare tu il PIL.
Ti accorgerai che per fare la somma avrai bisogno necessariamente di definire un ambito temporale altrimenti non sai cosa sommare.
p.s. Se guardi bene la mia risposta e quella di kk sono identiche. Solo lui ha qualche difficoltà con la semplificazione delle frazioni :o))))
Se il PIL è reddito/tempo, perchè viene espresso in euro e non in euro/annui?
Quasiasi discorso che si voglia definire scientifico DEVE obbligatoriamente partire con una definizione esatta delle unità di misura.
Altrimenti è fuffa.
Lascia perdere Woland, Colico.
E' venuto qui a fare la sua sparata e ora se ne va, come prima Phastidio (uno che, dal suo canto, ha le idee tanto chiare che non distingue nemmeno tra reddito e ricchezza).
KK, pensaci.
Il pil è proprio reddito/tempo.
Per questa ragione (se consideriamo costante la produzione di rettito) dire PIL = 100 euro/mese è la stessa cosa che dire PIL = 1200/anno
Pietro, si trascura di precisare che il PIL è riferito all'anno perchè il PIL annuale è quello più usato.
In italiano si chiama "SOTTINTESO" :O)
Ma sì, Colico, ho capito.
E hai ragione, stavamo dicendo la stessa cosa...
(Quanto alle frazioni, ecco i lamentevoli risultati dell'aver fatto il Classico :-PPP)
Trovami una qualsiasi pubblicazione in cui il PIL sia espresso (come unità di misura) in Euro/annui, io non ne conosco.
L'Istat nelle sue statistiche scrive solo milioni di euro, non assolutamente milioni di euro/annui.
link
Forse REP può permettersi di dare come SOTTOINTESE le unità di misura corrette.
Ma non mi sembra il caso di mettersi a quel livello, le unità di misura nelle pubblicazioni scientifiche non sono MAI sottointese, altrimenti sarebbero caledari da barbieri.
Dai un'occhiata ai numeri nelle colonne della riga "Aggregati", in alto.
Hai un valore (in euro) per ciascuna colonna, che rappresenta quanto vale la produzione in quella colonna.
Insomma euro/colonna.
Pietro, stai scherzando vero?
Sto scherzando?
In un certo senso si, perchè so benissimo che in campi del sapere diversi i termini possono avere significati diversi, e quindi il PIL possa essere anche considerato dal punto di vista economico un flusso, però il dubbio che chi confonde le unità di misura e quando le pubblicazioni dell'istat lo esprimono chiaramente come quantità in euro, tira fuori l'idea che la precisione nelle definizioni sia cosa trascurabile sia paragonabile a Zucconi in fondo in fondo mi rimane.
Pietro l'ISTAT è un istituto serissimo che NON sbaglia (MAI!) le unità di misura.
Tanto che nella tabella che hai linkato le unità di misura sono espresse e corrette
Quindi il problema è semplice, in Fisica e in Economia il termine FLUSSO ha due significati incompatibili.
Purtroppo io ho studiato Fisica e non Economia e per me definire flusso una cosa che viene misurata come quantità è una castroneria.
Io dico che se l'Istat misura il PIL in EURO e colico dice che il pil si misura il euro/anno uno dei due sbaglia.
Ne dubito molto.
Voce inglese di Wikipedia:
"Economics, business, accounting, and related fields often distinguish between quantities which are stocks and those which are flows. A stock variable is measured at one specific time. It represents a quantity existing at a given point in time, which may have been accumulated in the past. A flow variable is measured over an interval of time. Therefore a flow would be measured per unit of time.
For example, U.S. nominal gross domestic product refers to a total number of dollars spent during a specific time period, such as a year. Therefore it is a flow variable. In contrast, the U.S. nominal capital stock is the total value, in dollars, of equipment, buildings, inventories, and other real assets in the U.S. economy"
Inoltre, questo passo dovrebbe aiutarti a riagganciare la nozione alle tue conoscenze scientifiche:
"Stocks and flows also have natural meanings in many contexts outside of business and its related fields. Thus stocks and flows are the basic building blocks of system dynamics models. Jay Forrester originally referred to them as "levels" (for stocks) and "rates" (for flows).
A stock (or "level variable") in this broader sense is some entity that is accumulated over time by inflows and/or depleted by outflows. Stocks can only be changed via flows. Mathematically a stock can be seen as an accumulation or integration of flows over time - with outflows subtracting from the stock. Stocks typically have a certain value at each moment of time - e.g. the number of population at a certain moment."
Ora devo scappare, ma insomma è un flusso e non so che farci.
Pietro, te lo scrivo per l'ultima volta.
L'ISTAT misura il PIL in euro/anno.
Nella tabella l'unità di misura del denominatore è espressa nella prima riga ove è indicato per ogni colonna l'anno (ANNO, ANNO, ANNO, ANNO, ANNO) a cui si riferisce la colonna stessa.
Non capisco come tu possa non vederlo...a meno che in fisica sia vietato indicare le unità di misura in cima al foglio.
Io non credo, ma se anche fosse così l'unica differenza sarebbe di ordine, come dire....ehm.....estetico.
Passavo di qua per caso, e mi son fermato a leggere la discussione. Scherzate, vero? Ditemi che scherzate per favore, che davvero questa discussione non e' fatta sul serio ma e' per cazzeggiare fra amici ed esibire le proprie capacita' retorico-polemiche. Abbracci a tutti, a quelli che han fatto il classico ed ai fisici in particolare.
dK(t)/dt = Y(t) - C(t) - (depr)K(t)
WIKI
Il Prodotto Interno Lordo (PIL), in inglese GDP (Gross Domestic Product), è il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale;
Accogliendo l'interpretazione suggerita (accolgo nella perfetta ignoranza -- entrambe le definizioni hanno un senso, e
in pratica contengono le stesse informazioni),
sostituisco PIL --> VELOCITA e
VALORE >>> DISTANZA
Ne esce
la VELOCITA e' la DISTANZA percorsa in un certo intervallo di tempo
(solitamente l'ora).
AHHHHRG. La distanza???
Riporto la definizione di WIKI di velocita
...la velocità è definita come la derivata della posizione nel tempo, ovvero il *tasso di cambiamento* dello spazio in funzione del tempo.
Se il PIL e' in realta il tasso di cambiamento (prendo atto),
allora la definizione data su WIKI (che non so se e' o meno
quella ufficiale) e' per lo meno ambigua.
Non e' una questione estetica.
A ma non pare ambigua.
Io, ormai, fatico a maneggiare la matematica però mi vengono le seguenti considerazioni.
Forse potremmo considerare il PIL come il tasso cambiamento della ricchezza di un paese ovvero la derivata della ricchezza nel tempo ossia il tasso di cambiamento della ricchezza.
Ho scritto cose ad altissimo rischio minchiata.
colico, le due definizioni producono le stesse informazioni,
e' questo che genera la confusione.
Il grafico del PIL (secondo WIKI) in funzione dell'anno
ti informa sul tasso di variazione ecc ecc.
Tuttavia, la velocita non e' una distanza (D), ma D/T.
Se scrivi (WIKI) che il PIL e' il valore lo definisci come
il numeratore (V), non come il rapporto (V/T).
Il che va benissimo, se sai che e' "prodotto in un anno".
Se pero intendevi in realta dire che il PIL =V/T,
definirlo come "il valore ..." (V)
e' (a dir poco) ambiguo.
Forse e' uso comune, ma ambiguo rimane.
Sfogliando il De Mauro-Paravia link ho capito che il problema alla fine del cazzeggio si riduce al fatto che effettivamente il termine flusso in fisica e in economia ha due definizioni diverse il che crea confusione negli incompetenti in campo economico, alla fine la conclusione potrebbe essere: il PIL è un flusso , ma viene misurato come un quantità , dato per scontato il periodo in cui viene misurato.
Questo non crea problemi per il tipo di utilizzo che se ne fa, ma per chi è abituato ad avere grossi problemi se non utilizza unità di misura corrette è effettivamente un problema estetico, perchè se preso alla lettera matematicamente porta a conclusioni sballate.
Se io vado a 60 Km/h per un ora o per 4 ore , non c'è alcuna differenza nel valore della mia velocità , è sempre 60 Km/h.
Se un PIL e di 100000 euro in un anno , in 4 anni sarà di 400000 euro, il valore misurato quindi cambia.
Il che è brutto.
Pietro: stai semplicemente facendo il confronto/analogia errato. Se invece di comparare il PIL prodotto per unita' di tempo alla velocita' ad un punto nel tempo lo compari alla distanza percorsa per unita' di tempo (nota il trucchetto, banale ma importante) tutto funziona.
In un mese produco 100 euro, ed in due mesi 200. In un'ora faccio 100 kilometri ed in due ore duecento. Ora e' meno brutto, no?
Infine, sulle derivate che ho messo ieri sera ed i commenti che ne hanno fatto seguito. Come la semplice equazione differenziale mostra il PIL per unita' di tempo [che ho chiamato Y(t), dove t indica il tempo] e' uguale al tasso di variazione massimo ottenibile della ricchezza [che e' K(t), quindi dK(t)/dt e' la sua derivata/variazione al tempo t]. Tale tasso di variazione massimo si ottiene quando tutto il PIL si accumula [sero consumo, ossia C(t)=0] e la ricchezza non si deprezza [(depr)=0]. In questo caso l'equazione diventa
dK(t)/dt = Y(t)
ossia il PIL per unita' di tempo e' la variazione della ricchezza (capitale) in quell'unita' di tempo. Il capitale (ricchezza) e' uno stock, il PIL e' un flusso e misura la variazione dello stock. Fine della fiera.
Baci e strucchi a tutti, in particolare a quelle del classico ed alle fisiche, per le quali ho un debole ...
non credo pietro (attendo smentite), se il PIL fosse di 100mila Euro/anno per 4 anni consecutivi avresti solamente quattro periodi con lo stesso PIL, poichè non esiste un PIL con un periodo di riferimento di 4 anni. Il PIL è il PIL, la velocità è la velocità , il tempo è il tempo, la velocità istantanea è la velocità istantanea, il periodo è un periodo, la potenza è potenza, il lavoro è il lavoro, etc etc etc.
inoltre, se osservassi un qualcosa tipo il PIL con un periodo di riferimento di quattro anni pari a 400mila euro, non saresti molto autorizzato a dire che il PIL (annuo, per ogni quattro anni del periodo di riferimento) è di 100mila euro. Ho sbagliato qualcosa? :o)
La domanda non è cosa è il PIL o come si misura, è semplicemente "perchè se il pil alla fine dei conti si misura in euro/anno poi viene espresso in euro?"
è solo un problema di analisi dimensionale.
link
Ma di cosa state parlando? De Mauro Paravia? Flusso in fisica? Problemi estetici?
Oggi da Pensatoio c'è un post link
che mi lascia perplesso.
Lasciamo anche stare roba come "uno dei peggio servi del capitale, Andrè Glucksmann", perché vabbè, sono i soliti guaiti da pechinese che dovrebbero convincere il passante ignaro che dietro il cancello c'è un feroce mastino a fare la guardia (ma temo che la vero malintenzionato non farebbero nessuna impressione).
Comincia dicendo che agli USA dei diritti umani "non frega niente", il che può essere vero o falso ma implica che a qualcun altro invece dei diritti umani freghi qualcosa (sennò è un'ovvietà , come dire che "Tizio non vuole morire di fame"); invece poi scrive che "Da parte nostra pensiamo che la politica dei diritti umani non possa essere neanche lontanamente separabile da una politica imperialista senza un livello di governo politico del mondo. E l'attuale Onu non dà nessuna garanzia in questo senso. Figurarsi Bush", vale a dire che ai diritti umani, per ora, non ci deve pensare nessuno. Ma allora che senso ha criticare gli USA perché non gliene frega niente dei diritti umani? (Anzi il non sequitur è ancora più grave: visto che oggi, senza un "livello di governo politico del mondo", una "politica dei diritti umani" è pensabile solo assieme ad una "politica imperialista", ne dovrebbe semmai seguire che solo gli USA, che la politica imperialista ce l'hanno, attualmente fanno una politica dei diritti umani).
Ma il vertice viene raggiunto più sotto: "Già personalmente mi sono pentito di aver approvato (anche all'interno del mio partito) la democratizzazione in Urss, soprattutto dopo aver visto che le cose non sono andate così bene come pensiamo": a parte che non si sa chi sarebbe a pensare che le cose nell'ex-Urss "sono andate così bene" (boh?), c'è da chiedersi chi all'epoca abbia mai chiesto non solo a Pensatoio, ma anche al suo partito, o se è per questo anche all'Italia, la sua "approvazione" per la democratizzazione dell'Urss. Sto cercando di immaginarmi la telefonata fra Gorbaciov e (il Primo Ministro italiano? il segretario del PCI? Pensatoio?) del tipo "Hello? Qui è Gorbaciov. Scusi il disturbo, La trattengo solo un attimo, non riattacchi! Volevo sapere se ci date il permesso di democratizzare l'Urss...", ma non ci riesco...
1) Glucksmann è una delle anime nere (assieme a Henri-Levy) tra gli intellettuali europei. Un guerrafondaio ed un'isterica al tempo stesso. Voltastomaco nella forma e nel contenuto.
Il fatto che fossero molto pubblicizzati su un giornale come "Gente" di Edilio Rusconi è poi la ciliegina sulla torta
2)Il fatto che ad un governo non freghi niente di una cosa non implica che ad un altro governo freghi qualcosa. Piuttosto gli Usa fanno una politica dei diritti umani per i loro fini imperialistici e generano danni maggiori di quelli per cui sono intervenuti (e i due di cui prima fanno da paggetti). Il fatto che si faccia una politica dei diritti umani non implica che a loro freghi qualcosa dei diritti umani. Anzi, essi usano le violazioni dei diritti umani di alcuni per i loro scopi imperialisti ed infliggono inutilmente sofferenze ad altri esseri umani.
3)Che ong, associazioni, individui facciano qualcosa per i diritti umani nel mondo è comprensibile e giusto (in una certa accezione) Che si debba lavorare per costruire istituzioni democratiche internazionali che si possano occupare concretamente di fatti del genere è doveroso. Che degli Stati si occupino di questo è una iattura perchè spesso è solo una preparazione alla guerra.
4)"approvare" solo in alcuni contesti vuol dire "autorizzare" "ratificare" "permettere"
Se avessi saputo che ci fosse stato un esito del genere avrei avuto una posizione politica diversa sul tentato golpe. Per quel che potesse contare. Tutto qui.
All'epoca ero convinto che la lotta per il comunismo fosse indissolubile da quella per i diritti umani. Adesso, dopo le guerre Usa, ne sono meno convinto.
Dopo aver letto questo
link
cosa si deve pensare?
Sia nel primo che nel secondo articolo si dice che la battaglia per i diritti umani va presa con le molle. Se infatti viene agitata dagli Stati prepara spesso situazioni peggiori di quelle a cui pone rimedio.
Ogni tanto mi piace segnalare anche persone coi fiocchi: link
Ho un candidato coi fiocchi: questo post di Lameduck
link
specialmente questo passo: "A me verrebbe da pensare che la ricchezza si crea solo dallo spostamento della proprietà di un bene da una mano ad un'altra e che i beni a disposizione, le risorse, il denaro, non sono inesauribili ma dati e finiti.
E' un togliere da una parte per aggiungere dall'altra e la parte che rimane vuota non si riempie di nuovo per miracolo. Chi si appropria della propria parte inevitabilmente priva gli altri della loro. E' come fare a fette una torta. Una volta fatte le parti la torta non c'è più, c'est fini.
Invece cosa vi vogliono far credere gli economisti liberisti? Che finita la torta che si sono mangiati i ricchi e i loro amici, magicamente la torta continuerà a dare fette e a darne all'infinito, basta dar loro il vostro voto e permettere che i loro amici si arricchiscano ancora di più." (ma anche la "discussione" - si fa per dire - merita).
KK se per caso ti sorprendo a dire che il "marxismo è superato dalla storia", quando il testo del Tizio ti dice che è stato sostituito, chez eux, dai 7 nani, allora:
Nu är det kokta fläsket stekt!
Non provarci nemmeno!
Tranquilla, F., non me lo sogno neanche!
:-))
Per la categoria Blog, candido anche questo post di Conteoliver:
link
specie questo passo: "E' facile imbattersi in qualcuno che non ha imparato neanche da adulto questa regola elementare. E molti altri, che pure la regola l'hanno imparata, non vanno tanto oltre: producono senza problemi interiori una adeguata quantità di rifiuti, poi li gettano nell'apposito contenitore e si dimenticano della loro esistenza, certi che arriverà qualcuno che li toglierà dalla loro vista".
Si tratta di un esempio quasi di scuola di puro e semplice bigottismo. Cambierebbe qualcosa se "producendo rifiuti" uno provasse "problemi interiori", o se dopo averli gettati nell'apposito cassonetto uno continuasse a ricordarsi "della loro esistenza"? Io direi proprio di no.
Sempre per la categoria Blog, segnalo questa lettera link
di tal Onorato che, lamentando la disattenzione che ha colpito un suo romanzo, trova modo di avvilupparsi in una congerie di castronerie sciocche e pretenziose (vedi in particolare questi brani: "In una pausa di lavoro il libro mi ha chiamato, e allora scorrendolo ho percepito nettamente la sensazione che da noi, in questo momento storico, produrre pensiero rischi di non contare nulla. O di essere un fatto del tutto secondario" e " Un amico mi ha fatto notare che è presunzione "presumere" appunto di poter fare un distinguo tra ciò che sarebbe valido da ciò che non lo è, dal momento che qualunque avvenimento, di qualunque natura esso sia, assuma in sé valore a partire dalla fruizione che se ne fa. Da questo punto di vista, per così dire, fenomenologico, di pura catalogazione di un comportamento, (direi persino antropologico), non si può più di tanto commiserare le orde di fruitori di Federico Moccia o quelli di Gigi D'Alessio, giudicando invece positivi e apprezzabili gli estimatori che so, di Gide in lettere o PJ Harvey in musica, giacché a nessuno è dato in assoluto catalogare come più utile ciò che sia di valore da ciò che non lo è. E' affascinante, non trovi?
Non fosse che per il semplice dato storico oggettivo che se ci fossimo solo nutriti di feuilleton e non ci fosse stato ad esempio anche de Sade, forse non avremmo avuto la rivoluzione francese, e molte delle conquiste dei diritti per una vita più dignitosa, nonché il riconoscimento delle potenzialità dell'individuo, sarebbero chimere ancora piuttosto lontane dall'essere riconosciute universalmente; di fatto poi sono tuttora lontane, ma almeno come concetti sono largamente diffusi.
Accettando e condividendo l'atteggiamento da spettatore televisivo che noto intorno a me e di cui mi sento di accusare buona parte dell'intellighenzia italica, (gli stessi per intenderci, o della stessa fatta di coloro che si lanciano in iperboliche analisi su testi e motivi presentati al Festival), perché mai faticare, correndo ogni rischio, per il miglioramento della nostra come dell'altrui vita, se ciò rimane alla fine dei conti un fatto del tutto trascurabile? Facilmente ignorato. Anni e anni di lavoro dimenticati in pochi mesi, e resi vani").
Ovvero: come fare un flop e ricavare dalla propria mediocrità tutta una mitologia della medicorità di una intera società e magari del mondo intero. Una roba da teen-ager in crisi già letta e vista migliaia di volte. E quei fessi di Vibrisse che gli danno pure retta...
Candido, sempre per la categoria Blog, questo post di Anellidifumo:
link
per i seguenti motivi:
1) sostenere che il fatto che gli omosessuali non possano sposarsi significa che "che una parte della popolazione non gode degli stessi diritti civili e fondamentali del 95% della popolazione" è una evidente idiozia;
2) sostenere che "l’eguaglianza dei diritti civili non esiste non solo per le persone Glbt ma, nella pratica, non c’è nemmeno per le donne, che a parità di livello lavorativo hanno in media un salario più basso di quello degli uomini" è un'altra assurdità (alla stessa stregua, e forse a maggior ragione, si potrebbe affermare che, siccome NON avranno mai lo stesso "livello lavorativo", gli operai non hanno gli stessi "diritti civili" dei manager, e i meno istruiti di quelli istruiti);
3) la acuta "analisi" (si fa per dire) della tattica di Veltroni ("Il PD di oggi è un esperimento che mira a perdere le elezioni (altrimenti si alleava con la Sinistra Arcobaleno, che ha subito tre scissioni alla sua sinistra pur di dare sangue al governo Prodi, e con il PS, oltre che con Di Pietro e i Radicali) in cambio dell'ottenimento del migliore risultato percentuale possibile. Dunque, l'obiettivo di Veltroni e soci è quello di perdere, di dare il pallino a Berlusconi nella speranza, al massimo, di essere poi chiamati da lui a una corresponsabilità di governo, che ai miei occhi pare più una chiamata di correo. Quindi Veltroni non mira a vincere le elezioni, né a farle perdere a Berlusconi. Veltroni mira a far sopravvivere il suo partito e a sopravvivere politicamente lui alla guida di esso"), che mi pare non meriti alcun commento;
4) la logica con cui scrive che "Tra poche ore si andrà a elezioni anticipate. Non sono, al contrario di quanto tutti vi hanno detto, elezioni di particolare importanza" per poi aggiungere, nel post successivo, che "L'Italia, dopo il 14 aprile, sarà governata dalla compagine più di destra dal 1945";
5) perché Nadine Gordimer e l'AIDS non c'entrano una minchia col post.
ah, ma anellidifumo è un uomo!
Vabbe', è un uomo, ma che c'entra? Il mio gatto ragiona molto meglio :-))
d'accordo, è che me l'ero figurato sempre donna, vai a capire perché.
ma il tuo gatto è maschio o femmina?!?
Il mio gatto è maschio, o meglio, lo è stato per qualche mese.
è giusto, ce lo devi avere un gatto, kk.
tutte le Entità hanno un gatto.
bene bene.
per la categoria Giornali, candido questo meraviglioso articolo di Rep sul caro prezzi alimentare:
link
specie per questo pezzo di squisita prosa nonsense, che dimostra chiaramente che a Rep, anche qusndo ci provano, non riescono proprio a capire ciò di cui parlano: "Da un rapporto presentato oggi sulle previsioni di produzione dei cereali, emerge che per i paesi africani a basso reddito con deficit alimentare la bolletta per tariffe e trasporto del petrolio aumenterà del 74% a causa dell'impennata dei prezzi dei cereali, delle tariffe dei trasporti e del petrolio" (sfido chiunque a spiegare cosa esattamente volesse dire l'articolista).