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Bartok: Musica per archi, percussioni e celesta - di Carla Dessy

Chi ha visto Shining di Stanley Kubrick[1] ricorderà forse una musica particolare, un’ipnotica ripetizione di una stessa nota (lo strumento è uno xilofono) a valori successivamente ridotti con effetto di cimbalon[2], seguita da glissandi e trilli dei timpani: si tratta della Musica per strumenti a corde, percussione e celesta (1936) di Béla Bartók (1881 -1945).
Vi è una netta cesura tra le composizioni bartokiane precedenti alla prima guerra mondiale e le successive, caratterizzate da una tensione emotiva continua comunicata da un impiego esasperato delle componenti timbriche e ritmiche. In proposito, si è parlato di processo di emancipazione del suono e di abbattimento della frontiera fra il suono e il rumore. Di certo, Bartók ha esplorato possibilità timbriche e ritmiche inattese, sperimentate con il quartetto d’archi (il complesso cameristico che aveva incarnato l’ideale della compostezza classica) oppure con ensembles strumentali in cui assume un ruolo prevalente la percussione, come nel caso della Musica per strumenti a corde, percussione e celesta, in cui il quartetto d’archi è raddoppiato. Viene esplorata la sonorità degli strumenti ad arco in tutta la sua gamma espressiva, utilizzando una gran varietà di colpi d’arco (pizzicato, martellato, a punta d’arco, sulla tastiera, sul ponticello, col legno) ed effetti come il glissando. L’opera ha una struttura formale piuttosto elaborata, quasi l’autore abbia voluto attuare un controllo rafforzato su quello che è l’aspetto più razionale della creazione sonora, la forma: lo sviluppo del tema è inserito in una struttura simmetrica complessa [3]Un aspetto immediatamente percettibile è l’immobilità quasi estatica dei movimenti lenti e la frenesia ritmica di quelli veloci. L’equilibrio è dato dalla presenza costante della percussione, che interviene in tempo o in controtempo e si inserisce come elemento che consente l’amalgama sonoro. E’ nel secondo movimento quel La ribattuto, ribattuto in modo irregolare, un ritmo quasi insicuro, a cui le percussioni ridanno (cercano di ridare) equilibrio. Il finale, con una grande varietà di ritmi e melodie,  è energico e vitale. Musica “all’avanguardia”, si potrebbe dire.
Quando i dischi in vinile misuravano trentuno centimetri di diametro, le copertine svolgevano un compito di mediazione culturale. Ricordo ancora il disco di Bernstein con la Musica per strumenti a corda, percussione e celesta di Béla Bartók, una registrazione del 1968. I loro nomi erano scritti con grafica trasgressiva, composta da frames bianchi, gialli e neri, come un televisore colpito da una scarica elettrica. Era chiaro che quel disco conteneva musica moderna, tosta, up to date.” (Oreste Bossini)


[1] La musica di Bartok è presente nelle sequenze in cui il bambino si aggira per l’albergo con il triciclo. Kubrick ebbe sempre la mano felice nella scelta della musica per i suoi film, quasi sempre musica di repertorio (tra le tante, mi piace ricordare la splendida colonna sonora di Barry Lyndon, dove si ripetono in vari momenti del film, tra gli altri, il motivo della Sarabanda tratta dalla Suite n. 4 in Re minore di Haendel, , riorchestrata da Leonard Rosenmann, e il trio di Schubert). In Shining sono utilizzate, con notevole originalità, composizioni di autori contemporanei: oltre alla musica di Bartòk, troviamo brani di Gyorgy Ligeti (1923 – 2006) e  Krzysztof Penderecki (1933)

[2] Lo strumento a corda tipico dell’Europa centro-orientale, particolarmente diffuso in Ungheria.

[3] L’Andante tranquillo con cui inizia il brano è una fuga a sei voci, con le varie entrate a distanza di una quinta superiore o inferiore dalla prima nota del tema.

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Commenti

La musica in Kubrick sarebbe un buon soggetto per un post, BB. Per es., sarebbe interessante capire come viene usata (per dire, a me non sembra che ci siano i Leitmotiv). E la funzione di certe scelte (ti ricordi, per es., quella pazzesca canzoncina, "I wanna marry a Lighthouse keeper" in Arancia Meccanica?).

Su Bartok, invece, mi piacerebbe una recensione di Mikrokosmos oppure del Castello di Barbablu.

KK | January 26, 2007 8:39 AM

kk, in arancia meccanica la canzone principe è "singing in the rain".. una delle più belle canzoni della storia, piazzata su una delle scene più violente della storia..

scelta di gran banalità, mi verrebbe da dire..

mato | January 26, 2007 3:55 PM

Beh, banale perché?

KK | January 26, 2007 3:58 PM

piccola premessa: trovo kubrik un abilissimo artigiano.. molto lontano da un c.d. maestro..

è chiaro che bisognerebbe distinguere i tempi, i momenti in cui una scelta è fatta, il perchè, il percome.. ma in una scena come quella di cui parliamo, piazzare una canzoncina gioiosa non mi sembra esattamente un punto di genio.. tutt'altro.. un'impressione mia, poco motivabile.. dico questo perchè ne ho sentiti e letti di commenti che incensano tale scelta e mi volevo portare un po' avanti..

(arancia meccanica non mi è piaciuto.. ma dò atto che kubrick ha tirato fuori dal buon malcolm un'interpretazione incredibile)

mato | January 26, 2007 4:05 PM

Bel post, Carla, per una musica che piace molto anche a me. Per fare ancora il saputello, ritengo che il più bravo a renderla sia Mravinsky, anche se temo abbia rimpolpato un po' gli archi.

Erasmo | January 26, 2007 4:26 PM

Ciao, Erasmo, benvenuto.
Giustamente saputello :-), io ho sentito solo la versione Karajan / Berliner (quella nello stesso disco con l'Apollon Musagète di Stravinskij ), quella Boulez / Chicago Symphony e Boulez / BBC Symphony.
Rimpolpato come organico, dici?

B.B. | January 26, 2007 4:41 PM

Sì, KK, la musica in Kubrick sarebbe un bel post, ci studio su. A differenza del degenere figliuolo io amo molto il regista Kubrick. E, come ho già detto, trovo che abbia sempre scelto musiche molto, molto belle. Originali, poco conosciute o utilizzate in contesti "strani", dimostra sempre una grande sensibilità musicale e una notevole conoscenza degli autori (come nel caso delle musiche di Shining, autori contemporanei, possiamo dire "di nicchia"). Per il resto, non si accettano richieste specifiche sui post, e che sono, un juke box? :-)

B.B. | January 26, 2007 5:08 PM

Magari fossi un juke-box, non avresti scritto così poche recensioni finora...
:-))

KK | January 26, 2007 5:13 PM

Continua così e diminuiranno ulteriormente :-)
Che credi, ho anche da lavorare, io...mica come qualcun altro :-P

B.B. | January 26, 2007 5:21 PM

(per tacer del fatto che i juke box senza pecunia tacciono..:-))

B.B. | January 26, 2007 5:22 PM

e dove la deve infilare, la pecunia?!?

mi gioco la seconda censura.
anzi, ormai l'ennesima...vero mato?

addb | January 26, 2007 5:34 PM

Bonum illud Publicum ergo, KaKe care, phonographum esse 'sine pecunia' puto.

Francesca | January 26, 2007 5:48 PM

Addobba! (sguardo severo, ditino alzato e tono ammonitore)

:-) (che ti devo dire, un po' c'hai ragione, in effetti è colpa mia, ho trascurato i lettori maliziosi :-))

B.B. | January 26, 2007 5:53 PM

Recte te dixisse credo, Franciscae.

KK | January 26, 2007 6:05 PM

Addb, che te possino...

Ma una delle tue belle recensioni quand'è che ce la fai?

KK | January 26, 2007 6:13 PM

vi recensisco il lohengrin, fatemici andare, mercoledì...
o forse intendevi le altre...

ho già promesso, ma sono compressa, fino all'otto, poi forse andrà meglio e parto con una raffica di recensioni.

addb | January 26, 2007 6:30 PM

Brava!
Se lo fai ti perdono tutto, anche certe battute.
:-)

KK | January 26, 2007 6:32 PM

addb, io non censuro.. io estinguo..

del resto nel mio blog non si fa critica della cultura ma cultura della critica..

(cazzo questa potevo giocarmela in un nuovo post)

mato | January 26, 2007 6:55 PM

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