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      <title>Karl Kraus</title>
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      <description>certaine gayeté d&apos;esprit conficte en mespris des choses fortuites</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2010</copyright>
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         <title>Petit instituteur</title>
         <description><![CDATA[<p>Ne ho incontrato uno. Non so se abbia il ritratto di Mao nella sua giberna, o quello di Lenin, ma vi dir&ograve;: gli auguro di <em>vincere</em>. Qui, in Francia, dovunque. Non &egrave; il genere di contestatore che brucia vetture: &egrave; il genere che ci mette il sudore, tutto il cuore e la vita. Il genere d&rsquo;uomini la cui passione illumina il mondo ben diversamente dalle foreste del Var incendiate&hellip;</p><p>Ventiquattr&rsquo;anni: un &ldquo;assistente tecnico&rdquo;. Ah! Parlatemi di questa &ldquo;sporca giovent&ugrave;&rdquo;, a cui &ldquo;manca una guerra&rdquo;! Io vorrei, piccolo insegnante, che lei tornasse a vivere in Francia e che diveniste uno di quelli che faranno ancora pi&ugrave; paura ai nostri vecchi granchi, facendo il bilancio di tutto ci&ograve; che, in cinquant&rsquo;anni di &ldquo;presente&rdquo;, <em>loro non hanno fatto</em>. Lei vive da solo in un clima dal quale la malaria, a quel che dicono le statistiche, non &egrave; stata &ldquo;mai eliminata&rdquo;: non c&rsquo;&egrave; che da farle una trasfusione. Che lei rifiuta di fare: significherebbe il rimpatrio. Lei ha una diarrea che la fa impallidire ogni dieci minuti. S&igrave;, lo so, Gossard passa una volta al mese, ma non strilla neanche pi&ugrave;, &egrave; della sua razza: non sar&agrave; lui a firmare l&rsquo;ordine di evacuazione. Gli obesi che non hanno mai messo piede fuori di Gibuti e del loro import-export, dicono che lei lo fa&hellip; &ldquo;per non fare il servizio militare&rdquo;. Ah! Cazzo, ecco che mi viene voglia di andare a bruciare una delle loro vetture, anche a me.</p>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 26 Jul 2010 21:30:09 +0100</pubDate>
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         <title>Cominciamo bene</title>
         <description><![CDATA[<p>A p. 2 del <a href="http://www.ibs.it/code/9788861593343/mattei-ugo/saccheggio-regime-legalita.html">libro</a> che sto leggendo trovo scritto:</p><p>&nbsp;</p><em>Nel corso di questo lavoro, il significato di ci&ograve; che si intende di solito con &lsquo;saccheggio&rsquo; verr&agrave; invece esteso ben oltre queste connotazioni, fino a comprendere una definizione di saccheggio come iniqua ripartizione di risorse comuni garantita dal diritto a favore dei forti e a danno dei deboli, come nel caso di un agricoltore che non ha pi&ugrave; alcun diritto &lsquo;legale&rsquo; a usare le sementi utilizzate per secoli dai suoi antenati. Baster&agrave; mettere in rapporto questa struttura giuridica con gli osceni profitti delle societ&agrave; multinazionali che oggi detengono i brevetti sulle sementi per riconoscere che si tratta di saccheggio promosso in regime di legalit&agrave;.<br /></em>]]></description>
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         <pubDate>Wed, 21 Jul 2010 06:04:11 +0100</pubDate>
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         <title>Problemi di comunicazione- (100 replica)</title>
         <description><![CDATA[Di fronte ad <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/5785">articoli</a> del genere uno si stanca anche solo di leggere. Si parte con &quot;<em>ma mica vorrete dirci che chi vota Berlusocni &egrave; un coglione, vero</em>?&quot; e si finisce con &quot;<em>bisogna trattare tutti gli elettori come se fossero coglioni</em>&quot;; si comincia con &quot;<em>&egrave; tutto un problema di linguaggio</em>&quot; e si finisce con &quot;<em>mah, il problema &egrave; che Bersani ha un approccio alla politica illuminista, antiquato</em>&quot;. Chiarirsi le idee prima, no, eh.]]></description>
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         <pubDate>Mon, 19 Jul 2010 16:01:52 +0100</pubDate>
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         <title>Buffonate assolute e relative</title>
         <description><![CDATA[<p>Questa&nbsp;non l'avevate ancora sentita, vero? </p><p><em style="color: #ff0000">non soltanto confonde <strong>il diritto</strong>, che &egrave; assoluto, con <strong>l&rsquo;esercizio del diritto</strong>, che deve essere forzatamente regolato</em></p><p>Ma solo perch&eacute; <a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2010/07/14/la-liberta-sono-me/">lui</a> non era ancora tornato dalle ferie.</p>]]></description>
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         <pubDate>Thu, 15 Jul 2010 17:55:26 +0100</pubDate>
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         <title>Che tristezza</title>
         <description><![CDATA[<p>Mediocrit&agrave;, vigliaccheria, luoghi comuni e ignoranza, e tutto nel <a href="http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/101851/documento_base_del_forum_agricoltura_alimentare_e_pesca_sugli_ogm">mio partito</a>.</p>]]></description>
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         <pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:21:11 +0100</pubDate>
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         <title>La verità secondo gli illuministi</title>
         <description><![CDATA[Prima di tutto domando: &egrave; lecito, nella ricerca della verit&agrave;, sfruttare a proprio vantaggio l'ignoranza del proprio avversario? So bene che nei procedimenti civili non sussiste la necessit&agrave; di fornire al proprio avversario prove contro se stessi, senza le quali egli perderebbe immediatamente la causa. Chi lo facesse, verrebbe ritenuto un pazzo furioso, smpre che non fosse certo di poter confutare nella maniera pi&ugrave; evidente qualunque prova. E perch&eacute; questo? Perch&eacute; la sua perdita &egrave; necessariamente legata al guadagno dell'altro; e perch&eacute; da un giudice non si pu&ograve; pretendere altro se non che con la sua sentenza egli si schieri con quella parte che <em>sembra</em> avere dalla sua il maggior diritto.&nbsp;]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/archives/2010/07/la_verita_secondo_gli_illumini.php</link>
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         <pubDate>Mon, 12 Jul 2010 15:54:08 +0100</pubDate>
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         <title>Follie</title>
         <description><![CDATA[<span><p>Un commento a <a href="http://economistsview.typepad.com/economistsview/2010/07/the-obama-shock-hypothesis-seems-ridiculous.html">questo post</a> mi sembra molto divertente:&nbsp;</p><p style="color: #3300ff">So let me get this straight. There are economists, professional economists, NOBEL-PRIZE WINNING ECONOMISTS, who actually think that beginning in 2008, large groups of people decided to stop working because they were afraid that in 2009 or later their taxes would be raised? And, now this is speculative, I'm guessing many of these same economists subscribe to the theory that the '82 recession was due to people not working because they knew taxes would be lower in 1983, so they'd start working then. But now, rather than working MORE in 2008 in anticipation of higher taxes in 2009 and beyond, the theory is people worked LESS at lower tax rates because they were afraid of the higher tax rates in a later year?</p></span>]]></description>
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         <pubDate>Fri, 09 Jul 2010 10:52:12 +0100</pubDate>
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         <title>Ecologia, destra e sinistra</title>
         <description><![CDATA[Nella misura stessa in cui intende rompere con ogni forma di devastazione della natura e di fuga in avanti nel produttivismo, l'ecologismo implica una rottura radicale con l'ideologia dei Lumi, ossia l'ideologia della modernit&agrave;, il cui motore &egrave; stata la credenza nel progresso, la volont&agrave; di imposizione del mondo e tutta quella tradizione che, malgrado i suoi contrasti, proclama in diversi modi che la biosfera&nbsp;non ha alcun valore in s&eacute;, o che ne acquista uno solo dopo essere stata artificialmente trasformata da un'umanit&agrave; desiderosa di farne lo strumento della sua potenza e della sua felicit&agrave;.&nbsp;]]></description>
         <link>http://karlkraus.urbiloquio.com/archives/2010/07/ecologia_destra_e_sinistra.php</link>
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         <pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:54:15 +0100</pubDate>
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         <title>La verità</title>
         <description><![CDATA[<p>- Sai, nei giorni che il nostro popolo doveva lavorare come un dannato per strappare un punto d'appoggio a questa terra, era una buona vita. Ma poi c'&egrave; entrata in testa quest'idea che una volta che abbiamo preso il comando dobbiamo cominciare a preparare progetti e sistemi&nbsp;per il futuro. E adesso guarda&nbsp;che casino. E' tutto Sistema e niente Dio. Prima o poi la gente comincia a credere nel proprio modo di vita come un assoluto: immutabile, fondamentale, una precondizione. L'ho visto coi miei occhi in Germania durante gli anni Trenta. Un'intera nazione a correre appresso all'Idea, come i porci di Gadara. <em>Sieg heil, sieg heil</em>. Mi tiene sveglio la notte. Voglio dire, me ne sono andato di l&igrave; nel Trentotto perch&eacute; non potevo pi&ugrave; sopportarlo. E adesso lo vedo succedere nel mio stesso paese, passo dopo passo. Terribilmente prevedibile. Questa malattia delle Grandi Astrazioni. Dobbiamo tornare indietro a ci&ograve; che &egrave; fisico, alla carne e alle ossa e alla terra. La verit&agrave; non &egrave; caduta gi&ugrave; dal cielo sotto forma di una parola: va in giro mezza nuda.&nbsp; O se dobbiamo parlarne in termini di parole, allora &egrave; la parola di un dannato balbuziente come Mos&egrave;. Ciascuno di noi balbetta e sputacchia il suo pezzo di verit&agrave;.</p><p>(A.BRINK, <em><u>A Dry White Season</u></em>, [1979], London, Vintage, 2000, p. 187)</p>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 28 Jun 2010 14:22:19 +0100</pubDate>
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         <title>Antiborghesi di destra</title>
         <description><![CDATA[Nel corso della sua storia, la borghesia &egrave; stata criticata dall'alto e dal basso: dall'aristocrazia&nbsp; e dal popolo. Questa convergenza di critiche, peraltro di diverso segno, &egrave; significativa (...) Nel sistema trifunzionale delle origini, la borghesia, intesa in senso stretto, non corrisponde ad alcun referente. Certo, essa pare collegarsi alla terza funzione, la funzione economica, quella del popolo produttore, ma ne &egrave; solo un'escrescenza mercantile che, costituendosi al di fuori del sistema tripartito, si dilata progressivamente fino a sconquassare completamente tale sistema ed invadere la societ&agrave; nella sua totalit&agrave;: la storia degli ultimi otto o dieci secoli &egrave; la storia del modo in cui la borghesie, che all'inizio non era niente, ha finito col diventare tutto. ]]></description>
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         <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:17:17 +0100</pubDate>
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         <title>Polis e tragedia</title>
         <description><![CDATA[<p>L'aria di amarezza, il desiderio di evasione che trapelano in certi momenti dell'opera di Euripide sono fatti comprensibilissimi nell'atmosfera della fine della guerr del Peloponneso. (...) La vita nella citt&agrave; si trascina stancamente (...)</p><p>In una simile atmosfera, il teatro diviene sempre pi&ugrave; opera di letterati, rivolta a un pubblico di curiosi. Ma l'esistenza del genere era da sempre legata alla partecipazione collettiva, ad una manifestazione nazionale e religiosa ad un tempo.</p>]]></description>
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         <pubDate>Wed, 23 Jun 2010 11:23:42 +0100</pubDate>
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         <title>Nobiltà tragica</title>
         <description><![CDATA[<p>Si spiega cos&igrave; un'altra osservazione di Aristotele sui caratteri tragici, che sembra di primo acchito ingenua e sconcertante: si tratta di quella in cui egli individua come primo loro reqisito che &quot;essi siano nobili&quot; (...) Lo si direbbe un modo troppo elementare di descrivere il fascino dell'eroismo. Eppure &egrave; proprio di questo che si tratta. L'eroismo, effettivamente, suscita la simpatia, causa, a sua volta, di piet&agrave; e di terrore; e l'eroismo fa s&igrave; che lo spettacolo tragico, pur suscitando il sentimento di piet&agrave; e di terrore, rimanga forte, stimolante, esaltante. Questa fede nell'uomo, che illumina dall'interno tutte le tragedie, anche le pi&ugrave; cupe, corrisponde allo spirito greco del V secolo a.C.</p><p>(J.de ROMILLY, <em><u>La tragedia greca</u></em>, Bologn, 2009, p. 156)</p>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:31:52 +0100</pubDate>
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         <title>Antigoni moderne - (2)</title>
         <description><![CDATA[<p>Quieto, ostinato, mentre i ragazzi continuavano a gridare dietro l'alto muro bianco dei vicini, egli ripet&eacute;, come se le parole si fossero fissate dentro di lui: &quot;Se fossi stato io, tutto bene. Ma &egrave; mio figlio e io devo sapere. Non posso fermarmi finch&eacute; non avr&ograve; saputo cosa gli &egrave; successo e dove lo hanno seppellito. Il suo corpo mi appartiene. E' il corpo di mio figlio&quot;.</p><p>(A.BRINK, <em><u>A Dry White Season</u></em>, [1979], London, Vintage, 2000, p. 49)&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>Sat, 19 Jun 2010 15:53:15 +0100</pubDate>
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         <title>Antichi rimedi</title>
         <description><![CDATA[Quando, per una qualsiasi ragione, le richieste sui generi alimentari disponibili, sul tesoro pubblico e sui contributi dei ricchi attraverso istituzioni come il sistema delle liturgie, superavano di molto le risorse pubbliche, il mondo antico poteva reagire solo in due modi: il primo era ridurre la popolazione spedendone via una parte; il secondo era procurarsi mezzi addizionali dall'esterno, sotto forma di bottini e tributi. Entrambi, come ho gi&agrave; detto, erano palliativi, non soluzioni.]]></description>
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         <pubDate>Fri, 18 Jun 2010 11:45:52 +0100</pubDate>
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         <title>Polanyi letto da Braudel - (2)</title>
         <description><![CDATA[Storicamente, bisogna parlare, a parer mio, di economia di mercato da quando vi &egrave; fluttuazione dei prezzi fra i mercati di una certa zona, un fenomeno tanto pi&ugrave; caratteristico in quanto si verifica attraverso giurisdizioni e sovranit&agrave; diverse. In tal senso, esiste economia di mercato assai prima dei secoli XIX e XX (...) Fin dall'antichit&agrave; i prezzi oscillano: nel seoclo XIIII oscillano gi&agrave; nel loro insieme attraverso l'Europa. In seguito l'unisono andr&agrave; precisandosi con eccezioni sempre pi&ugrave; limitate: perfino i minuscoli borghi del Faucigny, nella Savoia del Settecento, un paese d'alta montagna poco propizio ai collegamenti, vedono i prezzi oscillare, da una settimana all'altra, su tutti i mercati della regione, secondo i raccolti e i bisogni, ossia secondo l'offerta e la domanda.]]></description>
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         <pubDate>Thu, 17 Jun 2010 01:28:36 +0100</pubDate>
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