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    <title>Karl Kraus</title>
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    <updated>2013-06-16T09:42:43Z</updated>
    <subtitle>certaine gayeté d&apos;esprit conficte en mespris des choses fortuites</subtitle>
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    <title>Mezzanino e primo piano</title>
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    <published>2013-06-16T09:16:49Z</published>
    <updated>2013-06-16T09:42:43Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Secondo Marmontel, Quesnay &ldquo;abitava in un alloggetto al mezzanino sopra Madame de Pompadour e da mattino a sera non si occupava d&rsquo;altro che di economia agricola&rdquo;. In un passo molto interessante, che per sfortuna non trova conferma in altri memorialisti...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>Secondo Marmontel, Quesnay &ldquo;abitava in un alloggetto al mezzanino sopra Madame de Pompadour e da mattino a sera non si occupava d&rsquo;altro che di economia agricola&rdquo;. In un passo molto interessante, che per sfortuna non trova conferma in altri memorialisti dell&rsquo;epoca, Marmontel continu&ograve;: &ldquo;Sotto di noi essi decidevano della pace e della guerra, <span>&nbsp;</span>stabilivano la scelta dei generali e l&rsquo;esonero dei ministri, mentre noi, al mezzanino, discutevamo di agricoltura, calcolavamo il prodotto netto e pranzavamo allegramente con Diderot, d&rsquo;Alembert, Duclos, Helv&eacute;tius, Turgot, Buffon; e madame de Pompadour non riuscendo a far scendere nel suo <em>salon</em> quella schiera di filosofi, saliva lei stessa a trovarli e a chiacchierare con loro&rdquo;.</p><p>(A.M. WILSON, <em><u>Diderot: gli anni decisivi</u></em>, Milano, 1971, p. 192)</p>]]>
        
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    <title>La copia e l&apos;originale</title>
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    <published>2013-06-09T19:03:45Z</published>
    <updated>2013-06-09T19:04:15Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Un giorno alcuni scienziati svedesi scoprirono che le coste del Baltico avevano subito qualche modificazione. I teologhi di Stoccolma presentarono &nbsp;immediatamente al governo una protesta affinch&egrave; questa osservazione degli scienziati, non essendo in accordo con la Genesi, venisse condannata. Ad...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>Un giorno alcuni scienziati svedesi scoprirono che le coste del Baltico avevano subito qualche modificazione. I teologhi di Stoccolma presentarono <span>&nbsp;</span>immediatamente al governo una protesta affinch&egrave; questa osservazione degli scienziati, non essendo in accordo con la Genesi, venisse condannata. Ad essi fu risposto che Dio aveva fatto sia le coste del Baltico che la Genesi e che, se esisteva un contrasto tra le due opere, l&rsquo;errore doveva essere<span>&nbsp; </span>senz&rsquo;altro nella copia che noi abbiamo del libro <span>&nbsp;</span>piuttosto che nel Mar Baltico di cui possediamo l&rsquo;originale.</p><p>(A.M.WILSON, <em><u>Diderot: Gli anni decisivi</u></em>, Milano, 1971, p. 150-151)</p>]]>
        
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    <title>Il mondo fino a ieri</title>
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    <published>2013-06-09T18:50:12Z</published>
    <updated>2013-06-09T18:58:09Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[J.DIAMOND, The World until Yesterday, London, Allen Lane, 2012 L&rsquo;ultimo libro di Diamond, bench&eacute; non sia dello stesso valore di Guns, Germs, and Steel, &egrave; senz&rsquo;altro assai migliore di Collasso. Vale quindi la pena. Si tratta di una lunga panoramica...]]></summary>
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            <category term="Antropologia" />
    
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        <![CDATA[<span>J.DIAMOND, <em><u>The World until Yesterday</u></em>, London, Allen Lane, 2012 <br /></span><p>L&rsquo;ultimo libro di Diamond, bench&eacute; non sia dello stesso valore di <em>Guns, Germs, and Steel</em>, &egrave; senz&rsquo;altro assai migliore di <em>Collasso</em>. Vale quindi la pena. Si tratta di una lunga panoramica delle differenze tra le societ&agrave; primitive e le societ&agrave; moderne (effettuata in prevalenza tramite i ricordi di prima mano della lunga carriera di antropologo culturale dell&rsquo;autore, specie in Nuova Guinea) in alcuni settori specifici (amici e nemici, commercio, risoluzione dei conflitti, guerre, <span>&nbsp;</span>allevamento dei bambini, atteggiamento verso i vecchi, atteggiamento verso il pericolo, alimentazione). E&rsquo; una specie di confronto da cui si deduce che, bench&eacute; nel complesso i vantaggi della civilt&agrave; moderna siano indubbi, vi sono per&ograve; degli specifici aspetti delle civilt&agrave; premoderne che faremmo bene ad imitare: l&rsquo;auspicio di Diamond, quindi, non &egrave; di buttare a mare i benefici della civilt&agrave; moderna, ma di integrare, nella misura del possibile, alcuni aspetti delle civilt&agrave; precedenti nella nostra. <span>&nbsp;</span>Chi si aspettava una versione &ldquo;presentabile&rdquo; dei deliri dei neoprimitivisti (magari alla luce di <em>Collasso</em>, o del <span>&nbsp;</span>lamentevole saggetto di Diamond sulla nascita dell&rsquo;agricoltura di qualche anno fa) &egrave; dunque servito. La cosa pi&ugrave; importante, poi, &egrave; che questo auspicio si accompagna in Diamond alla consapevolezza che ogni cambiamento del genere non potr&agrave; essere prodotto se non dalle pratiche collettive, quindi dalla politica: anche questo non potr&agrave; non deludere i molti decrescenti o neoprimitivisti che non hanno ancora capito come sia impossibile procedere a cambiamenti della struttura sociale solo mediante la &lsquo;conversione&rsquo; o lo stile di vita individuale. Il tutto, condito da una quantit&agrave; impressionante di notizie che spaziano dalla biologia all&rsquo;antropologia, che ne fanno una lettura istruttiva e divertente, nonostante (o forse anche grazie) la notevole mole.</p><p>Il libro &egrave; stato appena tradotto da Einaudi. A proposito, hanno appena tradotto (per Bollati Boringhieri, anche il meraviglioso romanzo di Spufford sull&rsquo;Unione Sovietica (si intitola <em>L&rsquo;ultima favola russa</em>): chi non l&rsquo;avesse ancora letto, far&agrave; bene a procurarselo.</p>]]>
        
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    <title>Vietato fare miracoli</title>
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    <published>2013-06-02T16:36:35Z</published>
    <updated>2013-06-02T17:40:17Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Dal 1728 al 1732 il cimitero della parrocchia di Saint-M&eacute;deard fu teatro di alcune guarigioni ritenute miracolose che avvennero sulla tomba di un certo diacono Paris. Costui era stato un giansenista, e i suoi compagni di setta, felici di aver...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>Dal 1728 al 1732 il cimitero della parrocchia di Saint-M&eacute;deard fu teatro di alcune guarigioni ritenute miracolose che avvennero sulla tomba di un certo diacono Paris. Costui era stato un giansenista, e i suoi compagni di setta, felici di aver scoperto fra loro un santo (visto che i giansenisti non ne avevano molti) non persero l'occasione per divulgare la notizia di questi poteri taumaturgici. Di conseguenza, un'enome folla si rivers&ograve; sul posto, dando luogo ad un crescendo di frenesia e di isterismo religioso. Era l'epoca dei convulsionnaires. Il governo, che non nutriva eccessive simaptie n&eacute; per i miracoli giansenisti n&eacute; per i giansenisti stessi, chiuse il cimitero, e ci fu uno spiritoso che affise al cancello un avviso: &quot;Per ordine del re, &egrave; vietato a Dio di compiere miracoli in questo luogo&quot;.</p><p>(A.M.WILSON, <em><u>Diderot: gli anni decisivi</u></em>, Milano, 1971, p. 62)</p>]]>
        
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    <title>Non sembra Tocqueville?</title>
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    <published>2013-05-25T18:42:36Z</published>
    <updated>2013-05-25T18:45:16Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Una delle pi&ugrave; grandi sventure che possano capitare a una nazione, sarebbero due o tre regni di un potere giusto, dolce, illuminato, ma arbitrario: la felicit&agrave; condurrebbe i popoli alla dimenticanza completa dei loro diritti e alla pi&ugrave; perfetta schiavit&ugrave;.(D.DIDEROT,...]]></summary>
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            <category term="Elementi di liberalismo per principianti" />
    
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        <![CDATA[<p>Una delle pi&ugrave; grandi sventure che possano capitare a una nazione, sarebbero due o tre regni di un potere giusto, dolce, illuminato, ma arbitrario: la felicit&agrave; condurrebbe i popoli alla dimenticanza completa dei loro diritti e alla pi&ugrave; perfetta schiavit&ugrave;.</p><p>(D.DIDEROT, <em>Confutazione di Helv&eacute;tius</em>, in Id., <u>Potere politico e libert&agrave; di stampa</u>, Roma, 1966, p. 154)&nbsp;</p>]]>
        
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    <title>Siamo noi la società civile</title>
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    <published>2013-05-19T23:05:47Z</published>
    <updated>2013-05-19T23:24:35Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Credo di poter dire che l'Italia dell'ultimo ventennio ha abusato di quest'espressione sofisticata (&quot;societ&agrave; civile&quot;) facendone una &quot;formula rituale&quot; intesa a &quot;curare tutti i mali del nostro vivere sociale&quot;, faziosamente inglobando (noi siamo la societ&agrave; civile cio&egrave; l'insieme delle persone...]]></summary>
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            <category term="La Reazione" />
    
    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://karlkraus.urbiloquio.com/">
        <![CDATA[<p>Credo di poter dire che l'Italia dell'ultimo ventennio ha abusato di quest'espressione sofisticata (&quot;societ&agrave; civile&quot;) facendone una &quot;formula rituale&quot; intesa a &quot;curare tutti i mali del nostro vivere sociale&quot;, faziosamente inglobando (noi siamo la societ&agrave; civile cio&egrave; l'insieme delle persone perbene) e faziosamente escludendo (noi siamo la societ&agrave; civile e voi invece no). E' il mecanismo di sempre di nazionalismi e populismi che mai si risolvono ad ammettere di essere parte tra le altre, perch&eacute; si pensano come totalit&agrave;;e non vedono la ragione per cui le altre parti, i partiti, debbano esistere.</p><p>(S.LUPO, <em><u>Antipartiti</u></em>, Roma, 2013, p. 7)</p>]]>
        
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    <title>Esperimenti mentali (1)</title>
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    <published>2013-05-11T19:11:20Z</published>
    <updated>2013-05-11T19:22:14Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[&quot;Una mattina vi svegliate distesi al fianco di un violinista privo di conoscenza, un violinista molto famoso. Gli &egrave; stata diagnosticata una grave insufficienza renale, la societ&agrave; dei musicofili ha consultato tutti gli archivi disponibili e ha scoperto che siete...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>&quot;Una mattina vi svegliate distesi al fianco di un violinista privo di conoscenza, un violinista molto famoso. Gli &egrave; stata diagnosticata una grave insufficienza renale, la societ&agrave; dei musicofili ha consultato tutti gli archivi disponibili e ha scoperto che siete gli unici a possedere il tipo di sangue adatto per la trasfusione. Vi hanno rapito, e la notte precedente il sistema circolatorio del violinista &egrave; stato collegato al vostro, in modo che i vostri reni possano depurare il suo sangue, cos&igrave; come fanno col vostro. Il direttore dell'ospedale dice ora: &quot;Guardi, siamo spiacenti che la societ&agrave; dei musicofili le abbia fatto questo - non l'avremmo mai permessos e l'avessimo saputo. Tuttavia l'hanno fatto e ora il violinista &egrave; collegato al suo corpo. Staccarsi vorrebbe dire ucciderlo. ma non c'&egrave; da preoccuparsi, &egrave; solo per nove mesi. Per allora sar&agrave; guarito dalla sua insufficienza, e potr&agrave; essere staccato senza pericolo.&quot;</p><p>(J.Thomson, cit. in G. FORNERO, <em><u>Bioetica cattolica e bioetica laica</u></em>, Milano, 2009, p. 243-244)</p>]]>
        
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    <title>Chi vi ricorda?</title>
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    <published>2013-05-07T22:51:39Z</published>
    <updated>2013-05-07T22:55:06Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[I comunisti, stando al loro leader, avrebbero dovuto cercare l'accordo anche se&nbsp; &quot;i partiti e le forze di sinistra&quot;&nbsp; fossero riusciti &quot;a raggiungere&nbsp;il 51% dei voti&quot;.(E.BERLINGUER, Riflessioni sull'Italia dopo i fatti del Cile, 1973, cit. in S.LUPO, Antipartiti, Roma, 2013,...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>I comunisti, stando al loro leader, avrebbero dovuto cercare l'accordo anche se&nbsp; &quot;<em>i partiti e le forze di sinistra</em>&quot;&nbsp; fossero riusciti &quot;<em>a raggiungere&nbsp;il 51% dei voti</em>&quot;.</p><p>(E.BERLINGUER, <em>Riflessioni sull'Italia dopo i fatti del Cile</em>, 1973, cit. in S.LUPO, <em><u>Antipartiti</u></em>, Roma, 2013, p. 95)&nbsp;</p>]]>
        
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    <title>Quante se ne leggono</title>
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    <published>2013-04-28T18:11:03Z</published>
    <updated>2013-04-28T18:19:45Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Questa l'ho letta oggi su Friendfeed: L'illuminismo in toto &egrave; un fenomeno storico di destra, pur con ovvie differenze interne (Voltaire era indubbiamente pi&ugrave; di destra di Rousseau). Parlo di destra, con un ovvio anacronismo, perch&eacute; l'illuminismo tendeva a creare...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>Questa l'ho letta oggi su Friendfeed: </p><p class="cbody" style="color: #660000"><span><em>L'illuminismo in toto &egrave; un fenomeno storico di destra, pur con ovvie differenze interne (Voltaire era indubbiamente pi&ugrave; di destra di Rousseau). Parlo di destra, con un ovvio anacronismo, perch&eacute; l'illuminismo tendeva a creare e ha contribuito a creare una societ&agrave; di massa ma disgregata, a mio modo di vedere caratterizzata da classismo - sia nel suo sviluppo protoliberale che in quello assolutista - e individualismo (per questo parlo di destra), al posto di una precedente societ&agrave; pi&ugrave; comunitaria e gerarchica. Invece la sua preferenza per la monarchia illuminata pu&ograve; farne un supporter dello stato-nazione, in quel momento unica monarchia possibile, soprattutto se ci mettiamo anche la polemica con la Chiesa Cattolica che &egrave;, da Westfalia in poi, l'unica forza che si oppone alla chiusura nazionale e che mantiene la vecchia concezione universalistica &quot;medievale&quot;. Ovviamente &egrave; verissimo che il movimento nazionale e presto nazionalista della Storia - di nuovo, anche per responsabilit&agrave; illuministiche - era gi&agrave; iniziato da un po'; ma mi pare che il nostro ci si trovasse molto bene. Infine, gli rinfaccerei anche una certa almeno parziale simpatia per le nazioni calviniste, che sono storicamente e anche filosoficamente il cuore del mondo in cui viviamo oggi (che, spero siate d'accordo, &egrave; una sorta di globalizzazione protestante e liberale)</em></span></p>]]>
        <![CDATA[Lasciate perdere i giudizi idioti; ma &egrave; senz'altro notevole l'idea che una &quot;societ&agrave; di massa ma disgregata&quot; e il &quot;classismo&quot; possano essere stati creati da una filosofia, che queste filosofia (l'Illuminismo) abbia creato non tanto l'individualismo moderno (che ci pu&ograve; anche stare) ma il nazionalismo, e che la Chiesa moderna (ovunque, la principale alleata del Trono) mantenesse la &quot;vecchia concezione universalistica medievale&quot; in contrapposizione all'Illuminismo. Non si sa da dove incominciare. Nemmeno il sermone odierno di Sua Barba Scalfari su Rep (che pure si segnala, oltre che per l'abituale vacua presunzione, anche per alcuni giudizi che sarebbe eufemistico definire strambi, tipo quando sostiene che Krugman avrebbe sostenuto che l'economia deve lasciare il passo alla politica) &egrave; lontanamente all'altezza di questo pasticcio.]]>
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    <title>Addio e grazie</title>
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    <published>2013-04-21T18:09:09Z</published>
    <updated>2013-04-21T18:15:12Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Dopo la orripilante gestione dei tre giorni di elezioni del Presidente della Repubblica, che hanno condotto alle dimissioni di Bersani, una conclusione molto pi&ugrave; grave si impone: il PD &egrave; giunto alla fine. O almeno, il PD come lo abbiamo...]]></summary>
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    <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://karlkraus.urbiloquio.com/">
        <![CDATA[<span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Garamond','serif'">Dopo la orripilante gestione dei tre giorni di elezioni del Presidente della Repubblica, che hanno condotto alle dimissioni di Bersani, una conclusione molto pi&ugrave; grave si impone: il PD &egrave; giunto alla fine. O almeno, il PD come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.<p>&nbsp;</p></span><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Garamond','serif'">La ragione non consiste nel fatto che l&rsquo;ondivaghezza delle scelte tattiche, nelle suddette tre giornate, &egrave; stata tale da scoraggiare i militanti e allontanare i simpatizzanti, e insomma ridurre le residue possibilit&agrave; del PD alle prossime elezioni. Il fatto &egrave; che le elezioni scorse, che da un lato hanno consegnato al PD un ruolo illusoriamente pivotale in Parlamento, ma dall&rsquo;altro gli hanno imposto di trovare un accordo o con il diavolo (Berlusconi) o con l&rsquo;acqua santa (Grillo), hanno messo a nudo la vera debolezza del PD, a cui finora non si era data sufficiente importanza per due ragioni.<p>&nbsp;</p></span>]]>
        <![CDATA[<span>La debolezza &egrave; che un partito che non ha strategie di alleanze, ed anzi la cui base &egrave; subito pronta a indignarsi e a strillare all&rsquo;inciucio non appena ci si azzarda a parlare con gli avversari di una cosa qualunque, &egrave; un partito che non merita pi&ugrave; di chiamarsi cos&igrave; perch&eacute; ha sostanzialmente rinunciato a fare politica. Perch&eacute; la politica, piaccia o meno ai grillini, ai girotondari, a quelli di Repubblica e di MicroMega, e ahim&eacute; anche a una larghissima fetta degli elettori del PD, &egrave; fatta di accordi, trattative e compromessi. Quindi il PD era ormai un &lsquo;partito&rsquo; solo nella misura in cui riuscisse, in un modo o in un altro, ad ottenere nelle urne una maggioranza tale da poter fare quel che gli pareva<span>&nbsp; </span>senza bisogno di parlare con gli avversari. E in effetti, se ci pensate, da quand&rsquo;&egrave; che il PD riesce a fare qualcosa d&rsquo;accordo con il centrodestra? La Bicamerale, sappiamo com&rsquo;&egrave; finita; e da allora, tutte le scelte pi&ugrave; importanti, o le ha fatte il centrodestra da solo, o il centrosinistra da solo. Il problema &egrave; che questa non &egrave; politica, questo &egrave; spettacolo, e un partito che non sa fare politica non &egrave; un partito.<br /></span><span>Da cosa deriva questa incapacit&agrave;? Molti direbbero, e di fatto dicono da tempo, che dipende dal fatto che nel PD ci sono troppe anime diverse e inconciliabili. In parte &egrave; senz&rsquo;altro vero. Ma va anche detto che il dialogo non fa mai male, anzi dovrebbe rafforzare un partito, proprio perch&eacute; il dialogo &egrave; l&rsquo;essenza della politica. E se non riesci a parlare con i tuoi compagni di partito, figuriamoci quanto bene riuscirai a parlare con Vendola, Monti, Grillo o Berlusconi. Secondo me, la vera origine dell&rsquo;incapacit&agrave; di dialogare e fare politica consiste in una cultura, che domina in Italia da almeno vent&rsquo;anni, ma ha origini pi&ugrave; antiche, e di cui i rappresentanti maggiori a sinistra, al momento, sono Repubblica e MicroMega. Questa cultura vede come il fumo negli occhi in primo luogo e prima di tutto, precisamente l&rsquo;idea di partito, cio&egrave; il Partito novecentesco. Dopo il 1992, in Italia di Partito ne era rimasto solo uno: il PCI/PDS/DS/PD. Ma, come ormai &egrave; evidente, ne era rimasto solo il guscio: il Partito non c&rsquo;era pi&ugrave;. <span>&nbsp;</span><br /></span><span>Com&rsquo;&egrave; che non ce ne eravamo ancora accorti? Per due ragioni, dicevo. La prima, ovviamente, &egrave; che gli altri stanno messi ancora peggio: sia a destra (Lega, PDL, UDC), sia a sinistra (SEL, RDC, Ingroia, Di Pietro), <span>&nbsp;</span>sia nella terra di nessuno dove abitano i grillini, ci sono o coalizioni di capibastone locali o movimenti di natura sostanzialmente lideristico-carismatica, senza programmi, senza strutture, senza quadri, senza funzioni di mediazione e elaborazione. Quindi l&rsquo;imponente corpaccione del PD continuava a incutere rispetto, quanto meno per la sua apparenza. La seconda ragione &egrave; Bersani. Bersani, sin da quando &egrave; diventato segretario nel 2009, ha esplicitamente posto come obiettivo della sua azione quella di ricostruire (lui diceva, eufemisticamente, &ldquo;rafforzare&rdquo;) il partito e la sua struttura. Fin dalla campagna per la sua elezione, diceva: la differenza fra noi e gli altri, &egrave; che se io me ne vado, o muoio, altri possono prendere il mio posto e andranno altrettanto bene; per gli altri non &egrave; cos&igrave;. Sembrava vero. E ci ha davvero provato. In apparenza, qualche risultato lo aveva anche raggiunto. <span>&nbsp;</span>Ma &egrave; bastato perdere una elezione, e trovarsi sventatamente senza carte da giocare per il Quirinale, e tutti si sono accorti di come stavano realmente le cose.<br /></span><span>Il PD, dicevo, &egrave; definitivamente finito. Con il PD, finisce anche la stagione dei partiti. Il prossimo segretario sar&agrave; verosimilmente Renzi, un altro che concepisce la politica come emanazione della sua personalit&agrave; e il partito solo come uno strumento per giungere dove vuole. Il fatto &egrave;, come ci ha definitivamente dimostrato il movimento di Grillo (pardon, moVimento), che gli<span>&nbsp; </span>italiani si sono definitivamente stancati dei partiti, della mediazione, della politica: un uomo solo al comando, niente chiacchiere, risultati, e via. Ovviamente &egrave; una cazzata; ovviamente non pu&ograve; durare; ovviamente la politica torner&agrave;, perch&eacute; &egrave; necessaria, e torneranno anche i partiti; ma per ora &egrave; cos&igrave;.<br /></span><span>Bersani ha avuto coraggio, ha fatto molte delle cose giuste da fare, e in sostanza ha fatto quello che ha potuto. Ha sicuramente sbagliato molto, ma di certo non ha sbagliato da solo. Non ha, certamente, avuto fortuna. Ma la sfortuna non ci deve confondere il giudizio, perch&eacute;, come disse quello, non occorre sperare per intraprendere n&eacute; riuscire per perseverare. Voglio ringraziare Bersani per quel che ha fatto, e pi&ugrave; ancora per quello che ha tentato ma non &egrave; riuscito a fare. Era necessario; non &egrave; stato possibile; pace. In bocca al lupo a lui, ma soprattutto, ahim&eacute;, a noialtri; in futuro, ne avremo bisogno.<br /></span>]]>
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    <title>Er Dibbbattito</title>
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    <published>2013-04-13T18:13:45Z</published>
    <updated>2013-04-13T18:14:57Z</updated>
    
    <summary>Su FriendFeed ho letto una discussione sugli Ogm (a partire da una intervista a Dario Bressanini http://www.publicpolicy.it/ogm-e-come-se-litalia-vietasse-le-melanzane-intervista-9931.html) che contiene una specie di florilegio delle cazzate che solitamente si dicono in proposito. Ovviamente vi sono anche commenti intelligenti, sia chiaro.Pubblico le...</summary>
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        <![CDATA[<span>Su FriendFeed ho letto una discussione sugli Ogm (a partire da una intervista a Dario Bressanini <a href="http://www.publicpolicy.it/ogm-e-come-se-litalia-vietasse-le-melanzane-intervista-9931.html">http://www.publicpolicy.it/ogm-e-come-se-litalia-vietasse-le-melanzane-intervista-9931.html</a>) che contiene una specie di florilegio delle cazzate che solitamente si dicono in proposito. Ovviamente vi sono anche commenti intelligenti, sia chiaro.<br /></span><span /><span>Pubblico le cazzate qui di seguito, senza il nome del relativo estensore, con breve commento.<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Adesso qualcuno scriva nei commenti che gli OGM risolveranno il problema della fame nel mondo cos&igrave; completiamo il quadretto di minchiate</em>.&rdquo;<br /></span><span>Le altre non saprei, ma questa non &egrave; affatto una minchiata. Gli Ogm aumentano le rese o diminuiscono i costi, ergo aumentano il reddito complessivo, ergo riducono la povert&agrave;, ergo riducono la fame. Non bastano di certo per debellare quest&rsquo;ultima, ma fanno egregiamente la loro parte. Inoltre potrebbero consentire di coltivare terreni fin qui inaccessibili all&rsquo;agricoltura. Inoltre, un sacco di altre cose.<br /></span>]]>
        <![CDATA[<span>&ldquo;<em>Un mondo a misura di multinazionale</em>.&rdquo;<br /></span><span>Geniale pure questa. Le multinazionali con gli Ogm c&rsquo;entrano molto meno di quanto le stesse, o altre multinazionali, c&rsquo;entrino con le sementi &lsquo;tradizionali&rsquo;, con i pesticidi, con i fitofarmaci, con i concimi e cos&igrave; via (senza contare la distribuzione che prospera con l&rsquo;agricoltura Ogm-free: vedi la Coop, che fattura molte volte quel che fattura Monsanto). Inoltre, una quantit&agrave; di Ogm sono stati sviluppati da universit&agrave; e laboratori di ricerca pubblici, e molti di pi&ugrave; ve ne sarebbero se l&rsquo;ostilit&agrave; ideologica e antiscientifica agli Ogm non avesse reso cos&igrave; anormalmente lunghe e costose le procedure di autorizzazione.<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Le sementi OGM hanno, come caratteristica basilare, quella di sviluppare piante che a loro volta producono sementi sterili</em>.&rdquo;<br /></span><span>Non &egrave; affatto vero, primo perch&eacute; gli Ogm in commercio attualmente non sono sterili (sono solo degli ibridi), secondo perch&eacute; le sementi &lsquo;tradizionali&rsquo; sono altrettanto &lsquo;sterili&rsquo;, terzo perch&eacute; &egrave; un po&rsquo; strano lamentarsi da un lato che gli Ogm siano sterili e dall&rsquo;altro lato protestare perch&eacute; potrebbero inquinare i terreni confinanti.<br /></span><span /><span><span>&nbsp;</span>&ldquo;<em>C'&egrave; un piano politico neoliberista per assoggettare l'agricoltura a logiche centralizzate. Si sta persino lavorando a normative che vietino la coltivazione di specie di coltivazioni tradizionali e autoctone</em>.&rdquo;<br /></span><span>Cosa voglia dire questo &egrave; un mistero. Che significa &lsquo;logiche centralizzate&rsquo;? Boh. Quali sarebbero ste normative? Boh (anche se ho la sensazione che il signore in questione si riferisca alle norme sulla certificazione di qualit&agrave; delle sementi).<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Gi&agrave; il mais e il grano che </em></span><span><em><span>si coltivano oggi fanno schifo da un punto di vista nutrizionale, ci manca solo la Monsanto. Ho mangiato giusto ieri a pranzo due piatti di pasta in bianco, pasta fatta col &quot;senatore&quot;, un grano che non si coltiva quasi pi&ugrave; da 60 anni, una specie selezionata dallo stato in epoca fascista, prima della selezione operata nelle sementi negli anni '50 con i raggi gamma. Una pasta a cui basta un filo d'olio crudo per essere pi&ugrave; buona di tutte le carbonare e le amatriciane che un milanese si sia mai mangiato</span></em></span><span><span>.&rdquo;<br /></span></span><span><span>Poi ci sono anche i pomodori di una volta, che erano tanto pi&ugrave; buoni delle schifezze che vendono oggi al supermercato. Ma almeno chi ha notoriamente scritto quest&rsquo;ultima immortale cazzata, cio&egrave; Citati, &egrave; un anziano signore al quale, data l&rsquo;et&agrave;, si pu&ograve; perdonare l&rsquo;indulgenza senile per il tempo della propria giovent&ugrave;. E il Medioevo era ancora pi&ugrave; bello!<br /></span></span><span><span><p>&nbsp;</p></span></span><span><span>&ldquo;<em>Altra peculiarit&agrave; delle sementi monsanto &egrave; la capacit&agrave; di resistere a pesticidi ed erbicidi potentissimi, che inquinano falde, fiumi e mari e alla lunga rendono il terreno improduttivo con sementi di qualsiasi altro tipo</em>.&rdquo;<br /></span></span><span><span>Ci sono vari tipi di sementi Ogm, e di vari tipi sono anche quelli prodotti dalla Monsanto: non hanno affatto tutti le stesse caratteristiche. E&rsquo; quindi un discorso privo di senso. <span>&nbsp;</span>Peraltro, alcune sementi Ogm che sono resistenti a alcuni specifici erbicidi, sono state sviluppate per consentire di irrorare MENO pesticidi, di quanti non occorrano per sementi &lsquo;tradizionali&rsquo;: per cui inquinano MENO, non di pi&ugrave;. Nella fattispecie, il mais Monsanto di cui parlava l&rsquo;articolo di Bressanini (il mais MON 810) &egrave; un mais BT, che cio&egrave; contiene geni di un bacillo che uccide il virus detto &ldquo;del mosaico&rdquo;, sicch&eacute; rende inutile l&rsquo;uso dei farmaci ordinariamente necessari per combattere il virus stesso. Quanto all&rsquo;improduttivit&agrave;, meglio mantenere un dignitoso silenzio.<br /></span></span><span><span><p>&nbsp;</p></span></span><span>&ldquo;<em>Tralasciamo la salute, il rispetto per la biodiversit&agrave; ed il complottismo, ma io vi chiedo: se tutti piantano gli stessi semi, allora che vantaggio economico avrebbe un'azienda a comprare un prodotto agricolo italiano invece che indiano? E vaffanco agli ogm, scusate eh</em>.&rdquo;<br /></span><span>Qui non si sa proprio da dove cominciare. Intanto, &egrave; proprio grazie al fatto che il mais Ogm non pu&ograve; essere coltivato in Italia che le nostre aziende acquistano mais Ogm dall&rsquo;estero (non ancora dall&rsquo;India, ma vedrete che col tempo&hellip;), visto che il mais &lsquo;tradizionale&rsquo; rende meno ed &egrave; pi&ugrave; vulnerabile alle malattie. Quindi vietando gli Ogm stiamo proprio obbligando i coltivatori italiani a<span>&nbsp; </span>acquistare prodotti stranieri: una curiosa eterogenesi dei fini. Anche l&rsquo;idea che la possibilit&agrave; di scegliere fra pi&ugrave; cose (tradizionale/Ogm) anzich&eacute; <span>&nbsp;</span><span>&nbsp;</span>fra meno (solo tradizionale) possa condurre a minore anzich&eacute; a maggiore variet&agrave; &egrave; brillante, indicativa di quella mentalit&agrave; che Bressanini ha appunto paragonato a quella di chi vorrebbe vietare le melanzane perch&eacute; non gli piacciono. <br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Sta cosa di paragonare gli innesti alla modifica genetica da parte delle multinazionali della chimica la dice sempre Giuliano Ferrara quando parla di OGM.</em>&rdquo;<br /></span><span>E siccome la cosa la dice Ferrara, dev&rsquo;essere necessariamente una cazzata, nevvero.<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Se la qualit&agrave; del dibattito &egrave; &quot;sei contro gli OGM in quanto complottista e ignorante&quot;, a uno che sostiene l'assoluta necessit&agrave; di permettere le &quot;coltivazioni del mais Ogm Mon810 (dell'azienda statunitense Monsanto)&quot; che gli vuoi rispondere? &quot;Sei a libro paga delle Multinazionali o loro burattino inconsapevole</em>&quot;. <br /></span><span>Poi arriva sempre quello che si atteggia a giudice della qualit&agrave; del dibattito (l&rsquo;arbiter elegantiarum) e che perdipi&ugrave; crede fermamente, ma a torto <span>&nbsp;</span>di aver capito tutto e che &egrave; sempre pronto a trovare generosamente ragioni in tutte le posizioni &ndash; salvo beninteso in quelle che non gli piacciono, e che ahim&eacute;, generalmente sono anche quelle giuste.<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Quelle ad alta resa coltivate oggi non sanno di niente. E non c'&egrave; nemmeno questa gran convenienza per chi alla fine la roba se la mangia, nemmeno da un punto di vista economico. Intanto bisogna considerare che un kg di quello che ti pare non ha sempre lo stesso valore nutrizionale. </em></span><span><em><span>Le giuste specie, coltivate nel modo giusto, ti danno saziet&agrave; mangiando la met&agrave;, rispetto a quello che normalmente compriamo in un supermercato</span></em></span><span><span>&rdquo;</span></span><span><br /></span><span>Ma se non c&rsquo;&egrave; gran convenienza, la gente perch&eacute; se la comprer&agrave;? Sono tutti idioti cerebrolesi schiavi della pubblicit&agrave;? E che vuol dire &lsquo;giuste specie coltivate nel modo giusto&rsquo;? Quale &egrave; il modo giusto? E chi decide?<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Stiamo parlando di scelte di mercato, lo vedete quanto siete prevenuti e irrazionali? Si punta sull'agroalimentare bio (OGM free), in quanto prodotto di mercato di qualit&agrave;. Punto. Fine.</em>&rdquo;<br /></span><span>Perch&eacute; com&rsquo;&egrave; noto, in Italia le &ldquo;scelte di mercato&rdquo; le fa il Governo, vietando alcuni prodotti e imponendone altri, no. <span>&nbsp;</span><br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Tra l'altro negli USA, dove Monsanto e DuPont la fanno da padroni sono usciti fuori talmente tanti casini in termini di qualit&agrave; del cibo e ripercussioni ambientali, che da un paio d'anni ormai sta imperversando (alla solita maniera fanatica ammerigana) la moda freakettona del biologico a oltranza. C'&egrave; una concentrazione di negozi bio 10 volte pi&ugrave; alta a New York che a Roma o a Milano</em>.&rdquo;<br /></span><span>E&rsquo; vero che il bio negli USA va forte, ma la cosa non ha nulla a che fare coi &ldquo;casini&rdquo;, che non ci sono stati. Dipendono dal fatto che il bio costa e dove i consumatori sono pi&ugrave; ricchi, come dire, tende a diffondersi di pi&ugrave; che dove non lo sono.<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Il biologico avrebbe, dimostrabilmente allo stato dell'arte della ricerca, parecchie differenze sostanziali, dal punto di vista nutrizionale, con altro cibo</em>.&rdquo;<br /></span><span>Falso, tutte le ricerche esistenti (poco tempo su <em><u>Salmone</u></em> fa le ha riassunte egregiamente Antonio Pascale) dimostrano l&rsquo;esatto contrario.<br /></span><span /><span>&ldquo;<em>Attualmente vivo in una propriet&agrave; con una cinquantina di ettari di terreni intorno, tra propri e in affitto, piantati con semi propri. Ci sono agricoltori che hanno la loro specie di farro o di grano, e la piantano in terreni che non rivelano ad amici e colleghi per paura che gli freghino i semi</em>.&rdquo;<br /></span><span>Mi permetto di dubitare, ma la scena &egrave; comunque suggestiva: ecco che succede nel bel mondo nuovo dei Beni Comuni, dei Carlin Petrini e delle Vandane Shive.<br /></span>]]>
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    <title>Perché chiedere la felicità?</title>
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    <published>2013-04-11T11:39:55Z</published>
    <updated>2013-04-11T11:42:55Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[La musica, questa musica, &egrave; un dono sufficiente. Perch&eacute; chiedere la felicit&agrave;, perch&eacute; sperare di non soffrire? E' abbastanza, &egrave; una benedizione sufficiente vivere giorno per giorno e udire questa musica - non troppa, altrimenti l'anima potrebbe non resistere -...]]></summary>
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        <![CDATA[<p>La musica, questa musica, &egrave; un dono sufficiente. Perch&eacute; chiedere la felicit&agrave;, perch&eacute; sperare di non soffrire? E' abbastanza, &egrave; una benedizione sufficiente vivere giorno per giorno e udire questa musica - non troppa, altrimenti l'anima potrebbe non resistere - di tanto in tanto.</p><p>(V.SETH, <em><u>Una musica costante</u></em>, Milano, 2010, p. 459)</p>]]>
        
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    <title>Tre invenzioni ignote agli antichi</title>
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    <published>2013-04-08T23:57:37Z</published>
    <updated>2013-04-09T07:46:03Z</updated>
    
    <summary>Bacone ha lungamente meditato per cercare esempi capaci di illustrare non solo la forza pura e semplice delle scoperte, ma anche il modo in cui quella forza si congiunge con il valore e il beneficio per l&apos;uomo. Essa si manifesta...</summary>
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        Bacone ha lungamente meditato per cercare esempi capaci di illustrare non solo la forza pura e semplice delle scoperte, ma anche il modo in cui quella forza si congiunge con il valore e il beneficio per l&apos;uomo. Essa si manifesta certo con grande evidenza in quelle tre invenzioni che erano ignote agli antichi e le cui origini restano ancora per noi oscure e ingloriose: l&apos;arte della stampa, la polvere da sparo, la bussola. Queste tre invenzioni, che sono poche di numero e non molto lontane dalle vie ordinarie della ricerca, hanno cambiato la faccia del mondo e le condizioni di vita sulla terra: la prima nella cultura, la seconda nell&apos;arte militare, la terza nella navigazione. Da esse derivarono infiniti mutamenti che si rivelano assai notevoli a un accurato esame, tanto che nessun impero, nessuna setta, nessuna stella sembra aver esercitato, sulle cose umane, un maggiore influsso e una maggiore efficacia di queste tre invenzioni meccaniche.
        <![CDATA[<p>Per rendersi conto del valore delle opere, baster&agrave; considerare la differenza che passa fra la vita degli uomini in una regione europea altamente civilizzata e quella che si conduce in un qualche territorio barbaro e selvaggio della Nuova India. La differenza &egrave; cos&igrave; grande che si pu&ograve; dire con ragione che un uomo pu&ograve; apparire a un altro uomo come un Dio, non solo per gli aiuti e i benefici che pu&ograve; dare, ma anche per il confronto fra le condizioni di vita. Tale differenza non deriva dal terreno, n&eacute; dal clima, n&eacute; dalla costituzione fisica, ma dalle arti.</p><p>(F.BACONE, <em>Cogitata et visa</em>, in <em><u>Scritti filosofici</u></em>, Torino, 2009, p. 390)</p>]]>
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    <title>Commemorando Debord su Rep</title>
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    <published>2013-03-29T10:22:38Z</published>
    <updated>2013-03-29T11:31:07Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[Su Rep ce ne sono ogni giorno di memorabili. Ultima, il 24 marzo, la commemorazione di Debord in occasione di una mostra a Parigi, che offre il destro a Freccero/Strumia di scrivere un articolo letteralmente senza n&eacute; capo n&eacute; coda....]]></summary>
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        <![CDATA[Su <em><u>Rep</u></em> ce ne sono ogni giorno di memorabili. Ultima, il 24 marzo, la <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/24/il-consumismo-morto-benvenuti-gomorra.html?rss">commemorazione</a> di Debord in occasione di una mostra a Parigi, che offre il destro a Freccero/Strumia di scrivere un articolo letteralmente senza n&eacute; capo n&eacute; coda. In particolare meditiamo insieme su questo passaggio:<br /><span><em>&ldquo;</em><em>Se dunque lo spettacolo &egrave; morto non &egrave; perch&eacute; l' abbiamo combattuto, ma perch&eacute; le leggi economiche hanno preso un' altra strada. Alla fine degli anni Settanta nacque il capitalismo finanziario. Il valore non scaturisce pi&ugrave; dal lavoro, dalla produzione e dal consumo. Nasce dal mercato, dalla libera contrattazione dei valori azionari. Spazzato via il mondo della produzione reale, lavoro e consumi diventano superflui. Le luci dello spettacolo si spengono ad una ad una e il mondo sembra tornato a uno scenario da prima rivoluzione industriale.&rdquo;<br /></em></span>]]>
        <![CDATA[<span style="font-family: 'Garamond','serif'; color: #222222; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Arial; mso-fareast-language: IT">Che cosa vorr&agrave; mai dire che &ldquo;il valore non nasce pi&ugrave; dal lavoro, dalla produzione e dal consumo&rdquo; ma &ldquo;dal mercato, dalla libera contrattazione dei valori azionari&rdquo;? Il valore del pane che compro dal fornaio dipende dai valori delle azioni? (Di quali azioni?) E veramente ha un senso qualunque l&rsquo;idea che ci sia un &ldquo;valore delle azioni&rdquo; che non abbia alcuna relazione con &ldquo;produzione reale, lavoro e consumi&rdquo;? C&rsquo;&egrave; da chiedersi come facciano due disgraziati del genere a concionare con tanta sicumera su questioni delle quali, in tutta evidenza, non capiscono un accidente. </span><span style="font-family: 'Garamond','serif'; font-size: 12pt"><p>&nbsp;</p></span>]]>
    </content>
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    <title>Il significato dei grillini</title>
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    <published>2013-03-24T19:38:02Z</published>
    <updated>2013-03-25T11:14:37Z</updated>
    
    <summary><![CDATA[La presenza dei grillini in Parlamento pone tutta una serie di problemi, sia spiccioli sia gravi; &egrave; probabile che molti potranno essere risolti, ma credo che alcuni non siano superabili. Non &egrave; facile fare politica in un contesto in cui...]]></summary>
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        <name>Karlkraus</name>
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        <![CDATA[<p>La presenza dei grillini in Parlamento pone tutta una serie di problemi, sia spiccioli sia gravi; &egrave; probabile che molti potranno essere risolti, ma credo che alcuni non siano superabili. Non &egrave; facile fare politica in un contesto in cui operano forze che non si sa a chi rispondano, con quali metodi decidano e anche, diciamolo, che cosa vogliano esattamente. L'approccio usato finora dal PD sembra inadeguato, ma onestamente non &egrave; facile capire come fare di meglio. Ma questa &egrave; pura tattica e prima o poi si risolver&agrave;, in un modo o in un altro.</p><p>Pi&ugrave; interessante sarebbe capire come sia stato possibile che un quarto degli italiani abbia votato un (non-)partito del genere: &egrave; un lavoro che chiaramente va fatto. Una cosa per&ograve; mi sembra senz'altro sbagliata: &egrave; la teoria &quot;de sinistra&quot; per cui il voto a Grillo &egrave; venuto da gente stufa dell'attendismo del PD, sempre pronto a buttare a mare i veraci temi di sinistra per allearsi con i montiani e continuare la politica di rigore, lacrime e sangue degli ultimi due anni. Onestamente, a me non pare. Non solo perch&eacute; il PD ha ripetutamente e lungamente obiettato alle politiche di Monti, e ha altres&igrave; cercato (senza averli) i voti sufficienti a fare a meno dell'alleanza coi centristi. Ma soprattutto, perch&eacute; non &egrave; affatto vero che i grillini abbiano un interesse qualunque per una politica non di rigore. E' vero che ce l'hanno con le tasse, con le banche, e con Monti; ma ce l'hanno anche con la spesa pubblica, sono ossessionati dal timore del debito pubblico e in generale portano avanti posizioni che sono indubitabilmente tra l'anarco-liberista e il qualunquista vecchio stile. E non &egrave; neppure un caso che, al dunque, vedano con favore un nuovo governo 'di unit&agrave; nazionale', PD+centro+PDL, con a capo un'altra cariatide&nbsp;tipo Monti.</p>]]>
        
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