Situazionismo giuridico
Cosa dice l’articolo richiamato? Dice che
1. Non sono eleggibili inoltre:
1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;
2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;
3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l'opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.
2. Dalla ineleggibilità sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri di Prefettura.
Naturalmente il paragrafo rilevante è il primo e si riferisce ovviamente a Mediaset, che è per l’appunto titolare di una concessione amministrativa.
Il problema, ora, che ha per l’appunto impedito in precedenza di vietare a Berlusconi l’ingresso in aula, è che la norma in esame non si applica a Berlusconi: che non è infatti né concessionario “in proprio” (la concessione è stata rilasciata a Mediaset, non a Berlusconi) né è il “rappresentante legale” di Mediaset (che prima era Confalonieri e ora chi lo sa, uno dei figli di Berlusconi probabilmente).
L’articolo di MM richiamato ovviamente dà conto di questa obiezione, ma se ne libera, al solito, non con argomenti ma con il sarcasmo: si tratta di una “Palese interpretazione da azzeccagarbugli”, dato che il presidente emerito della Consulta Gallo ha sostenuto (non si sa dove e in che contesto) che “ciò che conta è la concreta effettiva presenza dell’interesse privato e personale nei rapporti con lo Stato”. Ma il fatto è che la legge non dice nulla di tutto questo, ed è pacifico che le limitazioni all’esercizio dei diritti costituzionali deve essere di stretta interpretazione. Né ha senso richiamare la legge Mammì, se non altro perché la sua ben diversa formulazione dovrebbe semmai dimostrare che l’intento del legislatore del 1957 fosse ben diverso (ubi lex voluit dixit, eccetera).
Per impedire a Berlusconi di essere eletto, insomma, ci vorrebbe ben altro: occorrerebbe ad es. richiamare il concetto di controllo indiretto di società, che esiste in varie norme vigenti (dal Codice civile alla legge antitrust). E forse non basterebbe nemmeno: che succederebbe se Berlusconi cedesse tutte le sue azioni del gruppo ai figli (che non escludo sia già successo)? Escludiamo l’eleggibilità di Berlusconi perché i figli o i nipoti hanno la quota di maggioranza in Mediaset?
E soprattutto, a che servirebbe? Garantire i processi a Berlusconi, che tra parentesi già si fanno e hanno pure condotto a qualche condanna? Dopo tanti anni, siamo ancora là?
Commenti
Anche se penso che tecnicamente tu abbia ragione ( e l'argomento dell'interpretazione restrittiva di una limitazione al l'esercizio di un diritto costituzionale mi pare solidissimo) un po' azzeccagarbugli lo sei!
Il problema di questa iniziativa non è solo tecnico ma soprattutto politico. Sta gente dovrebbe capire che in un modo o un altro sono vent'anni che il nano li umilia alle elezioni e cercare di dare una risposta politica a quella che è chiaramente una domanda politica
Certo che sono un po' azzeccagarbugli: ma dove altro sarebbe legittimo essere azzeccagarbugli se non in materia di diritto? :)
Sono d'accordissimo con te: questi qua continuano a non capire (per di più, dopo vent'anni ormai l'hanno capito anche i sassi) che berlusconi va battuto politicamente.
@Roberto
Come il nano umilia la gente alle elezioni? Al più è la gente che si umilia votando Berlusconi.
Il senso politico della iniziativa non esiste e se esiste è tecnicamente eversivo.
Allora B. piglia il 30% dei voti (poco meno di 10 milioni di voti).
A me non piace e allora organizzo una raccolta di firme dove raccolgo una oceanica folla di ben 150.000 persone e con le mie 150.000 firme me ne vado (democraticamente) a dire a 10.000.000 di persone: "Ragazzi belli, il vostro voto sapete che non vale una ceppa perché ho trovato un trucco per invalidare il vistro voto?"
Ma siamo impazziti?????
Va poi da sè che a cavillare qua non è il buon Luca, ma la pessima Micromega dacché a fronte di un certo risultato politico piutto chiaro (PDL seconda coalizione in Italia, punto), i signoretti di Micromega vorrebbero sovvertire il voto con una interpretazione a dir poco opinabile della legge (perché o le cose si spiegano bene oppure qualsiasi cittadino, in quanto fruitore dei servizi dello Stato è in conflitto di interessi a cominciare da Micromega che pur piglia i contributi per la stampa).
Insomma: giuridicamente è una cazzata, politicamnete è un abominio.
Gli avversari politici si battono alle elezioni, non in campi di battaglia che mi sono creato a mio uso e consumo.
E io che ho detto?
"Sta gente" è riferito al partito di micro mega che viene appunto sconfitto alle elezioni da sempre, e che di fronte alla sua incapacità politica tira fuori questi mezzucci.
Si sentiva la mancanza di un sostanzioso contributo del Post: link
Geniale trovata dei Micromegani: "In quegli anni i compianti Paolo Sylos Labini, Ettore Gallo e Alessandro Pizzorusso elaborarono un’interpretazione autentica di una legge violata dalla casta per fini di bassa politica tra il 1994 e il 1996". La fonte è codesta: link
Eh, bon.