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Produzione e scambio

“E’ dal modo di scambio delle forze produttive che dipende lo scambio dei prodotti. In generale, la forma dello scambio dei prodotti corrisponde alla forma della produzione. Mutate quest’ultima, e di conseguenza muterà la prima. Così, anche nella storia della società vediamo che il modo di scambiare i prodotti viene regolato dal modo di produrli. Lo scambio individuale corrisponde pertanto  a un determinato modo di produzione, il quale a sua volta corrisponde all’antagonismo delle classi. Non può esistere perciò scambio individuale senza l’antagonismo delle classi. Ma le oneste coscienze si rifiutano di accettare questa evidenza. Finché si è borghesi, non si può fare a meno di vedere in questo rapporto antagonistico un rapporto di armonia e di giustizia eterna, che non permette ad alcuno di farsi valere a spese altrui. Per il borghese, lo scambio individuale può sussistere senza l’antagonismo delle classi: per lui si tratta di cose del tutto distinte… Bray fa dell’illusione dell’onesto borghese l’ideale che egli vorrebbe realizzare. Purificando lo scambio individuale, sbarazzandolo di tutti gli elementi antagonistici che vi trova, egli crede di rinvenire il rapporto ‘egualitario’ che vorrebbe introdurre nella società. Bray non pensa che questo rapporto egualitario, questo ideale correttivo che egli vorrebbe applicare al mondo, è esso stesso il riflesso del mondo attuale, e che di conseguenza è del tutto impossibile ricostituire la società su una base che è solo l’ombra ingentilita di questa società. Man mano che l’ombra prende forma, ci si avvede che questa forma, ben lungi dall’essere la sognata trasfigurazione della società, è proprio la forma attuale di essa”.
(K.MARX, Miseria della filosofia, Roma,  1998, p. 42-43)  

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