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L'individualismo occidentale

Si riconosceva insomma un errore morale nell'imposizione eccessiva dell'obbedienza, o nel manipolare e forzare oltre misura l'individuo in forza di obiettivi sociali o politici. Il fatto che oggi questi siano dogmi tanto comuni nella civiltà occidentale non dovrebbe indurci a darli per scontati. Si tratta di valori determinati culturalmente, disprezzati o deplorati, oggi e nella storia, dalla maggior parte delle società del mondo. Di norma, l'individualismo viene considerato alla stregua del narcisismo e dell'egocentrismo, il desiderio egoistico di anteporre il proprio comodo personale alle esigenze della società nel suo insieme, o di sue sottounità come la famiglia o la parentela. L'affermarsi, nel tardo Seicento e nel Settecento inglesi, di una serie diversa di valori... costituisce dunque un fenomeno assai insolito, che esige dimostrazioni e spiegazioni molto attente.

(L.STONE, Famiglia, sesso e matrimonio in Inghilterra fra Cinque e Ottocento, Torino, 1983, p. 250)

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Commenti

Ciao Luca, è interessante, ma lo hai postato per un motivo preciso?

LucaV | 11.02.13 08:33

No, sono solo appunti per il mio libro :)

Luca | 11.02.13 08:52

Mah, veramente non mi pare che manipolare gli individui sia passato di moda. O tutto il discorso sta nell' "oltre misura" oppure mi sembra che l'idea di manipolare le coscienze e come farlo nel modo più efficace sia uno dei temi centrali del dibattito pubblico (più che politico in senso stretto).
Detto in termini dotto di soft law o in termini terra terra di "creare sensibilità" non mi pare che che oggi non sia ritenuto desiderabile, anzi doveroso manipolare coscienze.
E' ben vero che tutti van sbalterando di "libertà": ma nessuno si offende che qualcuno agisca per ottenre leggi per la sensibilità nei confronti dei tonni, dei parlanti i dialetti più strani o altre cose. Le campagne cripto (boh, nenache tanto cripto) ateistiche dei radicalchic ad esempio, sono dichiaratamente una manipolazione di coscienze (nel senso del progresso, naturalmente). E' interessante, anzi, notare come dalla Vandea in poi rozzi contadini e reazionari avvocati abbiano protestato contro il tentativo di manipolare coscienze legate ad una tradizione ritenuta obsoleta.
E l'affermazione di diritti verso il Sovrano che poi è sfociata nel costituzionalismo ottocentesco non mmi sembra una ribellione alla manipolazione delle conscienze, ma semplicemente (e in modo molto più importante) l'idea di imporre limiti al potere di governare un popolo (consenziente o meno).

Stefano | 12.02.13 13:10

D'altronde l'individualista é la piú manipolabile dei soggetti.

Anonymous | 16.02.13 23:45

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