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Il consumatore come Prometeo

Il mito della caverna di Platone fino a un recente passato poteva essere impiegato, e di fatto vi ho fatto ricorso in altri scritti, come metafora atta a  descrivere la condizione dei consumatori (...) In questo nuovo contesto il consumatore, come Prometeo, si è impossessato della conoscenza, un tempo di esclusiva pertinenza degli Dei, elaborandone una propria. Si è impossessato del fuoco, lo ha sottratto all'Olimpo della Produzione  e con questo si è impadronito di quel sapere che lo rende protagonista del mondo degli oggetti, e oggi in grado di plasmarli e di trasformarli. Non ha solo la fiamma che gli permette di difendersi dalle bestie e di cuocere il cibo. Ha molto di più. Possiede la capacità progettuale, la consapevolezza dell'agire. Soprattutto la possibilità di liberarsi dalla reverenziale soggezione nei cofnronti degli Dei. Ma questi, così come successe nella leggenda, si sono vendicati e hanno di fatto incatenato Prometeo ponenndo continui limiti al suo bisogno di conoscenza, negandola, mistificandola, rendendo disponibili solo alcuni sprazzi.

Oggi il consumatore orienta le sue scelte anche su parametri diversi rispetto al passato, dove l'etica, la sostenibilità sociale e ambientale, l'assunzione di responsabilità sociali hanno un ruolo di rilievo: per segmenti importanti della popolazione questi stanno divenendo dimensioni importanti della qualità. Ma se per queste dimensioni non dispone di un adeguato set di informazioni, di adeguate conoscenze non è nella possibilità di  indirizzare conseguentemente le proprie scelte. Prometeo, con le sue catene, è la raffigurazione della impotenza delle nuove consapevolezze a trasformarsi in azione, in un agire responsabile e coerente con le acquisite, nuove sensibilità. Ma si profila adesso, con l'irrompere delle nuove  tecnologie, un nuovo scenario che non deve restare soltanto virtuale: prché e questo che legittima una nuova crescita (...) Come Eracle libererà Prometeo uccidendo l'aquila che lo divorava e distruggendo le sue catene, così le straordinarie potenzialità liberatorie del mondo Web potrebbero supplire a contrastare questo deficit di conoscenze.

(G.FABRIS, La società post-crescita, Milano, 2010, p. 269-271)

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Commenti

"le straordinarie potenzialità liberatorie del mondo Web" ?
E le mirabolanti proprietà taumaturgiche dell'olio di serpente le trascuriamo?

pietro | 25.02.13 21:35

Si :-)

stefano | 02.03.13 21:40

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