Voltaire a Rousseau, 30.8.1755
Non si è mai usato tanto ingegno per farci desiderare d’esser bestie. A leggere il vostro libro vien voglia di camminare a quattro zampe. Tuttavia, siccome sono più di sessant’anni che ne ho perso l’abitudine, mi rendo conto purtroppo che mi è impossibile riacquistarla… Non posso neppure imbarcarmi per andare a trovare i selvaggi del Canada… perché c’è la guerra in quei paesi e l’esempio delle nostre nazioni ha reso quei selvaggi quasi tanto cattivi quanto noi… Sono d’accordo con voi che le belle lettere e le scienze sono state a volte causa di molto male… Ma, signore, dovete ammettere… che né Cicerone, né Lucrezio, né Virgilio, né Orazio furono responsabili delle proscrizioni fatte da Mario, da Silla, da quel debosciato di Antonio, da quell’imbecille di Lepido, da quel tiranno di Ottavio Cesa soprannominato così vilmente Augusto… I grandi delitti sono sempre stati commessi da celebri ignoranti.