La verità
- Sai, nei giorni che il nostro popolo doveva lavorare come un dannato per strappare un punto d'appoggio a questa terra, era una buona vita. Ma poi c'è entrata in testa quest'idea che una volta che abbiamo preso il comando dobbiamo cominciare a preparare progetti e sistemi per il futuro. E adesso guarda che casino. E' tutto Sistema e niente Dio. Prima o poi la gente comincia a credere nel proprio modo di vita come un assoluto: immutabile, fondamentale, una precondizione. L'ho visto coi miei occhi in Germania durante gli anni Trenta. Un'intera nazione a correre appresso all'Idea, come i porci di Gadara. Sieg heil, sieg heil. Mi tiene sveglio la notte. Voglio dire, me ne sono andato di lì nel Trentotto perché non potevo più sopportarlo. E adesso lo vedo succedere nel mio stesso paese, passo dopo passo. Terribilmente prevedibile. Questa malattia delle Grandi Astrazioni. Dobbiamo tornare indietro a ciò che è fisico, alla carne e alle ossa e alla terra. La verità non è caduta giù dal cielo sotto forma di una parola: va in giro mezza nuda. O se dobbiamo parlarne in termini di parole, allora è la parola di un dannato balbuziente come Mosè. Ciascuno di noi balbetta e sputacchia il suo pezzo di verità.
(A.BRINK, A Dry White Season, [1979], London, Vintage, 2000, p. 187)
Commenti
Uhm... sei ancora a caccia di reazionari?
Però prova a riascoltare il Magnificat di Bach: me think utile introduzione alle ossa della terra ed al conseguente exultavit (in cosa, meglio tacere, perchè la balbuzie rovina ciò che abbiamo magnificato).
Sempre a leggere i reazionari, ma il papà di Melanie non è un reazionario (benché sia un'old fart in molti sensi :))