Materialismo e marxismo- (4)
E affinché questo scopo venga raggiunto, la fedeltà del riflesso delle relazioni economiche ne risente sempre di più. E ciò si produce tanto più spesso, quanto più raramente avviene che un codice sia l’espressione cruda, senza attenuazioni e senza falsificazioni, del dominio d’una classe: ciò sarebbe persino contrario alla “nozione di diritto”. La concezione giuridica pura, conseguente della borghesia rivoluzionaria del 1792-1796, già nel codice di Napoleone è sotto molti aspetti falsificata, e nella misura in cui vi è incarnata è costretta a subire tutti i giorni ogni sorta di attenuazioni in conseguenza della forza crescente del proletariato. Ciò non impedisce al codice di Napoleone di essere il codice che serve di base a tutte le nuove codificazioni in tutte le parti del mondo. Il corso della “evoluzione giuridica” consiste dunque in gran parte soltanto nel tentativo di eliminare le contraddizioni risultanti dalla traduzione diretta delle relazioni economiche in principi giuridici e di mettere assieme un sistema giuridico armonico, sistema che in seguito l’influenza e la pressione dell’ulteriore evoluzione economica spezzano nuovamente di continuo e coinvolgono in nuove contraddizioni (non parlo qui per ora che del diritto civile). Il riflesso delle relazioni economiche sotto forma di principi giuridici è esso pure necessariamente un riflesso che sta colla testa all’ingiù: esso si produce senza che coloro i quali agiscono ne abbiano coscienza; il giurista s’immagina di operare con proposizioni a priori, mentre queste non sono pertanto che riflessi economici. Tutto, perciò, sta con la testa all’ingiù. E mi pare che si comprenda da sé che questo arrovesciamento, il quale, sino a che non venga riconosciuto, costituisce ciò che noi chiamiamo concezione ideologica, reagisce a sua volta sulla base economica e può, entro certi limiti, modificarla. La base del diritto di successione, supposto uguale il grado di evoluzione della famiglia, è economica. Ciò nonostante sarà difficile dimostrare che, per esempio, l’assoluta libertà di testare in Inghilterra e la forte limitazione di essa in Francia abbiano, in tutte le loro particolarità, delle cause puramente economiche. Ma entrambe reagiscono a loro volta in misura molto importante sull’economia, perché esercitano un’influenza sulla ripartizione delle fortune.
(F.ENGELS, Lettera a Conrad Schmidt, 27.10.1890, in MARX-ENGELS, Opere scelte, Roma, 1969, p. 1246-1247)