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Diego Valeri

Momi, tu vuoi ch’io tenga la tua piccola mano

 

(oh calda e molle e dolce, come uccellino implume),

 

così, nella mia mano tutta raccolta e chiusa;

 

però ch’io son la forza onnipotente e buona

 

che fuga il male tristo e le fosche paure,

 

e comanda alla vita, e regna sul destino.

 

E non sai, creatura mia, che il tuo babbo grande
È un bambino anche lui: un piccolo bambino
Smarrito fra i terrori della terra e del cielo;
un povero bambino che dentro sé si strugge
di non poter posare nella mano di Dio
la sua mano impotente e il suo fragile cuore.

(DiegoValeri, Piccola mano (1910-1930), in Poesie scelte, Milano, 1977, p. 7)

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