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Ripellino- (3)

Vorrei che tu fossi felice, cipollina, vorrei

 

che tu non conoscessi il cane nero della sventura,

 

quando sarai uscito dal blu dell’infanzia.

 

Vorrei che tu non debba portare bazooka,

 

che tu non debba tremare nel folto di un bombardamento,

 

che tu non debba pagare per le mie colpe

 

né vergognarti di me, del mio cicaleccio

 

e dei miei vani versi e della mia professura.

 

che tu non fossi mai gramo o malato

 

o maldestro come Scardanelli,

 

vorrei vivere nella tua voce, nei tuoi gesti, nei tuoi occhi,

 

anche quando mi avrai dimenticato.

 

(A.M.RIPELLINO, 1968-1969, in Poesie, Einaudi, 1990, p. 74)

 

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