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Donne della realtà virtuale

Leggo su Rep:

"Dove sono finite le donne "vere", quelle che popolano la realtà, e non le loro sosia che dominano giornali e televisioni? Parte da questa domanda il prossimo incontro organizzato dal gruppo "Donne della realtà" presso la Casa internazionale delle donne a Roma, in via della Lungara 19. "

Vabbe', mi dico: una buona occasione per sentir parlare casalinghe, manager, parrucchiere, operaie, insegnanti, spazzine, impiegate, dottoresse, precarie ecc. No?

  

No, naturalmente:

"All'incontro di sabato aderiranno molte giornaliste e personalità del mondo della cultura. Si inizierà con una relazione introduttiva di Chiara Volpato, docente di Psicologia sociale alla Bicocca di Milano, e della filosofa Michela Marzano, firmataria insieme a Nadia Urbinati e Barbara Spinelli dell'appello di Repubblica per la dignità delle donne. Nel corso del forum verranno proiettate anche alcune gallerie fotografiche delle donne "offese dal Premier" che hanno inviato i loro scatti al nostro sito.
Tra le altre, sono invitate all'incontro il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del Pd, Rosy Bindi, il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, il direttore dell'Unità, Concita De Gregorio, il direttore dell'Espresso, Daniela Hamaui, il direttore del Secolo d'Italia, Flavia Perina, il segretario generale della Ugl, Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera, il presidente della Cpo della Fnsi, Lucia Visca.
"

Commenti

...niente male, ma si sono dimenticati di Flavia Pennetta!

Adriano | 21.11.09 15:36

Mica è una giornalista la Pennetta!

Luca | 21.11.09 16:04

Neanche Rosy Bindi, se è per questo!... :-)

Adriano | 21.11.09 16:35

Cher Luca,
Berlusconi è il loro ritratto, e quelli sono Dorian Gray. C'est sans importance.

Qui (link) si comincia dicendo: "Il caso ha voluto", e a parte questo non mi spiego perché parli di 'moderno' e di 'modernità' per indicare una specifica pourriture di contemporaneo localissimo... Non ho idea di cosa possa dire il resto dell'articolo.

In other (related) news:

Poichè, in un capitolo intitolato "tra memoria e oblio", si trova questo passo:

"Fuori dai percorsi dell'oblio, resta aperta la strada che, in nome della giustizia e libertà, punta a spezzare il nesso memoria/vendetta... L'alternativa potrebbe essere un'esperienza come quella della Commissione sudafricana Verità e riconciliazione, istituita nel 1995... per avviare una riflessione sui crimini dei bianchi a danno dei neri, ma anche quelli fratricidi compiuti all'interno della comunità nera".. ect.

un mio collega mi ha chiesto aiuto nel tradurlo, e così ho saputo di questo libro: "Le ragioni di un decennio", di Giovanni de Luna, che ha come sottotitolo "1969-1979. Militanza, violenza, sconfitta, memoria".

It makes very interesting reading, almeno nelle parti che mi ha fatto vedere. Lo conosci?

Francesca | 22.11.09 13:22

No, Fran, non lo conosco. Ma se mi dici che è interessante lo leggerò.

Luca | 22.11.09 17:06

caro Luca
questo tuo post è una buona testimonianza della sindrome da "ditino puntato" che colpisce molti blog che spesso hanno la pretesa di "adesso li sputtano io per bene". Purtroppo per criticare bisogna prima capire e tu non l'hai fatto...
La faccio breve: questo forum (con cui io non c'entro nulla, non sono neanche donna) ha come argomento il come viene trattata la figura femminile dall'informazione italiana. Certo chiamare a discuterne la simpatica signora che ha l'edicola di fronte casa mia sarebbe stato interessante, ma forse una donna che dirige un giornale e un'antropolaga che sta studiando questo fenomeno hanno più argomenti, o no?

Leo | 23.11.09 14:13

caro Leo,
a me quel che interessa è come un 'forum' che si presenta in questo modo:
"Dove sono finite le donne "vere", quelle che popolano la realtà, e non le loro sosia che dominano giornali e televisioni? Parte da questa domanda il prossimo incontro organizzato dal gruppo "Donne della realtà" presso la Casa internazionale delle donne a Roma, in via della Lungara 19. Il punto di partenza delle organizzatrici è ben sintetizzato dal nome che il gruppo ha scelto di darsi: "Donne della realtà", in contrapposizione con i finti stereotipi proposti dal sistema mediatico. Sui giornali e nei media italiani, sempre più spesso il modello femminile dominante è quello di una donna che sembra avere come unico obiettivo la seduzione del maschio più ricco e potente possibile. Così facendo, si perdono di vista le donne "reali", che hanno ben altro in testa rispetto a "sposare il figlio del Premier""
possa trasformarsi senza parere, senza difficoltà, senza contraccolpi, in una cosa che "ha come argomento il come viene trattata la figura femminile dall'informazione italiana".
Che è solo un altro modo di porsi la domanda: com'è possibile che un 'forum' che si chiama 'Donne della realtà' diventi una cosa composta da giornaliste, scrittrici e politiche in cui l'idea di invitare a parlare "la simpatica signora che ha l'edicola di fronte casa mia" non passa a nessuno neanche per l'anticamera del cervello?
E' anche il modo in cui, quando nella 'sinistra' si parla di 'società civile', ci si riferisce rigorosamente a: giornalisti, cineasti, scrittori, calciatori alfabetizzati, parrucchieri di grido, gastronomi e cuochi. L'idea di sentire la società civile vera (il tabaccaio all'angolo, l'extracomunitario che gestisce la bancarella, quello dei traslochi, ecc.) riceve l'educata e supponente reazione che tu hai qui ben riprodotto.
E' questo quel che mi interessa. Le tizie del forum, giustamente, non hanno la minima importanza.

Luca | 23.11.09 15:42

"Certo chiamare a discuterne la simpatica signora che ha l'edicola di fronte casa mia sarebbe stato interessante, ma forse una donna che dirige un giornale e un'antropolaga che sta studiando questo fenomeno hanno più argomenti, o no?"

Però, non avevo ancora trovato un modo così educato per esprimere la distanza tra un popolino che non si sa raccontare ed intellettuali che, al contrario, sanno tanto del popolino, massaie/tabaccaie comprese. La Palombelli che spiega alla "mi mamma"la vita e la realtà della "mi mamma".

mario | 23.11.09 16:07

anche perchè la giornalaia potrebbe avere 5 lauree in antropologia, 4 in economia ed un master in giornalismo...

alessandro | 23.11.09 16:15

avevo notato una cosa, che non so quanto c'entri.
in tutte le foto, le indignate di repubblica erano o in posa o venute al meglio.
una donna non invia mai una foto a casaccio, anche se dietro c'è una "serissima" indignazione.

addb | 24.11.09 14:52

Il y a bien pire: link

"Nous avons été laissés libre de nous avachir, de nous abaisser,.., et, en même temps, nous avons été soumis sans échappatoire possible à l'implacable autorité de cette autorisation .. On n'a plus honte de rien sauf de la honte qu'on pourrait éprouver à ne pas se laisser aller comme tout le monde et à suivre, quand il vous est ordonné PAR PERSONNE EN PARTICULIER, le droit chemin".

Lecture d'Histoire d'un Allemand, de Sebastian Haffner
(dans "Un Coeur Intelligent")

Francesca | 24.11.09 17:34

Di quello - oltre a farci un post - ne vorrei parlare al mio circolo del PD.

Luca | 24.11.09 17:56

"Quello", Luca, non la cosa in sé che è irrilevante, ma la sua dinamica, QUELLO è il fascismo.

"à rebours de l'oppression ou de la domination totalitaire, il s'offre aux hommes comme une irrésistible dispense d'humanité. Il n'écrase pas, il allège. Il n'enjoint pas, il délivre.. Ce n'est plus l'uniforme qui nous perd, c'est l'informe; ce n'est plus le règlement, c'est la récréation; ce n'est plus la contrainte, c'est le chahut; ce n'est plus l'ordre disciplinaire, ce sont les vannes de dortoir".

Mais c'est toujours lui, le même, le fascisme. On le reconnaît, comme toujours, à la servilité des 'intellectuels'.

Francesca | 24.11.09 18:06

caro Luca
sinceramente allora non ho capito qual è il problema? La prosa di Repubblica? Oppure continui a non informarti su quello di cui parli? Visto che l'incontro era aperto; le due studiose hanno introdotto l'argomento, ma poi tutte le intervenute (se ci fosse nadata anche la mia giornalaia naturalmente) ha potuto (e sembra che lo abbiano fatto)intervenire.

A Mario che si stupisce del mio tono educato, invece vorrei dire che io la parola "popolino" non la userei mai. Non la penso neanche: questo diminutivo-dispregiativo è infatti, secondo me, un sintomo evidente della distanza, messa da chi la usa, tra se e le persone, "massaie/tabaccaie comprese".

leo | 25.11.09 03:41

Ok. Allora mettiamola così. Si tiene questo incontro a Roma - intitolato "Donne della realtà" - con lo scopo di rispondere alla domanda: "Dove sono finite le donne "vere", quelle che popolano la realtà, e non le loro sosia che dominano giornali e televisioni?". In realtà, dici tu, lo scopo era quello di vedere "come viene trattata la figura femminile dall'informazione italiana". In effetti, nel sito dell'organizzazione,
link,
si legge: "Tantissime donne (e anche qualche uomo), di generazioni diverse, a riflettere e a discutere delle donne della realtà, della loro scomparsa dai nostri giornali e dalle nostre tv, di come giornalisti e media possano ridare spazio alle vicende di un’Italia al femminile più vera di quella raccontata dalle immagini di escort e veline e dalle loro storie di mera apparenza e di compiacenza del potente di turno."
Il problema, as usual, non è: COSA pensano/dicono/vogliono le "donne della realtà", le famose tabaccaie, massaie ecc., ma cosa se ne dice sui giornali e in TV.
Questa è diventata la politica in Italia: una divisione (molto meno glamour, e un po' sfigata) dello show business.

Luca | 25.11.09 12:01

mah... penso che a volte sia più onesto ammettere di non aver capito un cazzo di quello che si è commentato... senza offesa ciao

leo | 14.02.10 01:59

Leo,
con tutto il rispetto ma sembra che l'ironia non sia una delle frecce presenti nella tua faretra.
Il punto è che mi sembra solo un tantino snob l'approccio. Detto da uno che è parte del "popolino"

mario | 14.02.10 10:03

Leo, sei liberissimo di dire che non ho capito un cazzo di quello che ho letto: però non è che basta ripeterlo compulsivamente, dovresti anche spiegare perché.
A me pare che dei problemi veri delle donne (uno per tutti: la progressiva espulsione delle donne dal mondo del lavoro, che btw è una delle ragioni per cui i dati sulla disoccupazione in Italia sembrano migliori rispetto al resto d'Europa) a questi qua non fregasse assolutamente una beata mazza.

Luca | 14.02.10 12:17

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