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Foro competente

Al capitolo CLVIII del de agri cultura, Catone il Censore espone quella che lui chiama lex pabulo, vale a dire un vero e proprio contratto standard per concedere in affitto un pascolo invernale.

La cosa più interessante però è alla fine:

Si quid de iis rebus controversiae erit, Romae iudicium fiat.

Qui siamo alla metà circa del II secolo a.C. Non ho idea se ci siano nella letteratura latina testimonianze anteriori, ma mi sembra che già così una clausola di elezione del Foro sia eccezionalmente antica, e c'è da chiedersi che cosa ci dice sulla famosa vecchia struttura. Per esempio, vuol dire che abbiamo a che fare con absentee owners che possedevano poderi e terre un po' dappertutto e risiedevano a Roma, dove pertanto volevano essere giudicati (ma in realtà la villa romana descritta da Catone sembra appartenere a una fase più antica, in cui il proprietario risiede nella e gestisce direttamente la villa) oppure vuol dire semplicemente che i giudici più competenti stavano a Roma (così come le migliori canestre si compravano a Roma, le funi a Capua, le pale a Venafro e i carri a Sessa Aurunca: cap. CXLIV)?

 

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