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Aridatece l'apparato

parla il Nuovo Che Avanza, ovvero Debora Serracchiani:

Che cosa non le piace di Bersani?
"Rappresenta l'apparato. In tutto, linguaggio compreso. Parlano ancora di piattaforma programmatica, un'espressione che proprio non si può più sentire. Non mi sono piaciuti i modi della sua candidatura. Da un anno è un candidato a prescindere, come direbbe Totò. A prescindere dall'avversario, dal segretario in carica, dal risultato elettorale, da tutto".

Obiezioni davvero cruciali, eh? Mentre lui, l'Uomo dell'Apparato, così scrive:

Rimuovere i problemi non si può, se davvero crediamo nel nostro progetto; nemmeno possiamo ripiegarci su di noi ed avvitarci in discussioni retrospettive! Dobbiamo parlare dell’Italia, di noi e dell’Italia; delle idee che abbiamo per il nostro Paese e di come farle vivere in un rapporto reale con i territori e con i cittadini. Non ci sono scorciatoie né colpi di comunicazione risolutivi.

C’è un duro lavoro da fare per costruire un radicamento popolare del nostro partito e rispondere così a una destra che quando vince, vince nel popolo. C’è un lavoro da fare per collegarci alle forze produttive del paese, lavoratori e imprenditori, nel pieno di una crisi che ridefinirà anche il loro rapporto con la politica. C’è un lavoro da fare per convincere l’Italia a guardarsi con gli occhi delle nuove generazioni e costruire così nel senso comune una idea di futuro.

Commenti

mi sembra che quindi Bersani non possa che sostenere la Seracchiani...

alessandro | 01.07.09 14:54

Eh???
:))

Luca | 01.07.09 15:05

errata corrige: Serracchiani.

intendo dire che quello che l'Uomo dell'Apparato (Bersani?) scrive non è di certo in contraddizione con l'ormai famoso discorso all'Assemblea Nazionale dei Circoli del Partito Democratico del 21 marzo 2009

link

alessandro | 01.07.09 17:10

ed è ancora più degna di nota la risposta di Zingaretti: «Anche Totò e Tina Pica erano "simpatici"».
E poi?

alessandro | 01.07.09 17:18

Mah, a me pare che l'uomo dell'apparato (Bersani, esatto) si ponga giustamente dal lato dei problemi reali che l'Italia ha di fronte (non è un caso che contrapponga le "forze produttive" ai "colpi di comunicazione"), mentre Serracchiani etc. si pongono proprio dal lato dei colpi di comunicazione, dell'immagine ecc.
Voglio dire: ma davvero si può pensare che quel che la sinistra ha da fare in Italia siano "la laicità, la questione morale, il conflitto d'interessi, la riforma del welfare" (a parte forse l'ultima), per non parlare delle "facce nuove" ("far crescere una nuova classe dirigente")?
O meglio: come si fa ad intervenire su cose come laicità, questione morale, conflitto d'interessi NEL VUOTO ASSOLUTO di idee e progetti su come fare per tornare a produrre, come fare per far funzionare la PA, come fare a investire senza aumentare il deficit, e cosette simili, anzi con l'idea che cose come "piattaforma programmatica" ormai sono out e non si possono più sentire?

Luca | 01.07.09 17:27

OK, le battute sull'infelice uscita della Serracchiani sulla simpatia di Franceschini sono ingenerose e triviali e eviterei di parlarne, sono d'accordo su questo.
La tragedia vera è che le idee della Serracchiani non sono affatto "nuove", secondo me: sono vecchissime invece.

Luca | 01.07.09 17:30

Ma anche io sono d'accordo che le idee della Serracchiani non siano affatto nuove: semplicemente sono solo sempre rimaste tali e servite a fare campagna elettorale. Arrivare alla sintesi è, io penso, essenziale, perchè costringe ad un lavoro di analisi; così come il lasciare a casa qualcuno, se necessario, ammette che quel qualcuno possa anche essere lei stessa. Proviamo a risolvere il conflitto di interessi, e guardiamo se la PA funziona meglio, rinunciando magari a sistemare sempre i soliti amici. Quest'ultima cosa tra l'altro il PD può farlo subito, in tutte quelle realtà dove governa o è maggioranza.
Incominciamo, insomma. Poi verifichiamo e correggiamo il tiro, se necessario. Ma incominciamo.

alessandro | 01.07.09 19:28

Beh, quello che aveva detto la Serracchiani nel famoso intervento non era nuovo in sé, ma era strabiliante e splendido: va bene discutere, ma poi una volta che il partito ha assunto una linea e, per favore, smettetela di fare casino.
Mi sa però che adesso non regga l'eccesso di fama che le è piovuto addosso.

etienne64 | 01.07.09 21:57

più che altro per ora è il server che ospita il suo blog a non reggere...
poi, osservo solo ciò che io trovo essere un paradosso: la Serracchiani NON si candida alla segreteria del PD, quindi, ma di cosa stiamo parlando??? :))

alessandro | 01.07.09 22:36

Uhmmm, fammi pensare... Staremo mica parlando di una cosa che D.Serracchiani ha detto a proposito di P. Bersani?
:))

Luca | 02.07.09 08:31

non sai quanto sono d'accordo con te, ho dovuto citare il tuo commento delle 17.27 di ieri. sintesi perfetta

adlimina | 02.07.09 11:35

Ciao adlimina. Grazie, solo non ho capito la cosa della citazione.

Luca | 02.07.09 20:01

Veramente a me le due citazioni sembrano ugualmente vaghe.
Alla Serracchiani si può concedere qualcosa vista la scarsa esperienza, ma da chi è ai vertici del centrosinistra italiano da molti anni, gradirei risposte sui problemi, adesso. Sono un po' stanco di indicazioni di metodo.

massimo | 03.07.09 19:14

niente di serio, kk. intendevo questo: link

adlimina | 03.07.09 21:19

Adlimina, vedo da quel poveraccio di Luca Sofri che sei stata la vittima di un cannibalismo rituale di moralismo 'de sinistra' da due lire... :))
Inquietante, davvero.

Luca | 04.07.09 12:41

amico mio, ognuno è quel che non è riuscito a essere

adlimina | 05.07.09 09:50

Non ricordo più chi aveva suggerito che i 2 miliardi del Circo Massimo annunciassero o sancissero una catastrofe. A quanto pare Veltroni ha avuto la stessa impressione, ma sbirciando con la coda dell'occhio "l'apparato" DIETRO di lui, non quello DAVANTI a lui, con camere digitali e analisti della strategia di comunicazione, che il giorno dopo ignorava del tutto quel suo mediocre editoriale di discorso concentrandosi sui 'codici comunicativi' e zumpapà.

Un 'apparato' c'è, evidemmente, ma è quello che invita a 'commentare' le "canditature" con illuminazioni come le seguenti:

"Basta con i partiti, Berlusconi ha avuto originariamente successo senza un vero partito, ma parlando alla gente, anche se poi ne ha dette di cavolate"

"e più serietà! comunque, per vinvere con berlusconi, bisogna usare le sue stesse smorfie e balle, che piacciono alla gente che lo vota, fatto innegabile, o bisogna demolirlo perchè dopo di lui, non c'è più nessuno". (C'è scritto proprio così: "e più serietà").

Un altro ricorda: "la costituzione recita all'art. 49" Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale", e una si domanda cosa questo "concorrere" abbia a che vedere con "gradire risposte sui problemi" di massimo qui sopra, o "pretendere un'offerta politica conforme al mio alveo culturale, se no mi dichiaro esule", come nell'"analisi" dell'Apparatchnik di settimane fa (citato infatti nell'editoriale del Circo Massimo).

Non vedo altro modo di emanciparsi dall'apparato se non quello di ignorarlo e ANDARE LI A DISCUTERE E A STUDIARE, IN CARNE E OSSA.

Francesca | 06.07.09 14:51

Immaginons un homme - dit Marie - qui aurait pour fonction de traduire les paroles d'un étranger, non seulement de rendre compréhensibles les mots mais aussi les pensées, c'est à dire la translation de cette langue incompréhensible, ainsi que le sens, les références, tout ce qui n'est pas dit dans les mots, mais explique ces mots prononcés, au delà du simple mot-à-mot. Ce traducteur, qui nous rendrait la lettre, l'esprit et plus encore le non-dit, les sous-entendu, ne vous semble-t-il pas qu'il ressemble à votre analyste politique - qui entend, par son commentaire, restituer le mot et la vision de ceux qu'il analyse?

- Si, tout à fait

Bien. Maintenant que diriez-vous si cet homme qui affiche sa volonté de détruire la langue de bois de celui qu'il traduit, afin de faire prendre conscience à ses concitoyens des vrais enjeux des paroles prononcées, que diriez-vous donc si cet homme traduisait toujours de la même façon, quels que soient le caractère e la pensée de celui qu'il traduit, ou quel que soit le sujet traduit? S'il abordait à chaque fois de la même façon, avec la même vision, le texte à traduire, au point de ne plus faire sentir à ses auditeurs les nuances de sens, ni même celles de la pensée, d'en faire un texte different ce celui d'origine, mais toujours le même par rapport aux précédentes traductions?

-Qu'il est un mauvais traducteur...

Exactement. D'une langue de bois, il en crée une autre, plus compliquée à saisir puisqu'elle se présente comme une anti-langue de bois. Mais alors ne diriez-vous pas que ce n'est pas un défaut de traduction, mais plutôt un défaut de conception? Que traduire tout de la même manière n'est pas simplement une faiblesse de traduction, de savoir-faire, mais une mauvaise vision, une vision de bois?

-Si, bien sûr

Et maintenant que vous en semble? Qui est dans l'illusion? Celui qui utilise la langue de bois en sachant que ses concitoyens la perçoivent comme telle ou bien celui qui affirme décrypter la langue de bois, tout en en instaurant une autre, plus subtile, fondée sur la dénonciation de la première?

-Ce dernier sans doute.

-Que diriez-vous alors de celui qui, dans l'illusion, la propage au nom de la verité?

-Qu'il est un danger pour la démocratie...

Carl Aderhold, "Mort aux cons", Hachette Littératures, 2007.

Francesca | 06.07.09 15:29

Mi sto chiedendo se vale la pena intervenire qui:
link
Ma mi sa tanto di no.

Luca | 06.07.09 15:38

per cosa, per l'indirizzo di un buon ristorante, un tip per un disco tendence?

Non si doveva aggirare l'apparato?

Sai benissimo dove puoi intervenire!!!

Francesca | 06.07.09 16:10

RAPPORTI COL TERRITORIO(*)

"Decisamente interessante l'idea del programma...ma qui nasce il difficile...sarebbe bello che alla fine fosse possibile fare un quadro riassuntivo delle proposte "condivise"...

ci pensa Sofri - se ha tempo - a chiosare"

(*)di cui si parla, qui (link), sotto il titolo "la linea austera di Bersani, come segue:
"Bersani sta seguendo, in primo luogo, una strategia comunicativa incentrata sulla necessità di radicare il partito sul territorio", con un "ritorno alla austerità della tradizione socialista e cattolica democratica" che è "una tecnica per riavvicinare la base ai vertici di partito", e anche "l’unico modo di liberarsi dall’etichetta di “uomo di D’Alema”.

CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
CLAP CLAP CLAP - "se ha tempo" - CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
CLAP CLAP CLAP - "per chiosare"- CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

Francesca | 07.07.09 15:07

Hello!! Hello!?? Hello!! Hallo???
Aybody Hoooome? Hello??? Hello!!!???

[questioni interne] Programma a) esteso e contorto come quello vecchio (ma anche quello che potrebbe uscire da tutti questi temi), oppure b) rapido, veloce, incisivo (anche a costo di tralasciare qualcosa)?

Entrambe. Diffuso e dettagliato e analitico. Ma anche una sintesi identitaria e di obiettivi di massima. - Luca Sofri

Altri 11 commenti

Secondom me, sono necessari tre fasi: grandissima chiarezza (con "scannamento" preventivo) sulle cose realmente da fare (non il solito fumo) con la consapevolezza che al punto in cui siamo non basta più l'ordine del giorno dell'amministratore di condominio ma ci vuole un progetto coraggioso e sofferto; libro dei "sogni" e del futuro; rìmanifesto in pochi punti, emotivamente coinvolgenti, del medesimo libro dei sogni.

Hello!!?? Brzzppp brzppp HEL bzzzzrrpprpp Loooooo???

Francesca | 07.07.09 15:26

luca, in merito al tuo dubbio sull'intervenire o meno: un consiglio veloce. dài un occhio a tutti i thread che sono nati sotto quel gruppo, guarda i nomi (o nick, è uguale), controlla quante volte ricorrono le loro firme nei commenti, calcola un tempo approssimativo che hanno impiegato per 'pensare' (pensare?) il da dirsi e quello necessario a scriverlo. leggiti questi esilaranti interventi di tal francesca pitta qui: link. ora chiediti: chi e quanti, ma soprattutto 'chi' è convinto realmente che una converséscion 2.0 possa influenzare anche solo minimamente gli argomenti da 'dibattere' (non dico altro, resto volutamente vaga) nelle sedi opportune? chi è che lo crede? e, di nuovo: sarà un caso che a crederlo (anzi, ad esserne convinti!) siano sempre gli stessi? io mi chiedo solo: ci sono o ci fanno?

adlimina | 08.07.09 10:23

Era una domanda retorica, sono già intervenuto: fin troppo, visti i risultati. Con questi non riesco a parlare, nonostante gli sforzi.

Luca | 08.07.09 11:15

A proposito: è la prima volta in vita mia che sono d'accordo con Fioroni
link

Luca | 08.07.09 11:20

Ma visto che sei spinto comunque a 'partecipare', lascia che ti dica qualcosa e ti suggerisca qualcosa d'altro.

TUTTE le 'proposte' sono del tipo:

(implicito, nella propria testa): "poiché le cose stanno così" allora
(esplicito, nelle proposte): "facciamo questo".


Per esempio: sulle tasse. Tutti 'sanno' come funzionano le tasse, e dunque eccoti mille proposte basate su quel 'sapere'. E come lo 'sanno'? Nei rari casi in cui si intravede la 'fonte' di quel sapere essa non è altro che il vago chit chat di Repubblica. Leggo per esempio che Sofri ammonisce razionalmente: "siamo sicuri che la tassazione in Italia è più alta che altrove?". E boum, un tipo trascrive i dati sui CONTRIBUTI alle pensioni che La Repubblica ha pubblicato senza capire un ca%%o di quel che diceva il rapporto dell'OCDE di qualche settimana fa (con 'analisi' di un tale che capiva ancora meno di un ca%%o e concludeva che "i numeri dell'OCDE vanno presi per quel che valgono. Poco"), e senza avere idea manco minima di che differenza ci sia fra le TASSE e i CONTRIBUTI per le pensioni, a che servono le tasse, come funzionano, ect. Una specie di 'rubinetto' che si apre o si chiude indipendentemente da tutto il resto.., ect.
QUESTA E' L'AZIONE DELL'APPARATO mediatico-trombonico.

Torno dunque a chiedermi ancora: come cavolo è che discutendo del PD nessuno metta UNA SOLA domanda su COME DOVREBBE FUNZIONARE IL PD rispetto alla società civile, ect?

Potresti chiedere: "IL PD devrait-il si dotare di un ufficio studi, di un Istituto, di qualche organismo che lo aiuti a rilevare e a modellare le trasformazioni in eatto nella composizione demografica, or in just about anything"? Se si: "che rapporti dovrebbe avere questo organismo con la scuola o la Università o i giornali o la TV. l'ISTAT or whatever?" "Quali strumenti di governo partecipativo dovrebbe mobilitare per evitare l'arteriosclerosi e la formazione di guru e esperti e concionarori"?
Perché ben lungi dall'esserci liberati dei concionatori arteriosclerotici e tecnocrati dell'epoca del Centro Studi per la Programmazione Economico del feu PCI, o della Scuola delle Frattocchie, o dell'Istituto Gramsci, il fatto che abbiamo smantellato tutto quel "apparato" ci ha invece consegnato ad un altro APPARATO di concionatori ben più feroce di quello, perché interamente SOTTRATTO al controllo degli iscritti o dei simpatizzanti e fondato sul puro arbitrio della dimestichezza con le techniche retorico-linguistiche and all that jazz.

Ragion per cui nel thread segnalato da adlimina una cretina qui prone "il contatto diretto" grazie a facebook comincia col "contattare Zambardino", chiedendo che *intanto* si pensi CHE COSA chiedere (miracolo della 'cominicazione diretta': un self-appointed guru media una comuncazione, e DOPO si pensa a cosa comunicare). IL tutto in un "party" illustrato da una citazione cinefila di un tic di James Bond. Ce qu'on fait de mieux dans le genre "radicamento nel TERRITORIO", I suppose.

Francesca | 08.07.09 15:00

link

regalo :)

alessandro-->Francesca | 08.07.09 17:46

accidenti. corro a cercarti allora (mi ero risparmiata i pipponi di tutti i thread del gruppo, ora mi tocca leggerli tutti per trovarti), poi torno e leggo il commento di francesca (ché me lo pregusto, lo tengo per addolcirmi la bocca in vista di quel che leggerò - non del tuo, ovvio)

adlimina | 08.07.09 22:12

e appunto, bene avevo previsto (ecco, francesca ha scritto quel che avrei scritto io ma preferivo lo scopriste da soli. siamo tra il surreale e il decerebrato in quel susseguirsi di incitazioni a 'partecipare', la voce della rete... ma per favore). non so che dire rispetto a quel che ho letto se non, appunto, che la approssimazione con cui ogni cosa viene scritta (con il solo intento di restare assolutamente radicati nei propri convincimenti e, quel che è peggio, di bearsi nel sentire l'eco delle proprie parole) mi fa tenere alla larga da questa inutile caciara. ti ho letto sul divorzio, sui pacs e sull'abolizione degli ordini professionali. la ferocia della stupidità con cui ti è stato risposto (e l'ignoranza, quella sì sublime) mi fa pensare a una commedia di groucho. ammetto però che mi fa assai piacere leggerti, se gliele canti un po'.

adlimina | 08.07.09 22:43

Postato la domanda. Immagino che non risponderà nessuno.

Luca | 09.07.09 09:37

La ferocia.

Ora, proprio questo è il punto.
Précisamente il punto.

Ma è indispensabile - methinks - capire che NON si tratta di 'tratti della personalità', di tratti individuali, del fatto che Pinco è stupido e Pallo è feroce.

Quella ferocia è un prodotto sociale, è un tratto della cultura, è il prodotto di un 'apparato' culturale. (E' quella che - sia detto en passant, pousse i 'cervelli', c'est-à-dire i cuori, alla famosa 'fuga', e che nessuna retribuzione o perk può compensare).

(Per esempio, Alessandro, il tratto fondamentale dell'articolo che hai linkato non è la 'bêtise' pura e semplice, ma la pontificazione, l'assurance, je dirai l'"immodestia", l'"impudicizia": una 'felicità' FEROCE, come è FEROCE e "impudica" la devozione tutta sentimenti e palpitazioni e piccoli gesti delle dita di Sante contorte nel martirio nei quadri edificanti del '600).

Ne consegue - je pense - che non solo "cantare loro un po'" non ha nessun effetto contrario, ma che anzi vi partecipi. Car nessuno di noi, NESSUNO è immune. NESSUNO. Nessuna sapienza, nessuna arte, NESSUNA 'coscienza', nessuna letteratura è immune. Tu la butti là-dentro, e non fai che agghindarla, la ferocia, non fai che ornarla, persino legittimarla. E en plus la débauches, la débases, la sapienza e l'arte e la lettératura..

Se è una 'cultura', eh bien sai bene qual è il lavoro da fare. (per esempio: dove sono i Mr. Pecksniff, e Pickwick e Podsnap nella vostra cultura popolare?).
(Ed è perciò che non capisco perché hai messo il Dubuffet in quel modo, e soprattutto perché non hai risposto a Etienne che, come sempre, ha torto e ragione al tempo stesso, si da torto quando ha ragione e viceversa:).

Francesca | 09.07.09 09:54

Eh??? Come sarebbe non ho risposto ad etienne?

Luca | 09.07.09 10:05

No you didn't.

Etienne: "Diventare delle bestie non è una cosa che si improvvisa così."

Il a raison, mille fois raison. C'est même il miglior commentario al quel che osservi ("senti" sarebbe più appropriato) chez les types d'à côté.

Mais il a tort - je crois - di pensare (se poi lo pensa, allez savoir:) che diventare delle bestie sia difficile perché la cultura si oppone....

Forse dovresti spiegarci (nell'altro post) perché hai messo quella citazione di Dubuffet?

Francesca | 09.07.09 10:19

Ah, OK.
Sto cercando di postare, un po' alla volta, tutti i passi importanti di Dubuffet (come avevo fatto tanto tempo fa per B.-H. Lévy e Bruckner). Non riesco a farne un testo unitario perché ho poco tempo e la testa altrove.

Luca | 09.07.09 10:23

Esempio di "diventare delle bestie". "Feroci".

"i Piombini sono in rete: facciamo il tesseramento on line (le sezioni sono roba vecchia)"

Segue discussione geniale sulla seguente questione:

"Come portare avanti il programma? via internet per i giovani, door to door per i piu` anziani..", oppure "ma non potremmo essere un po' pragmatici e pensare che ai 30 e 40 enni possiamo anche parlare via mail, online, con i blog, con twitter o come diavolo ci pare, ma a quelli che superano i 50 dobbiamo parlare de visu? Anche perché poi a friggere le patatine e ad attaccare i manifesti ci vanno loro. Lo so che il marketing ci fa schifo a noi di sinistra, ma il mezzo deve essere funzionale al target"

Capisci? è una questione di adattarsi al target, c'è un medium (forse 'un midia') per gli uni e un'altro per gli altri, gli anziani non hanno internet... sarebbe quello il problema.

Sur quoi ecco come stanno le cose:

"è la gente delle sezioni - spesso pecore agli ordini del comitato - che mi interessa meno - sono coloro che hanno tutta la famiglia impiegata in Comune che non sopporto più".

Queste "pecore agli ordini del comitato" sono i nostri elettori, quelli sicuri, tu comprends? Che i nostri elettori sicuri siano "percore", cela ne pose aucun problème. Che le sezioni contengano solo quelli, pas plus.

D'altra parte, dice un altro: "è una questione di essere disposti a mettersi a parlare con "i muri"... chè certi soggetti, nelle sezioni e per strada, sono tali, e bisogna lavorare di pazienza, costanza, fatica... altrochè".

bisogna lavorare di pazienza, costanza e fatica... voilà che "internet" diventa un elettodomestico che solleva dalle fatiche ménagères.
NOTA: le pecore rimangono pecore, e al tempo stesso internet si débase.

Ora, questo è esattamente il rapporto di La Repubblica con i suoi lettori.

Si chiama BERLUSCONISMO

Questo NON si improvvisa.

Francesca | 09.07.09 10:41

Solo per completezza: chi va a friggere le patatine? I motivi di Cassazione sono una cosa bellissima, ma se sbagli le notifiche non servono a niente.

etienne64 | 09.07.09 11:14

Tanto per capirsi.
link

etienne64 | 09.07.09 11:15

link

(grazie, ti nominerei mio portavoce ufficiale, con il tuo permesso)

adlimina | 09.07.09 23:40

a me, Francesca, è saltato all'occhio la conclusione, che ben riassume, io credo, cià che da tempo mi hai fatto notare: "Il Fil non fa troppi calcoli, più che altro sente (feel), e sente che è tempo di cambiare."
Il non fare TROPPI calcoli, senza neanche prendersi la briga di illustrare dove andrebbe disegnata la linea tra il poco, il giusto, ed il troppo.

alessandro-->francesca | 09.07.09 23:50

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