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Lingua cinese

Se si domanda  a Tizio, che non ha mai studiato il cinese e conosce bene solo il dialetto della propria provincia, di tradurre un brano di cinese, egli molto ragionevolmente si maraviglierà, prenderà la domanda in ischerzo e, se si insiste, crederà di essere canzonato, si offenderà e farà ai pugni.

Eppure, lo stesso Tizio, senza essere neanche sollecitato, si crederà autorizzato a parlare di tutta una serie di quistioni che conosce quanto il cinese, di cui ignora il linguaggio tecnico, la posizione storica, la connessione con altre quistioni, talvolta gli stessi elementi fondamentali distintivi. Del cinese almeno sa che è la lingua di un determinato popolo, che abita in un determinato punto del globo: di queste quistioni ignora la topografia ideale e i confini che le limitano.

(A. GRAMSCI, Passato e presente, Roma, 1979, p. 93-94)

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Pietro | 28.04.09 13:04

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