« Viva la Resistenza | Home | Lingua cinese »

Brunetta vs Bignardi

Il famoso battibecco tra Brunetta e quella insopportabile, ignorante e presuntuosa signora che non sa chi sia stato Giacomo Brodolini e pensa di cavarsela con un "Brandolini, Brodolini, ma che differenza vuole che faccia, non sono queste le cose importanti" per me è l'epitome del "giornalismo" italiano. Storpiamo pure i nomi, ignoriamo pure di cosa parliamo, tanto che cce frega? Una platea di imbecilli che applaude ad ogni nostra "spiritosa" battuta la troviamo lo stesso.
Tra una così e Berlusconi, che differenza c'è? Solo una  (Hint: è una cosa che Berlusconi spesso riesce a vincere). 

Commenti

Notevole il fatto che la signora sia rimasta del tutto spiazzata dal fatto che l'intervistato non era deferente verso sua giornalisticità. Vabbé, sarà pure di FI, ma al "non mi sono mai trovata in una situazione del genere" il "una prima voplta potrebbe farle bene" è semplicemente sublime.
Non solo sono ignoranti: sono l'arroganza fatta a classse sociale. Non riescono a vedere assolutamente nulla oltre il loro naso.

etienne64 | 27.04.09 13:50

Brunetta è uno che sa di cosa parla, a differenza di quella là. E non si capisce perché chi fa giornalismo debba avere sta singolare pretesa di poter parlare di tutto senza saperne nulla.

Luca | 27.04.09 13:55

L'unica sensata domanda che la tizia (ma è giornalista?) avrebbe dovuto fare a Brunetta secondo me era perchè sta con il centrodestra. Anche se sarebbe stata una domanda retorica... :-(

alessandro | 27.04.09 14:32

La spiegazione logica è gia nella frase "Storpiamo pure i nomi, ignoriamo pure di cosa parliamo, tanto che cce frega? Una platea di imbecilli che applaude ad ogni nostra "spiritosa" battuta la troviamo lo stesso" che nella sua brutalità francamente eccessiva ( e di gratuito insulto nei confronti degli spettatori della Bignardi, della quale schiera fortunatamente non faccio parte ) dice semplicemente che chi fa il lavoro della Bignardi ha i suoi incentivi che non hanno nulla a che fare con la conoscenza della storia dello statuto del lavoratori.
La Bignardi nel ristretto campo di ciò che le viene richiesto dal datore di lavoro ha una sua professionalità, e, per quanto la cosa possa irritare alla fine contano SOLO gli spettatori che riesce ad attirare, o nel caso di un quotidiano le copie vendute.

pietro | 28.04.09 20:10

"La Bignardi nel ristretto campo di ciò che le viene richiesto dal datore di lavoro ha una sua professionalità, e, per quanto la cosa possa irritare alla fine contano SOLO gli spettatori che riesce ad attirare, o nel caso di un quotidiano le copie vendute."
Ecco, questo è esattamente quello che il giornalismo italiano pensa di se stesso. Cioè: è esattamente il problema.
E non è un problema del solo giornalismo italiano.

Luca | 28.04.09 20:43

Scrivi un Commento