Altro che dismal science
Quando studiavo in Inghilterra ero affascinato dall'antropologia e mi seppellivo tra i libri del leggendario A. R. Radcliffe-Brown e di molti altri antropologi, ma alla fine decisi che la mia vocazione era fare l'economista. Quale altra scelta avrebbe potuto fare uno studente che veniva da un paese affetto dalla povertà?
In realtà, se la scelta di dedicarsi all'analisi economica con l'obiettivo di ridurre la povertà, di accelerare la crescita, e quindi di fare in modo che la gente trovi un lavoro e abbia un'esistenza dignitosa, non è un vero e proprio imperativo morale, che cosa è?
(J. BHAGWATI, Elogio della globalizzazione, Roma-Bari, 2005, p. 25)
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Chi può non condividere propositi così nobili?;-D