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La cazzata della settimana

“Lolita” è la lurida infame schifosissima storia di un lurido infame schifosissimo pedofilo che provoca la morte della propria amante per potersene scopare in pace la figlia poco più che bambina, sognando di metterla incinta per potersi, di lì a dieci anni, scopare la figlia e metterla a sua volta incinta per scoparsi di lì a vent’anni la nipote. Qualcuno mi sa spiegare per quale strana ragione questa immonda cloaca è considerata un capolavoro?

Quando ho letto questa sparata non credevo ai miei occhi. Pensavo fosse uno scherzo. Invece questa tizia qua parlava sul serio.

Dunque, visto che l'"Edipo Re" è la lurida infame e schifosissima storia di un lurido infame e schifosissimo parricida incestuoso, che non solo ammazza il padre Laio, ma sposa la madre Giocasta, facendoci tre figli, e causando la pestilenza nella sua città: qualcuno  mi sa spiegare per quale strana ragione questa immonda cloaca è considerata un capolavoro?

Commenti

E il bello è che la poveraccia, a quel che so, fa anche l'insegnante.

KK | 23.06.08 09:03

ma sai che anche senza cliccare, avevo indovinato l'autrice del pezzo?
più che poveraccia, poveracci gli alunni.

addb | 23.06.08 12:19

Veramente. Questa è una che agli studenti dovrebbe insegnare COME leggere i testi.

KK | 23.06.08 12:26

E se le si consigliasse di leggere Ulisse ? Che fa, prepara l'autodafe' ? O muore di disgusto sulla traditrice Molly che mette le corna all'inetto marito e a orgasmi extraconiugali ?

Ardberg 17 | 23.06.08 12:31

:-))
Ehhhh, e mica solo Joyce...
Pensa solo all'Eneide. Qui c'è un tizio che scappando da Troia si "scorda" la moglie, poi seduce e abbandona un'altra disgraziata, infine arrivato nel Lazio ruba una ragazza al legittimo fidanzato e ammazza pure quest'ultimo per soprammercato.
Nell'Iliade si stupra ed ammazza a ogni piè sospinto.
Che si fa? Cominciamo ad emendare i testi e a mettere le mutande ai nudi di Michelangelo?

KK | 23.06.08 12:41

però l'autrice non è moralista.
è giustizialista.
credo che non essendole piaciuto il libro ed avendo a maggior ragione argomento "schifosissimo" per lei basta, caput, a morte l'autore e tutti gli altri.

tra l'altro lei stessa riconosce che rimase impressionata.
e non è forse questo uno degli scopi dell'arte?
non ha scritto inorridita, ma impressionata.
chissà cosa pensa di lamento di portnoy...

addb | 23.06.08 13:03

L'autrice è fondamentalmente una che non capisce. In più, è anche una convinta che capire non serva a nulla, cioè che l'unica cosa che importa al mondo è quello in cui crede LEI.

KK | 23.06.08 13:15

pensa che su g.reader non veniva fuori il resto, ovvero il tuo commento. per un attimo ho tremato, venivo a leggere con intenti rissosissimi

:)

adlimina | 23.06.08 13:24

BARBARA NON HA LIMITI ALLE BARBARIE! (andasse a quel paese)

desaparecida | 23.06.08 15:25

Grazie per la fiducia, adlimina
:)

KK | 23.06.08 15:29

Scusate l'intromissione, ma tenevo a sottoscrivere. Purtroppo non riesco ad essere rissosa. Come a suo tempo, da "vittima" le scrissi, porta in sè una aggressività patologica. Non conosce dialogo, e ciò la porta ad essere ben peggio dei mali che dipinge.

1ps | 23.06.08 15:49

Be', se è per questo ho letto di peggio (pare che sia illimitato, infatti). Leggete un po' che scrive 'sto cretino a propsito dell'adattamento di Kubrick:

Humbert Humbert perde la testa per Lolita, che porta occhiali a forma di cuoricino e succhia ancora i leccalecca. Ma lo perseguita Quilty, sempre pronto a guastargli la festa e ad assillarlo con allusioni oscene. Forse non esiste, forse è un fantasma dell’Overlook Hotel, o un monolito pecoreccio. Forse è solo la voce della coscienza, grottesco senso di colpa (Quilty/Guilty). Nel libro di Nabokov Kubrick intravede quello che, assieme all’Odissea, è il suo mito primordiale: Pinocchio.

alt | 23.06.08 17:08

Vabbe', fa schifo, ma perché sarebbe peggio?

KK | 23.06.08 17:19

KK, a mio parere ha scritto anche di peggio..Non avevi letto la sua ipotesi, spacciata ovviamente per verità assoluta, sulla faccenda di Novi Ligure? Per Barbara è ovvio che Erika fosse una vittima di turpe attenzioni paterne. E l'ha scritto serenamente, con assoluta convinzione. Su questi temi - anche su altri, eh.. - è assolutamente impossibile riuscire a imbastire qualsivoglia tipo di discussione. Alla seconda obiezione risponde "sì, caro, hai ragione" e chiude lì.

Carla | 23.06.08 17:21

turpi, ovviamente.

Carla | 23.06.08 17:22

"Pablo Neruda ha scritto l'Ode alla cipolla per dimostrare che si può fare poesia con qualunque tematica, e direi che l'Ode alla cipolla è la prova più lampante del fatto che NON si può fare poesia con qualunque tematica. Leggendo Lolita ho provato un orrore crescente man mano che avanzavo perché, oltre allo squallore della vicenda, era anche chiaramente percepibile il compiacimento con cui l'autore la raccontava."
E tu vuoi discutere con una che scrive 'ste cose?

Carla | 23.06.08 17:25

E infatti, ho smesso di discuterci. L'ultima votla, davvero, credevo che scherzasse...

KK | 23.06.08 17:29

Caratteristica di Barbara è che è quasi del tutto incapace di scherzare. Quanto a autoironia, meglio lasciar perdere.

Carla | 23.06.08 17:39

Già una che crede ancora alle tematiche...
Alt

alt | 23.06.08 17:44

Alle proprie.
Se la risposta non ha il tono da "quanto hai ragione" (non seguita da argomenti, per carità) se non ti censura, ti attacca proprio sulle "tematiche" (un suo classico dell'attenzione all'opinione altrui è la risposta: ai cretini piace andare in giro per il mondo a far vedere quanto sono cretini).

Detto questo credo non meriti troppa considerazione.

1ps | 23.06.08 17:54

Adoro i cretini. Ah, essere finalmente il più cretino, per citare un altro lurido infame schifosissimo.
Alt

alt | 23.06.08 18:01

KK, il metodo di analisi è pienamente visibile e risiede nell'esempio dei quadri della Madonna

come dire, parti dai tuoi presupposti sbagliati e segui un filo logico.

saluti, tornerò a leggervi

1ps | 23.06.08 18:05

Ah, l'esempio dei quadri della Madonna era bellissimo. E anche quando ha obiettato: "Ma non c'è nessun nesso tra Lolita e l' Edipo Re".
E te credo...

KK | 23.06.08 18:13

Perché cotanto livore? 'Sta blogger vi ha piazzato bond argentini? Se davvero è cretina non è giusto infierire su un cretino; se non lo è, perché le date della cretina ogni riga? Che ci guadagnate?
Fa caldo eh, ragazzi....

etienne64 | 23.06.08 18:21

ti dirò, kk, il mio commento precedente non era nemmeno il seguito di un click al link (non era cliccabile, problemi tecnici miei) su 'questa tizia qua'. ora sono andata a vedere, i tuoi commenti sono i più centrati, direi, o almeno è quel che avrei cercato di dire io se fossi stata una lettrice del suo blog, e avessi la tua grazia e non la mia irascibilità su certi temi. sarebbe scoppiata la rissa, che proprio non mi attrae in questi ameni luoghi, lei avrebbe cassato e patatì patatà. però nabokov ne sarebbe uscito pieno di gloria, questo è certo. per non dire di kubrick. dipingere l'umana miseria non è da tutti, ma saperla leggere è veramente per pochi. tempo sprecato, ha ragione étienne

adlimina | 23.06.08 18:47

povero tazio

desaparecida | 23.06.08 23:18

Io proporrei una rubrica di recensioni sui libri atti a turbare la coscienza del volgo. Titolo: "Non leggete questi libri". esempio:
la Bibbia (incesti, stupri e chi più ne ha più ne metta)
i Promessi Sposi (sordida storia di potentato locale che cerca di sedurre fanciulla afflitta da fidanziato idiota cooperando con monaca di facili costumi).
Vangeli (Deprimente biografia di un falegname che viene ammazzato da una manica di fanatici senza che i fanatici suoi possano fare nulla)
...
Come diceva Wilde, non esistono libri immorali o morali, esistono solo libri scritti bene o scritti male.
Lo so, tentare di spiegarlo alla signora è troppo.

ps: sono insegnante anche io e ci tengo a sottolineare che NON siamo tutti così.

galatea72 | 24.06.08 08:00

Ma la tizia non si è proprio chiesta che cos'è la letteratura, cos'è la scrittura, cosa c'è dietro un romanzo di quella portata, che tracce ha lasciato nella storia delle letteratura mondiale, ecc. ecc. E poi confonde anche il libro della Nafisi che non parla solo di Lolita ma anche di altri romanzi e in generale del potere della letteratura contro le tirannie.

Alberto | 24.06.08 11:18

Partiamo da una premessa, credo doverosa.
Nel romanzo lolita c'è, sotto sotto, (inutile negarlo) non proprio una esaltazione ma certamente una specie di "favor" poetico per l'eros verso una adolescente minore, quasi bambina.
Se per voi è vera questa premessa bisogna chiedersi: 1) se è da considerare o meno riprovevole il compiere atti di libidine verso una fanciulla; 2) se è accettabile che la poetica e l'arte in genere possano mettere in luce aspetti positivi (nel senso di suscitare sentimenti di compartecipazione emotiva favorevoli) verso fatti comunemente considerati riprovevoli seppure espressi con candida maestria poetica.
Se è vera la premessa e se risponderete sì alle 2 domande ..... allora, se volete essere coerenti, dovreste automaticamente considerare altrettanto accettabili, poetici e artistici opere che esaltassero qualsiasi fatto comunemente ritenuto riprovevole.
Faccio un esempio: sareste disposti a ad accettare e decantare i meriti poetici di un'opera (realizzata con alta e geniale maestria poetica) che esaltasse la personalità di un aguzzino di un campo di sterminio nazista ? O che esaltasse la personalità di un razzista del ku klux klan ? 0 che esaltasse la personalità di un religioso della Santa Inquisizione Cattolica che processò e mise al rogo Giordano Bruno ?

MIRAGE

MIRAGE | 24.06.08 12:18

Vorrei chiarire che non ce l'ho affatto con Barbara come persona (non la conosco) né come insegnante (non so cosa né come la insegni). Trovo che sia assurda la tesi, e non perché non sia lecito non amare Nabokov o non amare Lolita (chiaramente lo è), ma perchè l'argomento usato (L. fa schifo perché parla di pedofilia) è al di sotto di ogni critica.
Pensavo che anche persone di cultura medio-bassa ormai fossero assuefatte alla convinzione che il valore estetico di un'opera non ha nulla a che fare con l'elevatezza del suo tema (e questo anche a prescindere dal fatto che "elevatezza del tema" non veniva certo declinato, ai tempi, nei modi piccolo-borghesi
che oggi ci propone Barbara). Ma devo ammettere, dopo aver letto anche i commenti al suo post, specie quelli demenziali che hanno tirato in ballo completamente alla cacchio Baudelaire, che mi sbagliavo di grosso e quella convinzione è molto diffusa.
Anche il suo modo di rispondere alle obiezioni è caratteristico, ma questo, devo dire, mi ha stupito di meno.

KK | 24.06.08 12:24

Galatea,
non ho alcun dubbio che gli insegnanti non siano tutti così.
Comunque, per confutare la tesi di Barbara, non c'è nessun bisogno di aderire all'estetica di Wilde (io, per es., non credo affatto che esistano solo libri scritti bene o scritti male).

KK | 24.06.08 12:27

Alberto,
il post di Barbara presenta problemi molto più gravi che non l'aver trascurato cosa c'è dietro al romanzo e le sue tracce sulla letteratura successiva. No?

KK | 24.06.08 12:34

Non lo so, KK. Dico che non si può parlare di un libro in quel modo. Perché appunto significa non sapere che cos'è la letteratura. Non sapere per esempio che essa parla per allusioni: Lolita è la storia di un'ossessione non di un pedofilo. Resta vero il fatto che posso trovare brutto Lolita, ma non tacciarlo di qualcosa che non è.

Alberto | 24.06.08 13:17

risposta affermativa.

alessandro-->MIRAGE | 24.06.08 13:26

KK, mi sono trattenuto dal commentare la frase di Wilde. L'hai fatto tu: concordo.
KKK: un'opera che esalta il Ku Klux Klan esiste. E purtroppo è un capolavoro. "Nascita di una nazione", D.W. Griffith, 1915.
Alt

alt | 24.06.08 13:34

Truly amazing!!

Humbert sostituisce alla Lolita in carne ed ossa una Lolita di sua invenzione, e quella che Mirage chiama "l'esaltazione 'a favore'" è esattamente il contrario: è il solipsismo e la mostruosa incuriosità di Humbert rese 'sensibili'. Ed è precisamente perchè la rende sensibile invece di "denunciarla" come in un'operetta edificante, che questa incuriosità può essere riconosciuta, prima di tutto, e poi - forse... ma forse no, da quello che leggo - affrontata.

Mica è per caso che il libro di A. Nafisi si intitola "Reading Lolita in Teheran"!!

Cosa riesce a fare alla "cultura" una cultura "incuriosa", popolata di Humbert Humberts da cinefilia ombelicale, da romanzetti febbricitanti intorno alla panza...

Francesca | 24.06.08 13:40

Ciao Fran,
hai detto più cose e più intelligenti in un minuto di quanto non abbia fatto io in due giorni :))
Lolita è un'opera d'arte, ed è appunto tale perché rappresenta le vicende dei suoi personaggi con quella che volgarmente si chiama "partecipazione", ma è poi soltanto pietà (o compassione, o come la si vuole chiamare).
Eppure, a quanto pare, c'è gente che non capisce non solo che si può contemporaneamente odiare un pensiero o un'azione e amare la persona che compie quell'azione o esprime quel pensiero, ma che si deve farlo, se si vuole davvero che la critica (di quel pensiero e di quel comportamento) diventi efficace.

KK | 24.06.08 14:32

che la fran ti desse dei punti, noi l'avevamo capito da mo'...
eh eh.
ciao!

addb | 24.06.08 14:43

:-))

KK | 24.06.08 15:01

To', guarda cosa barbara pensa di tutti coloro che non condividono la sua invettiva:
"Stai commettendo due errori: supporre che questa gente possieda qualche neurone (ipotesi smentita dal fatto che non sono neanche capaci di leggere quello che ho scritto) e supporre che, nel caso li possedessero, siano in grado di farne uso, cosa impossibilitata dal fatto che il loro cervello lo hanno immolato sull'altare della Religione Suprema, quella che ha stabilito che è tabù avere dei tabù, che è vietato avere una morale, che se non si trova meraviglioso ciò che qualcuno ha stabilito che si debba obbligatoriamente trovare meraviglioso si va all'inferno."
"Questa gente" ovvero KK e tutti quelli che la pensano come lui..ops,pensare, senza neuroni?

Carla | 24.06.08 15:07

Naaa, Carla, quella sta parlando di se stessa. E di che cos'altro vuoi che possa mai parlare? Non è (o non solo) questione di stupidità, ma di ombelicalità.

KK | 24.06.08 15:11

È solo una delle tante cretine che hanno visto la Madonna. E che quindi non l'hanno vista. La lascerei marcire, lei e i suoi centomila miliardi di inutili neuroni. Scusate non so se avete notato i logo che sfoggia, la quantità e la qualità di quei logo.
Alt

alt | 24.06.08 15:56

Lolita, come ogni grande opera letteraria, è un incrocio di letture possibili e sovrapposte, che coabitano nella loro compossibilità. Può essere letto come un trattato sull'estetica delle ninfette, come una requisitoria sugli effetti della castrazione (si dovrebbe ricordare che la passione di HH per le fanciulle viene fatta risalire a un rapporto non consumato del personagio nella sua pubertà), come una disamina della condizione dell'intellettuale europeo emogré negli USA, persino come la messa in opera del lavoro sulla lingua di Nabokov stesso, dove Dolores/Lolita è l'inglese, e il tentativo frustrato di impadronirsene è la scrittura stessa del romanzo; personalmente, il pezzo che preferisco è il racconto del viaggio nel centro vuoto degli Stati Uniti, con Lolita che costringe HH a macinare chilometri secondo le indicazioni di una guida turistica che esalta improbabili landmarks, mentre HH cerca di far valere un'estetica del viaggio per il viaggio, il che a sua volta rimette in scena l'estetismo loffio e sconfitto di contro alla tracotanza della cultura di massa. Proprio questa ricchezza di temi e questa mancanza di morale da insegnare è quello cui si dovrebbe fare attenzione quando si legge un libro. Se non si assume questo atteggiamento, allora tanto vale lasciar perdere.

nane cantatore | 24.06.08 16:06

NOTA PER QUALCUN ALTRO: la regola numero 1 nei blog è che a casa mia faccio quel cazzo che mi pare. Non ti sta bene? Togliti dai coglioni e vedrai che andrà tutto bene.

Scusate, tra i commenti di questa povera stronza ho beccato questo. Ma allora, se poco mi dà niente, perché non lasciarla lì dov'è, con i suoi panni zozzi, le sue mutandine da educanda e i miliardi di persone che la pensano come lei?
E passare quindi a leggere cose più eleganti, o anche più trash, o comunque qualsiasi altra cosa, per piacere, piuttosto che immalinconirsi sulla bêtise altrui, un abisso che neanche Nietzsche avrebbe osato fissare per più di due secondi?
Cioè, non so voi, ma io preferisco leggermi questo, piuttosto che quella:

Uno sceglie tra i sogni quelli che gli riscaldano meglio l’anima. Per me, lo confesso, erano quelli sporchi. Non bisogna esserne fieri, ti porti via da un miracolo quello che ti puoi tenere. Una bionda che aveva delle tettone e una nuca indimenticabili ha creduto bene di rompere il silenzio dello schermo con una canzone dove si parlava della sua solitudine. Uno ci avrebbe pianto con lei.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (traduzione di Ernesto Ferrero, Corbaccio, Milano 1992), p. 227.

alt | 24.06.08 16:24

Se è un invito a cambiare argomento, Alt, devi aspettare domani.
Comunque, io non volevo parlare di Barbara, ma del suo post. E forse è proprio perché molta gente la pensa come lei che è importante parlarne.

KK | 24.06.08 16:28

No. A simili livelli la bêtise è una malattia contagiosa. Una volta diagnosticata, va isolata e chiusa in un lazzeretto. Poi, quando si passa davanti, poco più di un brivido, un "poverina!" appena sospirato e via di corsa, a disinfettarsi con una bottiglia di torcibudella.
Alt

alt | 24.06.08 16:34

nooooo, osi citare un altro schifosissimo come celine?!?

barbara ha un approccio alle cose "fascista", secondo l'accezione tante volte qui discussa.

addb | 24.06.08 16:35

Sono solo un buffone. Serviva un povero che puzza. Eccomi qua.
Louis-Ferdinand Céline

Ribadisco il concetto: preferisco il dottor Destouches, quand'anche collabo, al farmacista Homais, quand'anche républicain.

alt | 24.06.08 16:37

Io, invece, preferisco l'arte come questa:
link
sia ai Destouches che agli Homais.
Se non altro questi non pensano solo alla loro panza.
(I won the Presidency,)
But I say (but I didn’t beat the President),
I didn’t beat no President (oh, no-oh), oh no!
(I won the Presidency.) I did!
But I didn’t beat no President. oh! (oo-oo-ooh)

KK | 24.06.08 16:46

Salut,

quanto allo specifico romanzo "Lolita", prima di tutto NON è una celebrazione festosa di uno che si scopa la figlia adolescente dopo aver provocato la morte della madre. Dunque è idiota sia rallegrarsi (an'vedi che fichissima trasgressione della morale, blah blah) sia indignarsi (la Religione Suprema vieta di avere della morale, ect ect ect). Al contrario il romanzo mostra in azione una particolare degradazione della sensibilità: la riduzione dell'altro, operata dalla "panza" vuota, ad una caricatura. Lo fa con gli strumenti taglienti dell'arte (che non è una vernice di bellezza o il solvente universale della schifezza). In particolare con l'ironia e l'invenzione linguistica. Reazioni di Indignazione o di Coquetterie sono entrambe totale ottusità rispetto all'ironia, e non ci stupisce perchè sappiamo da tempo che l'ironia non sopravvive all'Ironia&Leggerezza, che è la sorella gemella e cretina di Moralismo&Trombonismo.

Il romanzo mostra in azione quella particolare degradazione che la Panza Vuota Incuriosa opera su Tutto, il consumo selvaggio e tracotante che essa fa di Réelles Présences in cambio di due o tre belamenti intimi (e, en passant, Nabokov è contemporaneo, di stessa cultura, poliglotta, cosmopolita e errante come Romain Gary o Georges Steiner).
A chi osservava che Lolita è un'allegoria dello Stalinismo N. rispondeva: "detesto simboli e allegorie". Niente allegorie: la cosa vivente, in azione, sensibile. Non "alludo" alla Tirannia, la mostro in azione, incarnata. C'è una strettissima relazione fra l'"intimo" e la Tirannia e l'Oppressione: voilà l'affaire.

Happens all the time: riduco Tale in "clericale" (o "capitalista" or whatever) secondo la mia panza, per esempio, e poi godo lubricamente a fare l'anti-whatever. Si finisce per non poter fare a meno di "clericali" e "capitalisti", si finisce per essere dei collaborazionisti, complici, con un'aria da Disgusto Universale e una flûte di quello sceltissimo in mano.

Francesca | 24.06.08 16:57

Dice KK: " ...... si può contemporaneamente odiare un pensiero o un'azione e amare la persona che compie quell'azione o esprime quel pensiero ..."

No kk !
Di un'opera letteraria non si può e non si deve amare il protagonista (come nel caso di specie) che uccide una madre per concupirsi la fglia fanciulla.
Piuttosto - questo sì - si può e si deve invece apprezzare (e godere intellettualmente) l'abilità poetica e la maestria dell'autore nel raccontare e rappresentare tale personaggio - e nel caso di specie Nabokov è stato sicuramente un grande !

C'è però ora da chiedersi se l'opera di Nabokov, dopo aver, in maniera geniale, rappresentato un personaggio, che secondo il comune sentire è un personaggio turpe, infonda nel lettore un messaggio catartico rivolto al bene e al bello e, quindi, di liberazione dal male, o se invece l'opera di Nabokov si concluda ambiguamente non contenendo un finale messaggio di chiara condanna di quel turpe personaggio.
In quest'ultima ipotesi dell'opera di Nabokov non può essere data una valutazione positiva.

MIRAGE

MIRAGE | 24.06.08 17:16

"C'è però ora da chiedersi se l'opera di Nabokov, dopo aver, in maniera geniale, rappresentato un personaggio, che secondo il comune sentire è un personaggio turpe, infonda nel lettore un messaggio catartico rivolto al bene e al bello e, quindi, di liberazione dal male, o se invece l'opera di Nabokov si concluda ambiguamente non contenendo un finale messaggio di chiara condanna di quel turpe personaggio".
Direi proprio di no. L'artista non vuole infondere nel lettore nessun messaggio. Al limite quello lo fa la critica o la committenza (e la propaganda).

alessandro-->MIRAGE | 24.06.08 17:40

Mirage,
non è solo che si può: è che si deve. E' il fondamento non solo della religione (pensa solo all'etica del cristianesimo), ma della civltà e della cultura in generale. Non esiste civiltà senza l'apertura, la partecipazione umana, la condivisione così ben espressa dal famoso personaggio di Terenzio (Homo sum...) o senza la voglia di sapere dell'Ulisse dantesco ( l'ardore/
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto/
e de li vizi umani e del valore
"). Non è un caso che sopra Francesca abbia parlato appunto di "curiosità".
Finché non si capisce questo, tutto il resto non ha alcuna importanza.
In particolare, non ha alcuna importanza la perizia tecnica, che è l'unica cosa che (non casualmente) riesci a vedere in Nabokov.

KK | 24.06.08 17:44

Il libro è molto bello, a mio parere. Io non ci ho trovato traccia di quel "compiacimento" nello sguazzare nella mente di un pedofilo di cui parla l'autrice del post oggetto in questo momento di discussione nonchè alcuni suoi commentatori. Io credo che quello che Barbara non riesce proprio a cogliere (sempre che ci abbia provato, perchè dice lei stessa di averlo letto tempo fa e comunque con un profondo senso di disgusto), essendone totalmente sprovvista, è la straordinaria capacità di scrivere con ironia dell'autore.

Carla | 24.06.08 18:00

Hélas KK, no. Una può benissimo detestare i pensieri E chi li pensa, e l'arte non è un trattamento di blanchissage che permette di separare gli uni dagli altri in un comesichiama, un 'test-tube'.
Al contrario l'arte si appropria di questi pensieri e li compromette con l'agire, li fa 'funzionare' (come si dice 'agissants'?), e la loro natura, come quella del 'pensatore', la riconosci dai loro prodotti, da quello che fanno. "Plutôt la barbarie que l'ennui": c'est du joli. Faut voir comment cela vous chante, quelques années plus tard, au fond d'une tranchée, au bout de la nuit. "Voyager au bout de la nuit", ce n'est pas la même chose, en 2008, au Zimbabwe, ou au dîner chez l'un de vos amis.
E' così che li capisci, anzi che li apprehendi, pensieri e pensatori. L'"apertura" a un pensiero o persona détestabile è una disponibilità a capire come FUNZIONA, non a lasciarla essere.

Francesca | 24.06.08 18:30

Un concetto: l'estetica non si fonda sull'oggetto dell'opera d'arte.
Cinquatatre commenti: quanto è stronza (deficente, idiota, insensibile e giù cantando) 'sta Barbara. NB. Noi sì che abbiamo capito.

C'è qualcosa che non mi torna.
Sorry, non è un metodo che mi piace.

etienne64 | 24.06.08 18:35

@Francesca. "L'"apertura" a un pensiero o persona détestabile è una disponibilità a capire come FUNZIONA, non a lasciarla essere".
No. L'apertura al pensiero di una persona detestabile è sottomettere i miei sentimenti di antipatia alla curiosità di quel di nuovo e di a me ignoto che la persona antipatica mi può portare.
Sapere è più importante che giudicare le persone, non foss'altro perché i giudizi sono fallaci, inutili e pure stronzi.
Non riusciamo a trattenerci dal giudicare, è inevitabile. Ma non è una inclinazione che vada coltivata. Sia per i costi (ci perdiamo tutte le "informazioni" che i giudicati ci potrebbero portare) sia per una fondamentale necesità di modestia. E se si giudica non è possibile essere modesti. E il non modesto sa già e non può imparare un accidenti.
Ripassare il vecchio discorso di paglie e fuscelli aiuta a imparare di più.

etienne64 | 24.06.08 18:42

Ti sfido a trovare un luogo qualisiasi nel quale io soltanto suggerisca di giudicare, ect.

Ti sfido inoltre a scrivere in non più di 10 parole perchè quando dico "capire come funziona" è telmente diverso che "sottoporre.. alla curiosità di quel che c'è di nuovo e di ignoto", ect.

Se perdi voglio una copia, edizione 1568, delle Vite di Vasari.

Francesca | 24.06.08 18:50

Mi dispiace, etienne, ma qui chi ha usato un tono spocchioso e saccente e perdipiù molto volgare, inutilmente volgare, è l'autrice del post in questione. Alle argomentazioni di KK sul blog di Barbara si sono avute risposte che definire irragionevoli è dir poco. No, non credo che si sia peccato di immodestia, non credo. Io credo che lasciar correre le affermazioni (a mio parere) stupide sia un attegiamento ancora più snob e condiscendente di quello che tu imputi a me (parlo per me, ovviamente)

Carla | 24.06.08 18:51

atteggiamento, uff

Carla | 24.06.08 18:52

Certo, F.! Sono d'accordo. Quando parlavo di 'amare' mi riferivo all'artista e al suo atteggiamento verso i suoi personaggi, ma ammetto che il verbo mi ha un po' portato oltre il segno. :-))
Quel che volevo dire è che l'apertura e la comprensione nell'arte non si riducono a una condanna, che è sempre generica, ma si realizzano nella messa in atto, nella rappresentazione. Che come hai detto tu, sono anche il mezzo per rendere la critica efficace.
Anche perché il contrario del moralismo e della fatuità vanitosa è la rappresentazione puntuale, il qui-e-ora:
The poet's eye, in a fine frenzy rolling,
Doth glance from heaven to earth, from earth to
heaven;
And as imagination bodies forth
The forms of things unknown, the poet's pen
Turns them to shapes and gives to airy nothing
A local habitation, and a name
.

KK | 24.06.08 18:53

In bocca al lupo, Etienne.
L'edizione di Vasari che vuole Francesca costa più di un appartamento in centro...

KK | 24.06.08 18:58

Non tengo dinero (bastevole).
Premesso che in Italia gli avv.ti non falliscono (e per cui vivo tranquillo) ci provo.
Perché (1) dici (2) "non a lasciarla..." (5) giudicando (6) della (7) esistenziabilità (8) del (9) detestabile (10).
In realtà, ci si dovrebbe chiedere se la citazione, secondo la tua regola, valga 0, 1 o 3 (juristen sind boese christen). Ma comunque, con un italiano non meraviglioso, mi pare di esserci stato dentro.
Una copia MODERNA del Vasari te la donerò molto volentieri.

etienne64 | 24.06.08 19:18

Ovvero, è un filino contraddittorio parlare di curiosità e regole di azione contemporaneamente.

etienne64 | 24.06.08 19:19

P.s. Il bando di concorso NON prevede che la risposta sia condivisibile ;-)

etienne64 | 24.06.08 19:21

Pfui.
Sei persino andato a metterti dentro un guazabuglio confondendo essere e esistere.

Ma come dice quello: "although they may be hardened there is still a chance that they will see ... let it be, let it be".

(nota però che NON si accetta che siano 'hardened', ed è proprio perchè NON lo si accetta che si confida che ci sia una chance che they will see).

Sentiant contentiosi de litteris quicquid libuerit.

Francesca | 24.06.08 19:32

molto spesso chi scrive giudizi del genere soffre semplicemente dell'invidia per non essere in grado di scrivere qualcosa di anche lontanamente paragonabile

raser | 24.06.08 23:48

Vabbé, ritiro pure la copia moderna del Vasari (ho due figli piccoli e ho ricevuto milioni di lezioni sull'uso dell'indignazione di rimando).
La critica sulla "esistenziabilità" è una canagliata. Se esistenziabilità è già notevolmente inverosimile "esserabilità" è improponibile e lo sai benissimo.
In secundis, la regola era stare nelle 10 parole e ci sono stato, Mi dispiace per la tua copia del Vasari, ma data una regola devi giudicare sulla base di quella regola e non introdure DOPO ulteriori vincoli. (Vedi commento delle 19.19).
Se volevi anche una risposta arguta e profonda dovevi precisarlo prima.
Il seguito a domani.

etienne64 | 25.06.08 00:07

Cospetto!

non volevo nessuna risposta arg.&prof. Volevo le Vite del 1568.
E naturalmente per quelle sono disposta à tricher, caro el mi Sior Brontolon, come qualsiasi femina lieve che sempre inclina a quel che men far deve, in casi come questi.

Hai torto, methinks. Ma se invece di dirti "hai torto" lascio distrattamente cadere il ventaglio, giusto per vedere, precisamente perchè non mi interessa "hai torto" (tutti hanno torto, me compresa, nessun particolare merito in questo) ma "cosa pensi", "come pensi" (ah! molto più interessante!), tu che fai? Mi citi l'articolo tale e mi denunci al Gran Consiglio?

Tsk tsk tsk.

La Riverisco, Sior Corruccion.

Francesca | 25.06.08 06:30

bene Francesca che ha corretto,secondo il buon senso, una posizione un po troppo precipitosa di KK ...
Ma si faccia attenzione ed anche Francesca faccia attenzione, in relazione all'argomento dell'apertura intellettuale verso il detestabile, a non confondere il piano dell'immaginario poetico con il piano del reale.
In altri termini, una cosa è la natura della posizione che un osservatore prende riguardo al detestabile reale, altra è la natura della posizione che un osservatore (lettore) prende in relazione ad un personaggio detestabile rappresentato in un'opera letteraria.
La prima posizione (quella verso il detestabile reale) può anche tendere ad un tipo di comprensione che possa fornire elementi per affrontare o emendare efficacemente il fenomeno detestabile.
La posizione che invece tiene un lettore di un'opara romanzesca o poetica o artistica verso la rappresentazione di personaggio detestabile (il sig. Humbert nel nostro caso) altro non può essere che quello della ........ quello della ..... (CONCLUDA FRANCESCA LA FRASE) :))

MIRAGE

MIRAGE | 25.06.08 11:35

piccolo aiutino.

La frase si conclude attraverso il richiamo di due ben precisi concetti .
Il primo concetto inizia con la lettera N.
Il secondo concetto inizia con la lettera C.

In bocca al lupo

MIRAGE

MIRAGE | 25.06.08 11:40

Mirage,
con tutta la simpatia del mondo (la famosa "comprensione" ecc.), i troll però qui non sono graditi. Vai a fare i tuoi ridicoli indovinelli altrove, su.

KK | 25.06.08 11:55
Marcoz | 25.06.08 12:02

Seguo il blog incriminato perchè è una fucina di assurdità, ma spesso vi trovo cose che non so, non seguo, non troverei altrove (parlo delle notizie fini a se stesse, non del modo o del tono in cui vengono trattate). Ovviamente i suoi post, seppur su argomenti interessanti, vanno in vacca già dal titolo. Forse non seguendola non sapete che la Signora tenutaria è palesemente disturbata, e che ha un accanimento maniacale contro tutti i temi anche vagamente vicini alla pedofilia. Tanto da aver asserito con convinzione (!!!) che Erika di Novi Ligure sia stata stuprata dal padre e che l'assassinio da lei perpetrato sia stato un mero atto di denuncia. Ecco, mi domando, vi domando: alla luce di ciò, non credete che la tesi su Nabokov della signora non abbia alcuna attinenza alla letteratura, anzi, che non debba essere minimamente presa in considerazione? Mi perdoni Carla se le sembro snob, ma è assurdo cercare di controbattere con una che campa di 3 o 4 leccapiedi mononeuronici che le danno sempre ragione e o epura i commenti o insulta chi non è d'accordo con le sue visioni fasciste.

Pippi | 25.06.08 14:07

Eppure mi è sembrato di vedere un tuo commento da Barbara. Anche tu non hai resistito :-)

Carla | 25.06.08 14:26

No, io non resisto mai.
Però guarda, mi ha anche cancellata spesso. Dici sia un vanto?

Pippi | 25.06.08 17:43

(E poi Carla lo sai che io sono l'incoerenza fatta blogger).

Pippi | 25.06.08 17:52

Divertente questo Bar Sport!
Uno dei 3 o 4 leccapiedi mononeuronici che le danno sempre ragione.
Gnurànt
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Viva la libertà di dire tutto e il contrario di tutto: omnia munda mundi.

ignorante | 25.06.08 23:27

ci mancava solo mirage

desaparecida | 26.06.08 00:27

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