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Uomini e opinioni

In tempi di parti, qual è il presente, c’è il vezzo di chiamare i nostri i buoni, e gli avversari i tristi. Come se fosse tra i possibili che un paese si trovasse diviso in due brigate: cinque milioni, verbigrazia, di galantuomini di qui, e  cinque milioni di birboni di là! A chi ha tali idee accade facilmente, com’è naturale, d’essere corbellato e peggio da un briccone, creduto onesto soltanto perché appartiene al medesimo suo partito. Onde ciò non accada, guardiamoci dunque dallo scegliere amici e confidenti in grazia soltanto della loro coccarda; e ricordiamoci che se due opinioni opposte professate da due partiti non possono essere ambedue egualmente vere, logiche e buone, due uomini appartenenti ai detti partiti opposti possono ambedue essere egualmente due birbi matricolati come due galantuomini.

 

(M. D’AZEGLIO, I miei ricordi, 1867; Torino, 1971, p. 195-196)

 

Commenti

Caro KK., grazie per questo commento, qualcuno capisce che votare per il pdl o la lega non vuol dire essere un mafioso o un poco di buono. La gente, secondo me, ora vuole concretezza nei fatti. Finalmente ci siamo liberati dei comunisti e dei socialisti dal parlamento. Speriamo che Berlusconi e Veltroni - spero insieme - riescano a modernizzare questo nostro paese. Grazie, Gerardo.

Gerardo | 18.04.08 10:54

Ma cos'è che vuoi dire, KK? Che c'è qualcuno nel Pdl bravo e onesto come ci può essere uno cattivo e furbo nel Pd? Non mi pare una grande scoperta. Qui il problema è capire dove va questo Paese e con chi. La cosa è molto complicata.
E come vedi Gerardo lo dimostra: come sempre la colpa di tutto è dei comunisti (e in questo caso pure dei socialisti): per loro, evidentemente, non vale il discorso di D'Azeglio.

Alberto | 18.04.08 17:30

Il problema non è capire dove va questo paese (=a destra o a sinistra) e con chi, secondo me. Il problema è se questo paese è capace di recuperare un comune sentire, una sensibilità o cultura condivisa.
Per farlo è chiaro, sempre secondo me, che il primo passo è abbandonare l'idea (che è molto più diffusa. let's face it, a sinistra che a destra) che chi non vota come faccio io è un mentecatto o un disonesto. Un buon punto di partenza è la distinzione tra le idee e le persone: io posso combattere un'idea o un programma politico senza odiare o disprezzare le persone che lo sostengono. Dico un buon punto di partenza perché purtroppo, finché si continua a dire così spesso che Berlusconi vince grazie alle televisioni (chissà però perché le televisioni non l'hanno aiutato a vincere anche nel 1996 e nel 2006?), che vince grazie alla mafia e agli evasori fiscali, che chi vota a destra è antropologicamente diverso da chi vota a sinistra, c'è molta ma molta strada da fare.

KK | 18.04.08 18:32

non so, potrei dire che il tuo ragionamento è condivisibile solo in parte: perchè se è vero che le idee vanno distinte dalle persone, è altrettanto vero che le idee condizionano i comportamenti delle persone.

alessandro | 18.04.08 19:34

Mi sono permesso di essere contento dell'esclusione di comunisti e socialisti proprio perchè loro sono i portatori sani di una (ingiustificata) superiorità.
Per quanto mi riguarda, elettore di centro, non mi sento superiore a nessuno. Come diceva Socrate, so di non sapere.

Gerardo | 18.04.08 19:59

"le idee condizionano i comportamenti delle persone"
Non c'è dubbio, ma non c'entra. Che a muovere il mondo siano le idee (come diceva un grande) o i rapporti di classe (come diceva un altro), la politica non è comunque lotta di persone, ma di idee o di programmi.
E' impossibile che venti milioni di italiani siano idioti cerebrolesi o lestofanti e che lo siano in quanto votano per B. o per V. Questo è il problema.
Prima torniamo a rendercene conto tutti, e mglio è.

KK | 18.04.08 21:12

"E' impossibile perdere contro avversari di questo livello. Sono pronto a giocarmici una palla (ndr)" (cit.)

gg | 19.04.08 12:38

Vorrei sapere l'autore della citazione di GG.

Pippi | 19.04.08 13:33

Sai che mi trovi d'accordo?
Una volta ho scritto, in un commento, che ho trovavo molta più vicinanza nella vita di tutti i giorni con una persona manifestamente dall'altra parte (un mio collega di lavoro)che a tanti compagni con cui dividevo solo "l'ideale".
Questo ci permetteva di discutere ferocemente sui massimi sistemi ma, concretamente nei rapporti con gli altri, non ho ancora trovato uno più sensibile ed a "sinistra" di lui.

mario | 19.04.08 16:31

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