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Un elettore romano scrive

al Forum di Rep sulle elezioni comunali 2008:

"Gentili Signori, sono uno di quei rozzi ignoranti che ha votato Alemanno e non ne può più della sinistra radical-chic, che ho votato per una vita.
Non sono diventato proprio un fascistone, avendo votato PD alle politiche, e ritenendo impresentabile il Berlusca.
Ma stavolta ho fatto "una scelta di parte".

Idem mia moglie, che al primo turno aveva votato Rutelli e stavolta si è astenuta.

Il problema è che, la sinistra radical-chic, compresa quella gaia e avcobaleno, vive su un altro pianeta, e ancora non se ne rende conto. Viaggia in auto, e non prende i mezzi pubblici. Manda i figli alle scuole private...

Non sono andato nemmeno a una notte bianca, e ad un solo concerto di piazza.... sinceramente avrei preferito evitare di pagare 500€ al mese per l'asilo nido di mio figlio, piuttosto che godermi gli spettacolini di Gigi Proietti, visto che le tasse comunali le ho pagate fino all'ultimo centesimo. Avrei preferito meno prostitute e trans a due passi da casa, e magari anche le buche per strada riparate.
Mi avrebbe fatto piacere abitare in una casa decente, anziche in un tugurio dove dormiamo in 4 in una stanza, per sole 830€ al mese.
Ma forse chiedevo troppo.
E gli chic governano Roma da 15 anni...
Ma che vi aspettavate?????"

(pirillen@repubblica, Inviato: Lun Apr 28, 2008 5:17 pm )

Contemporaneamente ecco cosa gli "chic" ("In sala in preda a un' ilarità liberatoria e sincera la splendida minoranza di ex quarantenni severi non afflitti da difetto di autostima e di giovanile moralità a volte monastica compagni di generazione e di lavoro del direttore del Torino Film Festival. Mondo Einaudi, mondo ex Lotta Continua, mondo Fandango di più recente acquisizione. Sandro Veronesi e Francesco Piccolo con le famiglie, molti bambini, Luigi Manconi da solo in prima fila, Domenico Procacci in qualità di pigmalione dell'irriverente giovanotto mascherato (è lui che lo pubblica), giovani scrittori di talento e loro editori in estasi") ci propongono. Loro sì che fanno "cultura", e  "antifascismo", loro.

 

Commenti

1)Mo' pure con Palomba te la prendi...
2) Viaggia in auto, mette i figli alle scuole private : fatemeli conoscere sti' mostri...
3) 830 euri per una stanza ? Cazzo state rovinati... Ma sicuro è una stanza sola ? Dormono e fanno soggiorno ?
A Napoli questi non possono venire ?

Pensatoio | 29.04.08 12:46

ma è ridicola sta lettera!

"Viaggia in auto, e non prende i mezzi pubblici. Manda i figli alle scuole private... " e perché alemanno lo incontri spesso sulla metro?

e lasciamo perdere le notti bianche e proietti...mo arriva la destra e magggicamente sparisce proietti portandosi dietro buche e prostitute....

maddai!

soupe | 29.04.08 13:55

E' ridicola, illogica, patetica.

Bon.

COSA GLI DICIAMO?

"Ahò, sei ridicolo!"
"Guarda Tempi Cupi e fatte 'na risata!"
"L'odio è l'unica condizione per capire chi siete"

O magari:
"Cotté nun cce parlo più. Parlo solo cco Tempi Cupi, che cià er zenzohumur, o cco Tarzan che nun è ridicolo"

Francesca | 29.04.08 14:17

no gli diciamo:

"e perché alemanno lo incontri spesso sulla metro? ed in ogni caso, sei proprio sicuro sicuro che viaggiare in macchina impedisca di occuparsi dei problemi di chi viaggia a piedi o con la metro?"

"e il fatto di non avere la notte bianca ti darà un asilo gratis o una casa più grande o più sicurezza"

"il non avere proietti, ti renderà la strada più sicura?"

soupe | 29.04.08 14:45

il primo effetto evidente è il font che è cambiato. A dire la verità mi aspettavo l'italics.

alessandro | 29.04.08 14:49

E magari invece avremmo potuto fargli vedere, e intendo 'vedere' con gli occhi della testa, come si vedevano secoli fa le madonne agli angoli delle strade, non con ineffabili illuminazioni interiori di quelle che ti provocano i racconti in 30 righe delle "navi in bottiglia" o i films sui 30-enni à guignon; magari avremmo potuto fargli vedere -dico- che in una città la sicurezza è precisamente la città (la cité, l'"urbanità"?), e l'insicurezza è laddove la città (la cité, o l'urb.) non arriva; che la città si mostra assente o debole o esangue dove non da forma allo spazio, e persino alla lingua: dove non architetta; che nell'Urbe, non a S.Crispino di Sotto, la "notte bianca" è la continuazione dell'"asilo" e dunque non toglie ma aggiunge all'asilo del figlio, ma a condizione che non sia la Festa di S. Crispino Patrono o la Sagra Campestre.
Che i mezzi pubblici sono mezzi pubblici di trasporto, che bisogna prendersi la pena terrestre di far funzionare per terra, non mezzi si salvezza dell'anima verde che si invocano e basta.

E del resto, anche ammesso che si trattasse di dirgli: "credi forse che l'altro farebbe di meglio?", glielo abbiamo detto? Questo non lo so, ma leggo adesso che si è commesso l'errore di Al Gore, che ha voluto "déclintonizzare", o di un'astutissima manovra dei dalemiani, tutte cose che in questo momento stanno sicuramente provocando dolorosi rovelli nell'"anima" del ridicolo sprovveduto.

Francesca | 29.04.08 16:37

Premessa maggiore: non sono sicuro di aver capito perche' hai citato questo intervento preso dal forum di Rep
Premessa minore: e non ho capito perche' lo associ alla lettura del le Recinzioni del Palomba fatta al Nuovo Sacher

C'e' un solo dato che mi sembra davvero interessante uscito dal ballottaggio per sindaco a Roma, e cioe' quello dell'evidente e pesantissimo cosiddetto voto disgiunto tra Provincia e Comune. Se ci si ritrova con una differenza di 70.000 e spicci voti, mi sembra chiaro che "il messaggio" e' riassumibile in una sfiducia nei confronti non tanto e non solo nel programma/ideologia/schieramento, quanto piuttosto nella persona. Insomma, il problema vero qui non era tanto nel far capire a che serve una Notte Bianca o un piano regolatore (dei quali nei miei modesti ricordi di 35 anni passati a Roma non e' mai fregato nulla a nessuno in sede elettorale), quanto di oggettiva impresentabilita' di Francesco Rutelli.
Aggiungero', un po' provocatoriamente e un po' sul serio, che un dato positivo io lo vedo in queste elezioni: per una volta sembrerebbe che a Roma non si sia votato come al solito piu' o meno come si va allo stadio, ma ci sia stata una scelta, magari masochisistica, ma ... "scegliente" (passami la parolaccia, va)
Continua...

Ardbeg | 29.04.08 17:06

Cerco di spiegarmi.
Non mi pronuncio sul resto d'Italia, ma a Roma, almeno nei 35 anni in cui ci ho vissuto, il voto e' stato sempre piu' una questione ideologica che una scelta ponderata. Non si decideva di votare Tizio piuttosto che Caio perche' il programma sembrava migliore o perche' l'analisi era piu' approfondita: i "fasci" votavano MSI, i "compagni" PCI o qualcos'altro (ricordo fantastiche elezioni con anche piu' partiti di sinistra che le ultime: Lista di Lotta, Nuova Sinistra Unita, DP-PdUP...), e genericamente DC se eri indeciso (salvo poi negare: ricordo un'elezione a sindaco nel '90 in cui tal geraci fece l'en plein di voti con uno slogan in cui veniva vantato il suo essere il Signor Nessuno. Ca va sans dir, il sindaco poi lo fece Carraro, eletto con il PSI....altre storie)
Ecco, mi sembra che stavolta una parte dell'elettorato abbia si fatto una scelta piu' ideologica che fattuale, ma l'abbia fatta rifiutando la delega in bianco. Per dirla forzatamente semplificando: non e' che ha vinto Alemanno, e' che e' i suoi elettori hanno voluto far perdere Rutelli.

Continua (forse...)

Ardbeg | 29.04.08 17:21

Il problema non e' Moretti che legge il Palomba. Il problema c'e' se quello che si ricorda di una amministrazione e' SOLO Moretti che legge Palomba. Il caro Zuppone quasi fiammingo c'ha ragione quando dice che il post dell'Elettore Romano e' ridicolo, ma ha altrettanta ragione Francesca quando dice che non e' che si puo' liquidare il tutto dando del ridicolo o del patetico allo scrittore...
I cambiamenti epocali in campo elettorale in Italia, o di nuovo, a Roma, sono sempre stati legati ad un rigetto, piuttosto che ad una speranza. Argan e poi Petroselli che succedono alla linea dei DC alla Darida, e Carraro stesso che subentra a Vetere...cosi' come adesso Alemanno che scalza la diarchia Rutelli-Veltroni-altro Rutelli... tutti voti "contro", piu' che voti "per"

Ardbeg | 29.04.08 17:36

Ultima puntata (spero)

Negli USA si sostiene che, tendenzialmente, il presidente uscente parte avvantaggiato nella campagna presidenziale: l'essere trombati quando si corre per il secondo mandato e' cosa che fa rumore (recentemente solo Carte e Bush padre non sono riusciti a farsi rieleggere)
Qual e' la differenza tra l'elettorato italiano e' quello statunitense ? Non saprei definirla, ma certo e' che negli ultimi anni quello che sembra venir fuori e' una tendenza opposta, per cui chi ha governato viene mandato astiosamente a casa. Perche' ha promesso e non mantenuto ? Perche' odiamo i vincenti ? Perche' si vota a capocchia ?

Non lo so: accetto volentieri suggerimenti

Ardbeg | 29.04.08 17:45

leggendo la premessa maggiore di ardbeg*,
mi accorco di un possibile equivoco: con il mio "è ridicola sta lettera" non me la prendo tanto con il (ridicolo) signore, quanto, bonariamente, con KK, che appunto ci fa leggere una cosa ridicola.

cio' detto noto ancora una volta che nel blog, "ce la si prende" (passatemi l'espressione) con santi poeti e navigatori di sinistra (da sanguineti a moretti passando per petrini).

ora, capisco che i poeti facciano "cultura", ma la risposta al signore ridicolo l'avrebbe dovuta dare rutelli, non moretti o sandro veronesi (si lo so l'ho già scritto e ne abbiamo già parlato, ma ogni tanto mi piace ripetermi)

*ardy, quest'estate saro' dalle tue parti, inizia a schiacciare un po' di midges

soupe | 29.04.08 19:06

io penso che soupe abbia ragione: a destra la cultura (?) è identificabile con le figure politiche di riferimento, a sinistra non più.

alessandro | 29.04.08 19:42

Perché è ridicola la lettera? Perché non coglie l'universale o i profondi meccanismi della storia? Perché l'affermazione "preferisco che si spenda per rimettere a posto le strade anziché per finanziare spettacoli di Gigi Proietti" è spregevole? Perché non coglie l'universale insito nel fatto che un guitto (anche bravo, chi lo nega) si esibisca per qualche ora? Sarò anch'io un grezzone, ma prima di dar torto al sig. della lettera ci penserei un bel po'.
Ah, nb. Poi mi verrebbe anche da pensare che Gigi Proietti serve principalmente alla Giunta Comunale per "lanciare un segnale" di impegno "culturale". MA sono pensieri cattivi che cerco di rifuggire.

etienne64 | 29.04.08 20:09

Non credo che Soupe intendesse questo, Etienne, ne' lo intendevo io. Per me la ridicolaggine e' proprio nella distanza tra quelle che sono le proposte programmatiche del PD (o del PdL, o della Sinistra Arcobaleno...) e i problemi che solleva l'Elettore Romano. Gliene frega una sega della Notte Bianca, di Proietti, del futuro dell'umanita'. Se la mail e' autentica (ma un po' mi sa di no, per varie ragioni...), spiega molto piu' chiaramente di quanto ho fatto io il concetto di votare "contro" di cui parlavo prima. Quanto all'universale e ai profondi meccanismi, il commento piu' naturale e spontaneo a Roma sarebbe: ma chi se l'i***la all'universale... E non potrei non sottoscriverlo ;-))

PS Soupe, te conviene sbrigatte, perche' mica lo so quanto rimango ancora qui... pare ci siano nell'aria cambiamenti...continentali !

Ardbeg | 29.04.08 21:16

Ho letto molte cose interessanti. Scusate se non sono intervenuto ieri ma non ho avuto tempo, e anche oggi ne avrò poco.
Perché ho postato assieme la lettera dell'elettore romano e i due brani su Palomba e Moretti? Perché mi ha colpito il brano di Romain Gary tradotto e pubblicato da Francesca qui sotto, specie questi passi: "la ragione dell'insuccesso europeo: la borghesia, nel creare la sua cultura, non si sentiva minimamente tenuta da essa, e non concepiva che un'opera di bellezza imponesse delle obbligazioni sociali... l'Europa mancò la sua nascita quando essa lasciò i suoi capolavori nei musei, nelle biblioteche e nelle sale di concerto. Fu la fine quando apparve che un bel poema non creava obbligazioni umane, e non impediva lo sfruttamento". In altre parole, una società decente non può esistere senza una cultura decente, e viceversa; o anche: la cultura non è un alibi. La radice dei nostri problemi attuali è che la nostra cultura ha smesso da tempo di curarsi delle questioni che affliggono l'elettore romano del post, con l'ovvia conseguenza che l'elettore romano ha smesso di curarsi della cultura, con una micidiale sequenza di effetti, che incidono persino sul tessuto edilizio delle nostre città.

KK | 30.04.08 08:54

Mi affretto ad aggiungere che il Johnny Palomba che spara cazzate sull'inflazzzione o il Moretti che fa il fine dicitore in romanesco in matinée al Nuovo Sacher per una "splendida minoranza di ex quarantenni severi" e per i "giovani scrittori di talento e loro editori in estasi" non sono affatto cultura, sono al contrario anch'essi il segno di una debacle della cultura.

La lettera dell'elettore romano, lo dico per rassicurare Soupe, non è certo condivisibile: è sbagliato pensare che notti bianche e asili nido o buche nelle strade siano incompatibili fra loro, o che la sicurezza in città si riduca alla presenza dei trans, o che il fatto di andare in auto o mandare i figli alle scuole private impedisca al politico di turno di accorgersi di cosa succede intorno a lui.
Ma l'elettore romano ha almeno la giustificazione di avere dei problemi reali da affrontare tutti i giorni, e lo fa senza che nessuno lo aiuti, nemmeno a capire (e se non è quersto il compito degli intellettuali, allora cos'è?).

KK | 30.04.08 09:06

Anch'io capisco che l'elezione a Roma è dovuta alla scelta di un candidato sbagliato. Ammetto però di non capire perché questo voto di Roma sarebbe un voto ideologico (non l'ha scritto solo Ardbeg, l'hanno scritto anche molti giornalisti tra cui anche Ezio Mauro): se a Roma è accaduto a molti elettori di votare contro le proprie convinzioni un candidato dell'altra parte (ed è ovviamente accaduto a chi ha votato Alemanno al Comune e Zingaretti alla Provincia) a me pare chiaro che questo non è un voto ideologico. E se Rutelli è diventato in quindici anni un candidato talmente indigesto agli elettori di sinistra da fargli preferire Alemanno, c'è da chiedersi perché. Ovviamente la retorica del 'cambiamento', della 'voglia di nuovo' sbandierata dalla destra mi sembra solo strumentale, ma certo mi fa riflettere che Zingaretti si presentasse sui manifesti elettorali con lo slogan: "Zingaretti, la scelta nuova" mentre Rutelli, al secondo turno, quando già la strizza che potesse vincere la destra stava montando, non ha trovato di meglio che presentarsi con lo slogan: "Rutelli, la scelta sicura".

KK | 30.04.08 09:15

il confine tra la demogogia e l'essere vicino ai probbblemi daa ggente e' piu' leggero del cervello di rutelli.
ma in realta' la soluzione e' piuttosto semplice, specialmente a livello locale.

quando sono arrivato in svezia quello che mi ha colpito di piu' e' stato il vedere che il dibattito politico verteva su cose ben precise: che facciamo coll'ospedale x? dove li prendiamo il soldi per costruire la strada y? come aumentiamo l'occupazione? a queste domande seguivano risposte _dettagliate_ che non comprendevano parole come er capitalismo, aa ggiustizzia, aa curtura, aa sinistra, aa destra.

PS
c'e' un po' di esagerazione retorica, e' chiaro che ci siano anche qui dibattiti sulle /grandi linee/ e anche qui ci si occupi di "politica della cultura"
PPS
sono anche d'accordo con soupe che prendersela con moretti non abbia senso.

mamo | 30.04.08 10:17

KK, te li ricordi i vecchi manifesti elettorali del PCI ? Sfondo blu, Tricolore, sopra al Tricolore una bandiera rossa con falce e martello e la scritta (gialla o bianca a seconda degli anni) Vota Comunista (con o senza punto esclamativo, anche li' a seconda delle annate).
Niente altro: nessun nome, nessuna indicazione, nessuna fotografia. Ecco, quello che intendo quando parlo di voto ideologico e' esattamente questo: io voto comunista "a prescindere" un po' perche' "un vero comunista vota il simbolo, non la persona" (e' una citazione, ma nun me ricordo da che...), un po' perche' essere comunista (o missino, o socialista...) era vissuto e sentito, molto piu' spesso di quanto non ci faccia piacere credere, come essere della Roma o della Lazie (non e' un refuso ;-)) o della Juve. Per buoni quarant'anni si e' votato cosi', o almeno una gran parte del popolo della sinistra ha fatto cosi'. Nelle sezioni del PCI nelle quali ho fatto il mio apprendistato di figgicciotto (Tufello, Valmelaina e Mario Cianca a Talenti), se ti azzardavi a dire che il compagno Tale non era poi un granche come candidato, poco mancava che ti venisse intentato un processo, visto che se l'aveva scelto il Direttivo tu dovevi "stacce" (il Centralismo Democratico mica era 'na cazzata, sa...)
Tu chiedi perche' considero ideologico anche questo voto ultimo. Perche' se, come sembra evidente, chi ha trombato Rutelli non e' stato Alemanno ma l'elettore di sinistra (nell'accezione piu' ampia del termine), allora la scelta che ha fatto questo elettore non e' stata dovuta all'analisi dei programmi dei due candidati, o ad una sceltalegata ad oggettiva validita' delle proposte dell'uno o dell'altro, ma piuttosto ad una decisione consapevole (in questo senso ideologica) di NON accettare ancora la delega in bianco ad un candidato non presentabile. In pratica, una specie di "Alemanno nun me piace, ma Rutelli me fa schifo. A prescindere".
E se non e' "ideologico" questo...

Ardbeg | 30.04.08 10:17

Rutelli è impegnato a dare risposte a Petrini e a Ilvo Diamanti. Che ci spiega.
(link). Coi puntini. Citando Massimo Giannini. Che cita. Ezio Mauro. Che cita. Diamanti. "Radicarsi nel territorio. Non solo sui media". E' proprio per questo che era incaricato dei questionari ai candidati delle primarie: "quale identità? Cabernet o Chardonnay?"
Roma è la capitale della Repubblica. La Repubblica è la capitale del centrosinistra.

Se siete fortunati, per andare a leggere qui
link che il Quadraro ha votato per i fascisti perchè avevano raccontato loro "di una Roma luci e paillettes; una città felice, allegra, che se la godeva", e loro votano per i fascisti perchè non credono alle cazzate, che nun fa 'na piega come la lettera probabilmente finta del lettore; se siete fortunati - dico - passate per una pubblicità di un'automobile monumentale con lo slogan "lusso da toccare".
In cambio Madame de Stael-Palombelli ha talmente il polso del lettore o del Quadraro che vi dice lei (link) come stanno le cose: i pianoforti. No, i Poteri. Forti. "E da domani basta politica: parleremo di libri".

Francesca | 30.04.08 10:26

Continuo? vabbé continuo.
Avete letto bene "la Città Capovolta" di D'Avanzo? link

CONZERVARE
Ci sei Etienne?
"C'è qui il Parco degli Acquedotti. È bellissimo. Al centro c'è un laghetto. Lo si è lasciato inaridire. Sono stati eliminati gli orti abusivi. Si doveva riqualificare l'area. Non se n'è fatto nulla. Soltanto per sciatteria non si sono eliminate le buche nelle strade".
E più avanti: "disattenzione", "negligenza", abbandono della "piccola manutenzione", "disinteresse", "stupidi intoppi".

Si nota che quello mette a fianco la manutenzione degli antichi acquedotti(*) e il terminal dell'Anagnina?

ZICUREZZA
"Qui non abbiamo grandi problemi di sicurezza [...] Voglio dire che non è minacciata l'incolumità delle persone, ma la loro familiarità con il luogo che abitano".

Cosa diceva ieri quella stronza, la "troppo entusiasta", quella faccenda che la sicurezza è la città, la sua modellazione dello spazio?
E che fotografia ha messo l'astronauta atterrato per la prima volta della sua vita nel Terminale dell'Anagnina (perchè andava chiesto, al gelataio: "Ok. Rutelli non s'è visto qui. Ma a quando risale l'Apoteosi, da queste parti, di un giornalista di Repubblica?. Non uno di quelli precari, che vengono a chiedere come si sente la mamma che ha perso il figlio in attesa di passare alla metaphisique del tiramisoù: una "firma", uno di quelli veri, uno che sceglie di fare l'inchiesta studiando prima quale quartiere ha la più gloriosa storia di Resistenza). Che fotografia hanno messo? Dives in Misericordia, quella fatta col cemento diabolico, da un architetto Ostrogoto, un'opera di architettura.

SO TUTTI UGUALI
"Come è possibile che una borgata per storia e tradizione antifascista ha votato un postfascista? Le risposte che si raccolgono sono un coro: "Quei pregiudizi ideologici non contano più. Non funzionano. È roba del passato. Alemanno, un Alemanno ripulito, è apparso credibile, affidabile, concreto anche ai vecchi che, alla bocciofila del Quadraro, ancora possono raccontare quel 17 aprile del 1944".

Dici che aaa curtura nun c'entra cco 'sto fatto?

Dici che quando quelli lamentano "inerzia", "disattenzione", "negligenza" aaa curtura non c'entra? Dici che per vincere la negligenza ci vuole una specie di contabilità? Ma "entusiasmo" no? A quanto sta l'entusiasmo ar litro? Quando è "troppo"?

(*)Acquedotti, via Appia, Terme, Cirques. Opere di utilità pubblica, utilitarie. Di cui vediamo oggi l'equivalente dell'intelaiatura in cemento armato di uno svincolo dell'autostrada.

Francesca | 30.04.08 13:51

la cosa piu' bella del caso palombelli rutelli e' che non se ne parli nemmeno se non come battuta, anzi chiedo scusa, gag.

tanto per ribadire, qui 3 mesi fa un tecnico (non un politico) del governo e' stata costretta a dimettersi perche' fotografata al ristorante in compagnia di un giornalista (neanche politico).
e in italia rutelli fa il politico e la moglie fa la cronista politica e l'unica reazione e' scherzarci un po' (pardon farci le gags) sopra.

poi dice com'e' che la sinistra non ha risolto il conflitto di interessi berlusconiano.

mamo | 30.04.08 13:55

no non dico che aa curtura non c'entra. aa curtura c'entra co' tutto.
non dico neanche che al pastore lucano e alla casalinga di voghera devi faje vede' ciccio e franco.
pero' dico che la risposta all'elettore romano va data in relazione alle domande che fa.

senza curtura sono convinto che te se riempie l'ospedale de ggente malata ma si nun c'hai l'ospedale aa cultula chi cazzo la fruisce dopo aa prima epidemia de peste perche' te sei scordato de ripuli' le fogne mentre stavi a decide co tu moje se sei de destra o de sinistra o se e' mejo giggi proietti, lars noren o la santanche' in mutande aa prossima notte bianca?

mamo | 30.04.08 14:04

senza aaaa curtura nun te viene ppe lla capoccia manco che aaa gggente malata se PO' ccurà, che curalla PO' e deve esse compito della città. E allora manco te viene per cervelletto che ce vonno l'ospedali, e li medichi, e le pasticche, e ll'ambulanze.

senza aaaa curtura nun te viè proprio 'n mente che dde ste cose se dizcute 'nzieme, se nno li vichinghi cor ciufolo che eschino dar bagno a vapore pe' mettese a dizcute. E quanno dizcutono fanno aaa curtura.

che curtura è quella che o ciò l'ospedali o ciò l'odissea?

Francesca | 30.04.08 14:11

eppero' mi sembra che tu voglia credermi piu' sempliciotto di quello che sono.
non so perche', francamente. dato che le tue /accuse/ non sono correlate a quello che scrivo ma sembrano dettate da un voler leggere quello che vuoi.

il dibbbattito non e' se e' nata prima la cultura o l'ospedale.
e nemmeno se dobbiamo scegliere. questo e' stato appurato da tempo nella discussione che si e' svolta qui. ma se vuoi ricominciamo la discussione da li' e non ci muoviamo oltre e ci sentiamo tutti belli contenti di aver spiegato all'altro quanto c'abbiamo raggione noi ;-)

il dibbbattito e' che quando ce stanno i buchi nelle strade oltre a mettece dentro un suggeritore che te legge alla ricerca del tempo perduto mentre tu stai imottogliato tre ore nel traffico, bisogna discutere di come finanziare il potenziamento dei mezzi pubblici nei dettagli (quali mezzi pubblici, dove, quando, coqquali sordi).

la partecipazione si ottiene con un dialogo coinvolgente e preciso, non con uno pretenzioso e fumoso.
la politica e' _anche_ amministrazione.

mamo | 30.04.08 14:43

Non so se Mamo e' d'accordo, Francesca, ma a me quello che viene in mente e' una scena di un film del '91 che si intitolava Taxi Blues. Senza farla troppo lunga, i due protagonisti sono un taxista vetero comunista nostalgico e un suonatore di sassofono. Per vari motivi il secondo si trova a dovere dei soldi al primo senza averne, e il taxista gli chiede di lavargli il taxi per "andare in pari". Il suonatore dice "Ma io sono un artista" e il taxista " Sei artista ? Davvero ?" Braang ! Grossa manata sulla nuca "Prima lavi il taxi, poi fai l'artista"
Ecco, con tutte le differenze del caso, penso che la gerarchia delle necessita' in molti casi sia piu' o meno cosi'...

Ardbeg | 30.04.08 15:04

*smack*, mamo!

:)
;);)
:)):))):)))

ce riprovo:

quellum quod ipedisci alli administratoribus di penzamentare alla res danarosa ut potenziatur los publicos mezzos, non Marcelli Prousti "tempora perduta quaerire" legere a suggeritore cum in bottiglia vinculatus trafficaria sis, sed administratores minime habent ideam che cazzum "città" esse, quod in aula cinematographica (verbigratia) ad mentalicam magnam pippam guardandam, ut "30-enni a pubblcitate inculcati" vel alteram fumogenam pretenziosicam cazzatam de zucchina tipica cum faciolis traditionalis venerandam cucinandamque sunt.
Id est: ego te non "accuso" mancum per nientem, sed d'accordum tecum sum.

Francesca | 30.04.08 15:21

aaaah ecco.
allora chiedo venia per evidente ipersensibilita' e mancata attenzione al tono dei tuoi commenti.

PS
ammazza quanto parli bbene latino!

Anonymous | 30.04.08 15:39

ovviamente l'anonimo delle 15:39 sono io

mamo | 30.04.08 15:41

Nam promblematicosa, non fumigosinosa, quaestio est:

De dove idea illa "de civitate" veniri dovrebbet? Habent administratores forsitan glandulam medio in corde culove, quae quomodo finanziare et solidos trovare et scegliere nocte in media ut lampadinam accendentur vel secernetur?
De quo idea ista "de civitate" arrivat?

ET que cazzum "La sinistra non ha le culture e il sapere per affrontare la percezione dell'insicurezza" significat?, sententiam quam in articulo giornalisti rei publicae invenio?

Francesca | 30.04.08 15:47

a me pare che piu' che un problema di definizione del termine citta' il problema sia definire il termine politica.
la politica e' partecipazione, e' dialogo continuo su tutto (dettagli compresi) e non amministrazione dall'alto dopo aver ricevuto un mandato via voto accordato seguendo criteri generali di dx o sx.

ecco io ti parafraserei e direi che e' la politica che non arriva, che non c'e' laddove c'e' insicurezza.
ma se la vogliamo chiamare citta' (come somma di architettura, politica e abitanti) va bene lo stesso per me. anzi mi piace anche l'idea.

sulla frase incriminata non mi pronuncio, ma se abbiamo culo ce ne parlera johnny palomba.

mamo | 30.04.08 16:09

Se ci aggiungi "italiana" (la sinistra...non ha le culture...) in realta' hai una perfetta descrizione di quella che e'la legacy sessantottina nella nostra gauche. E' li' che nasce l'idea della ribellione tout court, e quindi del rifiuto di ogni tipo di "polizia" in quanto simbolo della repressione borghese. La polizia che arresta un ladro diventa un'espressione della Borghesia che reprime il deviante in quanto tale, non perche' fuorilegge ma perche' fuori la "propria" legge borghese, che e' per definizione antirivoluzionaria, di destra eccetera.
Roba che in sezione a Valmelaina, se provavi a protestare indignato perche' i caramba avevano menato due zingari, i vecchi ferrovieri zoccolo duro del PCI (non sessantottini, per capirci) te chiedevano dove, perche' ce volevano anda' pure loro a daje du' carci ai quei ladroni...
Scherzi a parte, Sandro Medici mi sembra molto onesto qui: veramente c'e' tutta una generazione di Sinistri (per certi versi mi ci metto anche io) che proprio non "capisce" come affrontare certe tematiche. Cultura o, meglio, assenza di ? Sicuramente, ma cher...

Ardbeg | 30.04.08 16:13

Ardbeg io 'sta storia dello "scollamento della politica dalla ggente'" (cfr link minutaggio 02:23-02:50) la vedo un po' al contrario.
non e' la sinistra (o la destra) che deve /abbassare/ il messaggio, e' la ggente che va "risollevata", e' il dialogo politico che va rialzato a livelli di decenza.
altrimenti c'e' solo bossi e berlusconi nel futuro.

per aumentare la /percezione della sicurezza/ la soluzione della sinistra e' stata storicamente portare /la citta'/ direbbe francesca, scuole, teatri, parchi, mezzi pubblici, illuminazione, ristoranti, negozi, parrucchiere, circoli bocciofili, semafori.....direi io.
la soluzione della destra e' stata tradizionalmente la polizia che mena.
se si comincia a credere davvero che quest'ultima sia la soluzione migliore siamo davvero alla frutta.

mamo | 30.04.08 16:52

Aha!

"è stata storicamente portare la città..."
Usiamo un altro po' di latinorum e diciamo "includere nella franchise".

Supponiamo però che a un certo momento
- la "città" è pensata come un incubo neoliberista, un mostro conzumistico, un orrore
- la "campagna" diventa un luogo di relax, un deposito di tradizioni gastronomiche
- come nel XIX secolo prima che Marx suggerisse qualcosa sul rapporto della cultura alla produzione della vita materiale(*), la 'campagna' viene saccheggiata di quel che contiene, dépurata, neutralizzata di ciò che ha di brutale, ridotta in "ricette" che si portano in città, al centro della città, per il consumo privato (e sontuoso). (La musica "popolare", la 4 simphonia "italiana" di Mendelssohn, le 'scuole nazionali', e al "popolo" rimangono gli stornellazzi. Ai "contadini" scippano (dall'immaginario, dalla cultura) E la campagna E le ricette E la musica E i racconti, in cambio li trasformano in pupazetti del presepe, in giardinieri.
- la città stessa ci perde: la Suburra, erissata di torri medievali a ricordo di che razza di furori e di drammi...; diventa "dove sta l'indiano, er Maraggià, in via dei Serpenti",
- Si inventa che la cucina contadina è "buona" (è schifosa), "pulita" (è contaminata: un film neorealista per vedere che il latte si faceva bollire perchè la pastorizzazione era una diavoleria recente? "Oste portace 'nartro litro che c'hai messo l'acqua"), e "pura" (e una buona parte dei "riti" che si immagina di "preservare" sono di purificazione, a ricordo che il cibo NON era 'puro' manco per niente e che ci voleva una speciale cerimonia....)
- Notte Bianca. (UNA all'anno: perchè non eliminarla facendo TUTTE le notti bianche?). Fantasmagoria, e però contemporaneamente:
- Spegni la luce, l'inquinamento luminoso, la penitenza, la contrizione, sociologia, pziccologgia della catastrofe. Non si costruisce niente.

Che razza di "città" portate alle periferie se la "città" non è più la vita pubblica, ma il consumo privato di "spettacoli" e "piatti tipici" e "riunioni di splendidi quarantenni severi in un cinema"?

Non è una roba dde curtura, questa? Cioè ddde politica?

(*) la 'teoria' di questo blog è che se proprio si deve dire che si è perso "perchè si insiste con ideologie del XIX secolo", allora l'unico modo sensato di pensare questo è che "le ideologie del XIX secolo" che risaltano fuori sono quelle PRE-marxiste, e ANTI-marxiste, a causa non della conservazione, ma dell'espulsione del marxismo dalla "cultura", e del marxismo come "teoria della cultura"... Esplusa da chi? Dalla sinistra degli Incroyables et Merveilleuses, dagli arcobaleni, da quelli con l'"anima".

Francesca | 30.04.08 18:15

Roma la conosco poco.
E il dibbbattito che avete fatto, mi ha fatto capire poco.
Ma ho provato a riflettere su alcune cose che sono state dette (tranne alcune in altre lingue o dialetti)
1)Io credo che la polemica con Moretti e gli altri sia sterile e non centri il bersaglio.
A prescindere dal fatto che Moretti debba piacere o no, perchè Moretti e Palomba mi sembrano non contare niente. Come tutti quelli che fanno un certo mestiere possono essere cortigiani di uno e dell'altro.
Il problema è l'uno e l'altro, cioè i Rutelli, i Veltroni, i Bettini, i rifondaroli che vanno appresso a Rutelli, Veltroni, Bettini. Come hanno amministrato questi qua ? Bene, Male, così così.
2)Le feste e la cultura. Dovrebbero essere una voce della contabilità. Le altre voci sono state spese bene ? Se non sono state spese bene, qualcuno può dire che con i soldi delle feste potevano fare gli asili nido e tante altre cose...(in altre parole il paltò di Napoleone)
3)La sicurezza. Ci sono statistiche che dicono se la sicurezza è un problema a Roma ? E per quanto riguarda la percezione, possiamo in qualche modo interpretarla ? Possiamo vedere qual è il problema a parte la percezione ? Potrebbe essere che chi sta in periferia sia senta abbandonato dal politico che fa la festa al centro ? E non facendo la festa noi facciamo o possiamo fare qualcosa per lui ?
4)Una lettera come questa di Repubblica ha bisogno di una risposta subbbito ? Un politico può dire "Grazie, ci devo pensare..." ? Io credo che sia doveroso rispondere così. Almeno per onestà.

5)Questo blog basa molto la sua analisi sul rapporto tra cultura e politica e mi sembra che la sua proposta sia nel senso di uno sviluppo delle cultura dell'amministrazione, del giorno per giorno, del come si cerchi di risolvere creativamente i problemi concreti (la cultura da cui deriverebbe anche il resto, l'arte, etc etc)
Ma cosa c'entra allora la polemica con certi rappresentanti del cinema o della televisione ? Non può essere essi riempiano inevitabilmente il vuoto creato da una mancanza di cultura dell'amministrazione ?

Pensatoio | 30.04.08 18:18

'Scolta, Francesca: mi no te go mai dito che te son una stronza e, francamente, me ga sempre parso de gaverte dito che te stimo assai. No capisso perché te me fichi in boca parole che no go mai dito o pensieri che no me xe mai pasadi per la testa.
Questo visto che ve piasi el dialeto.
Tornando all'italiano.
Certo che esiste un problema culturale.
E sono d'accodo con Mamo che quel che va alzato è il dialogo politico e non abbassato al di sotto delle capacità del più idiota dei cerebrolesi. Che l'elettore medio sia un deficente è una strana invenzione che avrei tanto gusto nel scoprire chi l'ha tirata fuori.
Tuttavia, mi sembra che ci si dimentica che i sinistri qui (giustamente) sbeffeggiati hanno come retaggio una totale e quasi mistica adorazione della "cultura".
La questione così, diventa, perché questi adoratori della "cultura" arrivano a scrivre e dire simili sciempiaggini?
Modesta proposta. Perché certi modelli sono troppo complicati per essere utilizzati praticamente ogni giorno.
E' un po' come la logica. Se per ogni argomento che sviluppiamo dovessimo metterci a fare i diagrammi di Venn di quel che diciamo staremmo una giornata solo a spiegare perché abbiamo deciso di comprare mele rosse anziché gialle.
Sicché nel parlare e nell'argomentare comue si utilizzano schemi semplificati.
Per certi versi, si potrebbe dire che lòa "cultura" è il modo con cui acquisiamo efficenti e utilizzabili schemi di discorso e di argomentazione.
La sinistra repubblichina (quella de la "Repubblica") non riuscendo a stare dietro alla complessità che pur bramava, si è ripiegata sulle manifestazioni teatrali, i girotondi e così via.
Ma più che invocare più "cultura", o furori eroici che a non tutti vengono (e per fortuna) forse sarebbe meglio ricordare che ogni discorso deve avere un contenuto. E se un contenuto "alto" non riesci a darlo, dagli un contenuto "basso" banale e tranquillo ma che sia nun contenuto.
Se non si riesce ad avere una visione complessiva, un progetto ad ampio respiro è meglio occuparsi di buche nelle strade. Quantomeno, non ci inciamperemo.
Insomma, sarebbe certamente bello che tutti sapessero volare sull'ippogrifo: che velocità, che orizzonti si scoprirebbero volnado così in alto! Vero (non è ironico).
Purtroppo molti hanno le vertigini, non sanno stare in sella nemmeno ad un cavallo normale etc etc.
E allora, due le scelte: o ci masturbiamo con pseudoippogrifi (la "cultura" gastronomica, p.es. che mi citavi tempo fa, gli articoli di repubblica), oppure, se non possiamo volare in alto zappiamo il nostro orto: non avremmo sensazioni sublimi, ma di certo quel che coltiviamo sarà utile.

etienne64 | 30.04.08 18:32

e infatti si porta in periferia la teca di meier.
romani! incatenatevi al cemento bianco, please.

addb | 30.04.08 18:34

Nota: la bollitura del latte veniva preferita perché tenere il latte a 56 gradi su un fuoco è pressoché impossibile e perché la pastorizzazione non è molto efficente contro quella cosa simpatica che è la TBC bovina.

etienne64 | 30.04.08 18:41

la TBC bovina? Una diavoleria neolibberista. Le mucche tipiche le portano gli angeli, fanno il latte in alessandrini classici e di notte riparano le buche toutes seules.

Per fare una cosa 'bassa' (bassa?) come riparare le buche ci vuole una concezione alta, o almeno longilinea, della "città".
A volte serve anche sapere due più due, persino il corso avanzato di tre più tre, ma come la mettiamo con quell'altro adagio del XIX secolo: "preferisco il sentimento all'arido due più due?" E se l'economia mi tarisce la vena poetica e gli slanci del cor?

Salut.

Francesca | 30.04.08 18:57

vediamo se questa volta riesco a postare (è la quarta volta).

Ecco un magnifico esempio di pessima politica, quella che delega ciò che non sa governare:

link

alessandro | 30.04.08 19:07

Ma tu guarda un po' che ho trovato in mezzo ai negri:

Sommi nutrito ne la magna Francia
a copia di vin buoni e a capponi,
fagian, conigli, pernice e pagoni
e pesci buon da tener ben la pancia.
Or son tornato a carne secca rancia,
a vecchi infermi e magri castroni;
vin tristo beo e spesso di cerconi:
quando ho del buon, mi par aver la mancia.
Pur a le vote un po' di torticina
di carne fredda, di formaggio e d'ova,
di quella che vi avanza la mattina.
In casa nostra spezie non si truova,
però non ragionar di gelatina,
ché troppo ci parrebbe cosa nuova.
E questo sa chi l' pruova,
che giuoco egli è spiacevole e malvagio
tornar a questa vita da quell'agio.

Un tale messer Francesco Tedaldi, fiorentino, 1484.

Francesca | 30.04.08 19:10

appena trovato in rete...

link

alessandro | 30.04.08 19:23

Si , ma non è che stiamo sopravvalutando i repubblichini? Cioé, mica il grosso della gente pensa che le mucche tipiche non possano avere la TBC e mica tutti preferiscono il sentimento sentimentale al due più due (anche perché c'é tanto sentimento, emozione e robe del genere i due più due siccome bello).

etienne64 | 30.04.08 20:39

...nfatti....

johnny palomba | 23.05.08 20:58

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